Una mostra a Lodi racconta il fenomeno dei collettivi artistici 

Il fenomeno dei collettivi artistici viene indagato nelle processualità organizzative, i presupposti etici e le pulsioni emotive che spingono i singoli artisti a ricercare spazi di cooperazione e autorialità condivise nel format lodigiano

Si attraversa la scenografica Piazza della Vittoria, fin dall’epoca dei Comuni cuore pulsante della città di Lodi, e, proseguendo per Corso Umberto I, la nostra attenzione è attirata da un portale che non manca di prendere in contropiede le aspettative dei passanti. Se la vocazione comunitaria di una città storica è ormai appiattita sull’accettazione passiva di uno spettacolo votato ai riti e ai codici del consumismo, di fronte a questa vetrina si produce una piccola scossa, un cortocircuito dello sguardo, che, strappato alla registrazione distratta di insegne di negozi e arredi di locali, si trova come magnetizzato e sfidato da messe in scena inconsuete. Ricavato nella portineria del seicentesco Palazzo Galeano, questo spazio è una delle sedi espositive di Platea, un’associazione culturale nata a Lodi nel 2020 con l’obiettivo di sostenere i giovani talenti e la produzione artistica.  

I progetti promossi dall’associazione, come spiega Claudia Ferrari, presidente di Platea, “offrono l’opportunità ai giovani artisti di mostrare le loro realizzazioni e allo stesso tempo costituiscono un’occasione per coinvolgere gli studenti delle scuole locali e metterli in condizione di apprezzare gli ultimi sviluppi dell’arte contemporanea”.  

Fare Collettivo a Lodi 

Dopo aver ospitato diversi giovani di volta in volta introdotti da autori già affermati come Marcello Maloberti (a una cui intuizione si deve l’adozione del nome Platea), Rä di Martino e Luca Trevisani, quest’anno va in scena Fare Collettivo, il quarto palinsesto espositivo di Platea, che si propone di esplorare il fenomeno dei collettivi artistici indagando le processualità organizzative, i presupposti etici e le pulsioni emotive che spingono i singoli artisti a ricercare degli spazi di cooperazione e a riconoscersi nel concetto di autorialità condivisa. “L’ispirazione per il progetto è venuta nel 2022, dall’ultimo Documenta di Kassel, in cui per la prima volta la manifestazione è stata diretta da un collettivo e questo ci ha spinto a indagare l’attività dei collettivi italiani e a offrire a quelli che ci sono sembrati più vivaci e innovativi la possibilità di alternarsi nel nostro spazio nel corso del 2024”, dice Carlo Orsini, direttore artistico di Platea.  

La mostra a Palazzo Galeano a Lodi 

E li vediamo e li vedremo all’opera, questi gruppi di artisti cooperanti fra loro, nella vetrina di Palazzo Galeano, nel tentativo di offrire ai passanti un motivo di sosta e di riflessione: come avviene con l’attuale installazione di MRZB, un gruppo artistico fondato a Bologna nel 2014, dal titolo DESPAIR of a Cannibal Soul (A Prologue). Il nome MRZB nasce dalla contrazione del termine Merzbau, la famosa installazione di Kurt Schwitters, di cui viene condiviso l’amore per le commistioni perturbanti e per gli spiazzamenti di prospettiva. La vasca da bagno qui presentata, irta di chiodi, memore delle provocazioni dadaiste, sormontata da una sorta di bassorilievo evocante un clima di violenza e inquietudine, testimonia di una sensibilità volta al perseguimento di un’opera “para-cinematografica, pulp e neo-noir”. Ma non c’è solo la vetrina. In via Maddalena 3 si trova infatti la sede di Platea Project, dove è installato un altro collettivo, Palazzo Bronzo, i cui membri traspongono qui idee e soluzioni già sperimentate nella loro sede genovese, occupando lo spazio con impalcature lignee dove alloggiano alcuni oggetti dal forte valore evocativo, come una “puddinga”, composto minerale che simboleggia la coesione di più elementi diversi. L’attività di Palazzo Bronzo, che interagirà con i vari collettivi che continueranno ad alternarsi nella postazione di Palazzo Galeano, è accompagnata da un progetto editoriale, Iperromantico, la prima pubblicazione edita da Platea, in cui viene data voce a tutti i partecipanti al palinsesto espositivo di quest’anno: RM, MRZB, Extragarbo e Hardchitepture. 

Alberto Mugnaini 

MRZB 
DESPAIR of a Cannibal Soul 

A cura di Carlo Orsini 

Platea, Palazzo Galeano – Lodi 
23 maggio – 31 luglio 2024 
Palazzo Bronzo 

Iperromantico, progetto editoriale e installazione permanente 
Platea Project – Via Maddalena 3, Lodi 
Marzo-Dicembre 2024 

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Alberto Mugnaini

Alberto Mugnaini

Alberto Mugnaini, storico dell’arte e artista, si è laureato e ha conseguito il Dottorato di Ricerca all’Università di Pisa. Dal 1994 al 1999 ha vissuto a New York, dove è stato tra i fondatori del laboratorio di design “New York…

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