Il progetto che porta il David di Michelangelo sulle Alpi della Svizzera: verrà installata tra le montagne una copia a grandezza naturale
Il prossimo 2 luglio, una copia in marmo di Carrara del David, a grandezza naturale, sarà collocata nel villaggio montano di Klosters. Realizzata da una nota bottega di Carrara, la replica è un invito a riflettere sul significato dell’opera nel mondo di oggi, in un contesto ben diverso dalla Firenze del Rinascimento
Un David di Michelangelo, a grandezza naturale, nel paesaggio delle Alpi svizzere. Si tratta, chiaramente, di una copia dell’originale che il Buonarroti realizzò all’inizio del Cinquecento per la Repubblica fiorentina, scolpendo un blocco di marmo alto oltre 5 metri. Immortalando l’eroe biblico nel momento di concentrazione che precede la lotta contro Golia – dunque non all’apice del trionfo che verrà, ma in fase di vigile e consapevole attesa – Michelangelo comunicava al mondo la forza e l’equilibrio del governo fiorentino; e l’opera, oggi conservata alla Galleria dell’Accademia (dove fu trasferita nel 1873), è diventata la scultura più celebrata di tutti i tempi.
Una copia del David di Michelangelo nell’estate svizzera
A Firenze, due repliche sono visibili in Piazza della Signoria e Piazzale Michelangelo: la prima, in marmo, fu installata nel 1910; mentre la copia in bronzo che dà il nome al belvedere più frequentato della città fu collocata entro il 1875.
Molto più spiazzante è l’idea che, a partire dal 2 luglio 2026, una rara versione in marmo del David, analoga pure nelle dimensioni imponenti alla statua di Michelangelo, sarà installata a Klosters, località alpina del Canton Grigioni e popolare meta per escursionisti.
Perché un David di Michelangelo nel bel mezzo del paesaggio alpino?
Il progetto nasce nell’ambito di Scultura Viva, iniziativa culturale basata a Klosters e dedicata alla riattivazione del patrimonio scultoreo attraverso installazioni pubbliche, programmi educativi e collaborazioni internazionali. In questo contesto l’obiettivo è quello di favorire il dialogo tra arte e paesaggio, attivando una riflessione culturale. Separata dal suo originario contesto urbano e politico, la scultura entra in un paesaggio segnato da tradizione rurale e rapporto diretto con la natura; e il momento che precede l’azione si trasforma da allegoria politica a riflessione su orientamento, resilienza e posizione nel proprio ambiente. La domanda che i promotori di Scultura Viva si propongono di attivare è: “Quali sono i Golia del nostro tempo e come li affrontiamo?”. Così, mentre la maggior parte delle repliche del David sono impiegate in chiave didattica o decorativa, l’installazione di Klosters viene intesa come intervento site-specific, per indagare come il significato si trasformi attraverso contesto, paesaggio e prospettiva: “Questo progetto non è una semplice riproduzione del David, ma un’indagine sul suo significato nelle condizioni contemporanee” spiega Christian Bolt, scultore svizzero che ha fondato Scultura Viva e detiene una cattedra presso l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze “Inserendolo in un nuovo contesto e paesaggio, ci chiediamo cosa rimane della sua forza originaria e cosa può dirci oggi su identità, azione e presenza umana”.
Da dove arriva la copia del David di Klosters
Realizzata nel 2017, la scultura è stata scolpita in “Marmo bianco Michelangelo”, proveniente dalle cave del Polvaccio a Carrara, luogo storicamente documentato da cui Michelangelo selezionava il marmo per le proprie opere. È stata eseguita da Studi d’Arte Cave Michelangelo sotto la direzione di Franco Barattini, in una delle più rinomate botteghe di Carrara. Con un peso superiore alle nove tonnellate, oltre a un basamento di otto tonnellate, la scultura rivendica la sua presenza monumentale, ed è una delle poche repliche al mondo del David a grandezza naturale (se ne contano meno di dieci esemplari).
L’inaugurazione del 2 luglio segnerà l’avvio di un programma culturale fondato sulla collaborazione tra Svizzera e Italia. Presso l’Atelier Bolt, per esempio, i visitatori potranno seguire la realizzazione di una scultura in marmo a grandezza naturale di un’altra celebre opera di Michelangelo, lo Schiavo morente.
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