Apre al pubblico Casa Balla, residenza romana di Giacomo Balla

Il Maxxi di Roma presenta al pubblico Casa Balla, il restauro dell’appartamento abitato dall’artista a Roma con le opere e gli spazi privati del maestro

Un interno di Casa Balla
Un interno di Casa Balla

Dal 26 maggio la casa-museo sarà aperta alle visite guidate, nell’ambito di un progetto curato dal Museo MAXXI. È finalmente a disposizione del pubblico l’appartamento abitato da Giacomo Balla (Torino, 1871 – Roma, 1958) negli anni romani della piena maturità. Il programma è realizzato in collaborazione con la Soprintendenza Speciale di Roma Archeologia Belle Arti e Paesaggio e con il supporto della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Mic e il contributo della Banca d’Italia.

CASA BALLA: IL RESTAURO

Pur riportato agli antichi splendori con un lungo e complesso restauro eseguito sotto la supervisione dei tecnici della Soprintendenza, l’appartamento è sino ad oggi rimasto inaccessibile. Adesso, dopo un accordo stabilito con gli eredi, e grazie al programma Casa Balla. Dalla casa all’universo e ritorno curato dal Museo MAXXI, sarà finalmente possibile scoprire l’ambiente e le opere che contiene. Situato nel Quartiere Prati, al civico 39B di Via Oslavia, si tratta dell’appartamento che il pittore futurista abitò assieme alla moglie Elisa dal 1929 fino al 1958, anno della scomparsa, e dove fino agli anni Novanta hanno vissuto le figlie Elica e Luce. Dal 26 maggio al 24 ottobre è prevista la prima parte dell’attività, che prevede l’apertura ogni fine settimana, con visite guidate su prenotazione per piccoli gruppi. Questa la prima parte dell’attività, ma l’auspicio, come spiega il direttore del MAXXI, Bartolomeo Pietromarchi, è quello di rendere fruibile la casa-museo al pubblico in maniera permanente. Contestualmente alle visite guidate in loco, il Museo ospiterà nella Galleria 5 la mostra Casaballa. Dalla casa all’universo e ritorno, che raccoglie disegni, oggetti, bozzetti, arredamenti, provenienti da Casa Balla, posti a confronto con oggetti di design appositamente realizzati da artisti italiani e stranieri, fra cui Ila Bêka&Louise Lemoine, Carlo Benvenuto, Alex Cecchetti, Emiliano Maggi, Leonardo Sonnoli e Space Popular.

Un interno di Casa Balla
Un interno di Casa Balla

GIACOMO BALLA: ANIMA DEL FUTURISMO

Dopo gli studi d’arte all’Accademia Albertina e gli esordi pittorici alla Società promotrice di Belle Arti di Torino nel 1891, quattro anni più tardi lascia la città natale per trasferirsi a Roma, e trovò la sua strada artistica all’interno del Futurismo, di cui diventò protagonista indiscusso sin dai primi Anni Dieci, e nel 1914 fu tra i firmatari del manifesto Le vêtement masculin futuriste. Fu un artista con il dono dell’intuizione, e nella sua poetica pittorica vita, luce e velocità furono le parole chiave, assieme ala voglia di sperimentare. Sia nella sua stagione figurativa sia in quella più astratta, il colore rimase per Balla una fonte di energia, di luce, di vitalità. Fu anche autore degli affreschi del celebre Bal Tic Tac, il cabaret frequentato dai Futuristi, e restaurato nel 2019. Tornato al figurativo in tarda età, alla fine degli ani Trenta, finendo così ai margini della scena artistica italiana fino alla clamorosa riscoperta del dopoguerra, culminata con l’esposizione di alcune sue opere al MoMA di New York, nel 1949. Scomparve dieci anni più tardi.

LA RIAPERTURA DI CASA BALLA

In occasione del 150esimo anniversario dalla nascita, in MAXXI celebra Giacomo Balla con un progetto curato da Bartolomeo Pietromarchi e Domitilla Dardi che vedrà, dal prossimo 16 giugno, l’apertura al pubblico della casa di Via Oslavia, oltre a una grande mostra che vedrà le opere del maestro futurista entrare in dialogo con lavori di artisti contemporanei.

Niccolò Lucarelli

Casa Balla
Via Oslavia 39B, Roma

*Articolo aggiornato l’11 giugno 2021

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.