A Venezia venduta la Casa dei Tre Oci. Diventerà sede del Berggruen Institute

Giunge alla conclusione l’epopea che da un anno vede protagonista lo spazio culturale sito alla Giudecca dedicato alla fotografia. Il nuovo proprietario della Casa dei Tre Oci è l’ente del filantropo Nicolas Berggruen, fondatore del Museum Berggruen a Berlino

Casa dei tre oci, Giudecca, Venice, Italy - foto di Till Niermann - fonte Wikipedia
Casa dei tre oci, Giudecca, Venice, Italy - foto di Till Niermann - fonte Wikipedia

Risale a circa un anno fa la notizia – in realtà ai tempi era una insistente voce di corridoio – che l’ente di origine bancaria Fondazione di Venezia stava vagliando l’ipotesi di vendere uno dei gioielli più importanti e prestigiosi del proprio patrimonio immobiliare, la Casa dei Tre Oci sull’isola della Giudecca. La Fondazione, che sostiene anche il Museo M9 di Mestre, ha acquistato l’edificio nel 2000, trasformandolo in uno dei principali centri italiani dedicati alla fotografia – ospitando mostre di Erwitt, Salgado, Berengo Gardin, Burri, Newton, LaChapelle, Bischof, Roiter, Ronis, Battaglia e Scianna. E stando a quanto si vociferava lo scorso maggio, la decisione di vendere Casa dei Tre Oci sarebbe arrivata come soluzione per risanare il bilancio dell’M9, inaugurato dalla Fondazione nel 2018 per un investimento pari a 110 milioni di euro; cifra, questa, mai recuperata, a causa di un’affluenza di pubblico minore rispetto a quella immaginata e poi della pandemia. Dopo un’iniziale smentita, lo scorso dicembre la Fondazione di Venezia ha ufficializzato la messa sul mercato di Casa dei Tre Oci che, oggi, ha un nuovo proprietario: si tratta del gruppo Berggruen Institute, think tank indipendente e non profit, “attivo sui temi delle politiche internazionali e delle sfide globali del XXI secolo”, fondato del 2010 e ideato e presieduto dal filantropo, intellettuale e fondatore del Museum Berggruen a Berlino e del 21st Century Council for the Future of Europe Nicolas Berggruen (Parigi, 1961). A oggi, il Berggruen Institute opera al Campus di UCLA a Los Angeles e alla Peking University di Pechino.

IL FUTURO DELLA CASA DEI TRE OCI. NASCE LA PRIMA SEDE DEL BERGGRUEN INSTITUTE

Risale a queste ore la sottoscrizione, da parte della Fondazione di Venezia, del contratto preliminare di vendita della Casa dei Tre Oci. L’acquisto da parte del Berggruen Institute è finalizzato “alla realizzazione di un progetto di levatura culturale internazionale interamente coerente con gli scopi istituzionali della Fondazione di Venezia e con il valore storico, culturale ed architettonico della dimora”, si legge in una nota diffusa dalla Fondazione di Venezia. Con il cambio di proprietà, quindi, Casa dei Tre Oci non cambierà la propria destinazione d’uso, ma continuerà a essere un luogo destinato alle arti e alla cultura (al suo interno tra l’altro sono custoditi i fondi fotografici di Mario de Maria e di Italo Zannier); inoltre ospiterà la prima sede europea del Berggruen Institute: “l’accordo raggiunto con la Fondazione di Venezia”, continua la nota, “prevede che la Casa dei Tre Oci ospiti la prima sede europea del Berggruen Institute, dedicata all’organizzazione di simposi, vertici, workshops e convegni destinati ad accogliere ospiti, studiosi e policy makers di calibro internazionale. L’immobile sarà, altresì, destinato all’organizzazione e alla sponsorizzazione di mostre legate alla fotografia, all’arte e all’architettura, anche in co-operazione con grandi musei ed enti internazionali quali il Museum Berggruen, la Tate, il J. Paul Getty Trust, il MOMA, il LACMA, l’Asia Society, la Fondation Beyeler”. La Fondazione di Venezia continuerà comunque a utilizzare la Casa per altri due anni, per l’organizzazione di attività culturali da realizzare anche in collaborazione con il Berggruen Institute.

LA VENDITA DI CASA DEI TRE OCI. LA POSIZIONE DELLA FONDAZIONE DI VENEZIA

“Con questo atto confermiamo la ferma determinazione della Fondazione nel voler preservare il valore e il ruolo culturalmente strategico di questa dimora unica al mondo”, dichiara Michele Bugliesi, presidente della Fondazione di Venezia. “Grazie alla collaborazione tra la nostra Fondazione e il Berggruen Institute, nei prossimi due anni e oltre, la Casa dei Tre Oci continuerà ad essere fulcro di un costruttivo dibattito artistico e culturale di levatura internazionale. Ringrazio Nicolas Berggruen, presidente del Berggruen Institute, per la consonanza di vedute che ha accompagnato l’interlocuzione di questi mesi e per la sua capacità di visione nei confronti della città di Venezia. Affidiamo la Casa dei Tre Oci a una istituzione prestigiosa, e a una persona di grande spessore: sono certo che questo atto costituirà l’inizio di una nuova e proficua collaborazione anche con tutte le istituzioni cittadine, attraverso la quale porre al centro di ogni interesse e di ogni azione Venezia e la sua comunità”.

IL PROGETTO DEL BERGGRUEN INSTITUTE

“Per secoli, Venezia è stata una delle principali città al mondo, dove persone, idee, espressioni culturali e correnti economiche si sono incontrate e hanno cambiato il mondo”, ha dichiarato Nicolas Berggruen. “Mentre il Berggruen Institute continua a costruire la sua sede principale a Los Angeles, tra il continente americano e l’Asia orientale, siamo profondamente grati di fare questo passo avanti, insieme alla Fondazione di Venezia, stabilendo una presenza europea a La Casa dei Tre Oci a Venezia, immemore snodo mediterraneo della Via della Seta e dell’Europa. Non vediamo l’ora di concludere l’accordo con la Fondazione di Venezia e di sviluppare il nostro programma ai Tre Oci”.

– Desirée Maida

www.fondazionedivenezia.org

Dati correlati
Spazio espositivoCASA DEI TRE OCI
IndirizzoFondamenta delle Zitelle, 43 - 30133 Giudecca - Venezia - Veneto
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.