In una chiesa di Matera le sculture di Pietro Consagra sfidano il sacro
Fino al 27 settembre 2026 sette opere dell’artista Pietro Consagra dialogano con la suggestiva cornice barocca della chiesa del Purgatorio. E si riporta così alla luce anche la memoria di una mostra del 1978
Quasi cinquant’anni dopo aver portato le sue sculture nei Rioni Sassi, Pietro Consagra (Mazara del Vallo, 1920 – Milano, 2005) torna a Matera. Ma questa volta il rapporto con la città e con lo spazio avviene in una direzione completamente diversa: non più luoghi marginali, aperti e non destinati all’arte, ma uno spazio sacro, quello della Chiesa del Purgatorio, oggi aperto all’arte contemporanea.
La mostra di Pietro Consagra nella chiesa del Purgatorio di Matera
Organizzata dalla Galleria Alessandro Albanese e curata da Giorgio Verzotti, la mostra Pietro Consagra. Sette sculture costruisce un confronto fatto di contrasti. Da una parte ci sono le sculture di Consagra, radicalmente bidimensionali; dall’altra la verticalità dell’architettura barocca, con la sua ricchezza decorativa e la sua forte presenza nello spazio. Il dialogo è interessante proprio perché non cerca una somiglianza. Le opere di Consagra sembrano piuttosto mettere alla prova l’architettura che le accoglie, modificando il modo in cui il visitatore attraversa la chiesa e guarda ciò che ha davanti. Nella mostra materana sono sette le sculture appartenenti ai cicli Bifrontali, Preminenze e Interferenze, secondo le denominazioni utilizzate dallo stesso artista. Opere che portano dentro la Chiesa del Purgatorio una ricerca costruita sulla superficie e sul ritmo che richiama le texture della natura.

Una scultura che rinuncia alla profondità
Pietro Consagra è tra gli artisti che, nella seconda metà del Novecento, hanno messo radicalmente in discussione l’idea tradizionale di scultura. La sua scelta è stata quella di rinunciare alla tridimensionalità per costruire opere che si sviluppano sul piano, eliminando quasi la distanza tra l’oggetto e chi lo osserva. La scultura non chiede più di essere contemplata da lontano e si presenta frontalmente, come un interlocutore. È un rapporto diretto, quasi un faccia a faccia, nel quale lo spettatore diventa parte dell’esperienza dell’opera. L’anima dell’artista si fonde e si plasma attraverso le forme in contrapposizione all’armonia del barocco. Consagra ha lavorato per sottrarre alla scultura la profondità, mentre lo spazio della chiesa la restituisce continuamente. Muovendosi intorno alle opere, il visitatore non incontra più soltanto una superficie da guardare frontalmente, ma vede cambiare il rapporto tra scultura, architettura e ambiente, riposizionando il rapporto spazio-tempo.

La memoria della mostra a Matera del 1978
Il legame con la prima esperienza materana non rimane soltanto nella memoria. Il progetto è, infatti, accompagnato da un catalogo pubblicato da La Stamperia Edizioni-Matera, che raccoglie, oltre al testo curatoriale e agli altri contributi dedicati alla mostra, una parte della documentazione fotografica dell’esposizione del 1978. Quelle immagini, realizzate nell’ambito del progetto ideato allora con il critico Giuseppe Appella, permettono di riaprire una vicenda importante della storia di Consagra e del rapporto tra la sua scultura e Matera. Nel volume trova spazio anche la Lettera ai materani, scritta dall’artista, che restituisce una voce diretta a quell’esperienza.

Consagra a Matera ieri e oggi
La mostra, patrocinata dalla Fondazione Zétema di Matera, dal MUSMA – Museo della Scultura Contemporanea e dal Comune di Matera, è un insieme di presenze che rafforza il carattere di continuità del progetto: non soltanto un nuovo incontro tra Consagra e la città, ma una rilettura di un dialogo iniziato quasi mezzo secolo fa. Consagra, ancora una volta, mette in discussione il confine tra scultura e ambiente. E a Matera, tra il ricordo dei Sassi e il confronto con un luogo sacro, la sua ricerca trova un nuovo interlocutore: l’architettura stessa.
Carla Cantore
Matera // fino al 27 settembre 2026
Pietro Consagra. Sette sculture
CHIESA DEL PURGATORIO – Via Domenico Ridola, 45
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