Sport Photography Museum: a Milano il primo spazio dedicato alla fotografia sportiva d’autore

La nuova realtà è pensata per “dedicare spazio ad un genere fotografico di grande diffusione ma poco valorizzato in termini autoriali”. Ecco le mostre in programma per l’apertura e le tante attività didattiche e formative che verranno organizzate nel corso dell’anno

Rio 2016 Olympic games - August 2016. Jamaica's Usain Bolt in 200 m final. (photo by Alessandro Trovati /Pentaphoto/Mate Image)
Rio 2016 Olympic games - August 2016. Jamaica's Usain Bolt in 200 m final. (photo by Alessandro Trovati /Pentaphoto/Mate Image)

Tra arte contemporanea, digitale, fotografia, nuovi spazi di condivisione e votati all’interdisciplinarietà, Milano sta attraversando un momento piuttosto brillante della sua offerta culturale post pandemica che, oltre ad ampliarsi di giorno in giorno, si diversifica. L’ultima proposta risponde al nome di Sport Photography Museum, che aprirà al pubblico giovedì 21 ottobre 2021, proponendo al pubblico il primo spazio esclusivamente dedicato alla fotografia sportiva d’autore. L’iniziativa nasce dai due fondatori e direttori artistici, la curatrice di fotografia e coreografa Federicapaola Capecchi e Alessandro Trovati, fotografo sportivo tra i più importanti sulla scena internazionale (Canon Ambassador dal 2017); il team si completa poi con i co-fondatori Luigi Sordi e Beatrice Ravelli.

NASCE SPORT PHOTOGRAPHY MUSEUM NELLA CASA DI EMILIO TADINI A MILANO

“Il progetto nasce dal bisogno di dare vita anche a qualcosa di fisicamente concreto per la fotografia sportiva. Innanzi tutto per esprimere il suo valore non solo documentativo, ma anche di divulgazione culturale perché lo sport è occasione di scambio politico-sociale ed etico, è promozione di sani stili di vita e diritto alla salute e all’uguaglianza, e non ultimo, del bello, ovvero della rappresentazione artistica del movimento e del corpo”, spiegano gli organizzatori. “SPM e la fotografia sportiva hanno in sé valori distintivi quali la contemporaneità, l’universalità, una chiara e potente relazione con la storia e i valori dello sport nonché una forte ricaduta sul territorio dove nasce: Milano è palcoscenico di grandi eventi sportivi e lo sarà particolarmente grazie a Milano/Cortina 2026. Ulteriore preziosità del progetto è quella di dedicare spazio ad un genere fotografico di grande diffusione ma poco valorizzato in termini autoriali”. Questa realtà, unica in Italia, trova sede in uno spazio già connotato, ovvero la Casa Museo Spazio Tadini, in quello che era lo studio dell’artista e scrittore Emilio Tadini. Una scelta strategica che permetterà di far confluire diversi ambiti creativi, mettendoli in dialogo.

SPORT PHOTOGRAPHY MUSEUM: LE MOSTRE DI APERTURA

Ad aprire il nuovo Sport Photography Museum sarà proprio la mostra di Alessandro Trovati, che rimarrà come permanente. Il 25 novembre 2021, invece, si inaugurerà la mostra personale del fotografo sportivo Robert Riger – per la prima volta Italia – con molti scatti inedite. L’esposizione è organizzata in collaborazione con l’archivio e con Dawn Aberg, il fiduciario di Robert Riger Living Trust – Alabama. L’evento sarà seguito, nella primavera del 2022, dalla prima antologica italiana dello stesso autore. Sport Photography Museum, oltre alla parte espositiva, dedicherà grande attenzione a didattica e formazione: durante il corso dell’anno saranno organizzati workshop tecnici e teorici sulla tecnica e la stampa fotografica, workshop di fotografia sportiva (teoria e pratica) con ciclo di lezioni annuali, masterclass, laboratori per video e foto, incontri e eventi organizzati anche con importanti brand di abbigliamento e attrezzatura sportiva e tanto altro. Per chi vuole sostenere il progetto, Sport Photography Museum ha attivato anche un crowdfunding in corso fino al 22 ottobre. 

-Giulia Ronchi

Sport Photography Museum
inaugurazione 21 ottobre 2021
Casa Museo Spazio Tadini
via Jommelli, 24 Milano
www.sportphotographymuseum.com
www.spaziotadini.com
clicca qui: https://sostieni.link/29308

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.