Il paesaggio come dimensione interiore e culturale in una mostra a Bolzano  

Dopo la Biennale del 2024, il Museion presenta in Italia la prima mostra personale di Evelyn Taocheng Wang, artista cinese residente a Rotterdam che nella sua pratica intreccia cultura asiatica e occidentale a livello formale, concettuale e filosofico

Si celano molteplici significati e una profonda riflessione sul paesaggio, inteso come luogo fisico e mentale dietro l’apparente semplicità delle opere di Evelyn Taocheng Wang (Chengdu, Cina, 1981). Attraverso metafore e giochi linguistici, l’artista induce a osservare lentamente i suoi lavori, densi di dettagli inattesi. L’allestimento, che prevede sedute di fronte alle opere, ne favorisce una lettura approfondita e quasi meditativa, trasformando l’osservazione in uno strumento di riflessione.

Evelyn Taocheng Wang, Sweet Landscape, Museion di Bolzano, Installation view, © Luca Guadagnini
Evelyn Taocheng Wang, Sweet Landscape, Museion di Bolzano, Installation view, © Luca Guadagnini

Evelyn Taocheng Wang al Museion di Bolzano

Cresciuta tra la Cina e l’Europa, Wang intreccia iconografia, filosofia e letteratura, attingendo a un ampio repertorio di riferimenti culturali per indagare le affinità e le divergenze tra le due tradizioni. Tradizioni, riferimenti alla storia dell’arte, frammenti di memoria personale e forme di autofiction popolano le opere realizzate appositamente per Sweet Landscape, la mostra curata da Leonie Radine al Museion di Bolzano.

I lavori nascono da una ricerca sulla pittura di paesaggio tra Oriente e Occidente e presentano alcuni elementi ricorrenti: frasi scritte, piccoli simboli e, in alcune opere, palette cromatiche ben riconoscibili. Ispirate anche da Bolzano, città crocevia di lingue e tradizioni, le opere affrontano temi come la migrazione, l’ibridazione culturale, l’espressione di genere e l’appartenenza di classe. Ne emerge una concezione fluida dell’identità, in continua trasformazione.

La domanda di Evelyn Taocheng Wang alla base della mostra di Bolzano

I paesaggi dolci citati nel titolo, divengono così il pretesto per porre e porsi una domanda essenziale, su cui è giocata tutta l’esposizione: qual è il confine tra il paesaggio e ciò che noi vediamo realmente in esso? Dietro l’apparenza lirica e delicata, Wang rivela uno sguardo pungente e saldamente ancorato alla realtà, tanto nella forma quanto nei contenuti.

Sul piano cromatico e tematico, la ricerca dell’artista prende le mosse dall’impatto delle montagne, assenti a Rotterdam ma ancora vive nei suoi ricordi d’infanzia, e dalla scoperta dei prodotti locali durante le passeggiate in piazza delle Erbe, vissuta come un’inaspettata esplosione di colori, odori e sapori. Sul piano concettuale, l’attenzione all’attualità emerge nella sottile ironia dei dettagli, attraverso cui Wang mette in discussione i meccanismi della percezione, l’idea di autenticità e le strutture del potere.

Le opere da leggere di Taocheng Wang al Museion di Bolzano

Sulla base del suo percorso formativo, prima in Cina focalizzato sulla pittura a inchiostro e la calligrafia, poi in Europa in ambito letterario, Wang ha sviluppato una pratica artistica che, come ha osservato la curatrice Radine: “spazia fra diversi media, tra cui pittura, scrittura, installazione, performance e moda, coniando un linguaggio visivo unico, intriso di poesia, umorismo sottile, profondità critica. Una pratica che, caratterizzata da un minuzioso lavoro di sovrapposizione, rende i suoi dipinti complessi, facendone, in linea con la tradizione cinese, opere da leggere più che da guardare”.

L’artista popola i suoi lavori di citazioni colte e riferimenti site-specific, accostando alle griglie che evocano Agnes Martin i colori dei prodotti locali. Quella che sembra una contraddizione si ricompone attraverso una sensibilità vicina alla filosofia zen, in cui il bisogno di ordine e chiarezza trova un equilibrio nell’accettazione del caos. Nelle opere, questa tensione si traduce nel rapporto continuo tra primo piano e sfondo, metafora delle possibili tensioni tra mondo esterno e dimensione interiore.

Ludovica Palmieri

Bolzano // Fino all’8 novembre
Sweet Landscape. Evelyn Toacheng Wang
MUSEION, piazza Piero Siena 1
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Ludovica Palmieri

Ludovica Palmieri

Ludovica Palmieri è nata a Napoli. Vive e lavora a Roma, dove ha conseguito il diploma di laurea magistrale con lode in Storia dell’Arte con un tesi sulla fortuna critica di Correggio nel Settecento presso la terza università. Subito dopo…

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