Morta Giulia Maria Crespi fondatrice del FAI- Fondo Ambiente Italiano

Scomparsa a 97 anni Giulia Maria Crespi fu anche proprietaria del Corriere della Sera. Il ricordo di Andrea Carandini

Giulia Maria Crespi al Giardino della Kolymbethra, Valle dei templi (AG), Foto Peppe Lopilato, 2001 © FAI Fondo Ambiente Italiano
Giulia Maria Crespi al Giardino della Kolymbethra, Valle dei templi (AG), Foto Peppe Lopilato, 2001 © FAI Fondo Ambiente Italiano

“La scomparsa di Giulia Maria Crespi, fondatrice e Presidente Onoraria del FAI – Fondo Ambiente Italiano segna un momento cruciale nella storia della Fondazione, e vena di infinita tristezza l’animo del Consiglio di Amministrazione, del Comitato dei Garanti, della struttura operativa e delle Delegazioni del FAI che a lei con unanime riconoscenza dedicano il più commosso tributo. La chiarezza del suo insegnamento, il solco tracciato, lo stile e l’entusiasmo infuso in qualsiasi cosa facesse indicano senza incertezze la strada che il FAI è chiamato a seguire per il Bene del Paese, fissata nella missione che lei stessa contribuì a definire”: così il FAI – Fondo Ambiente Italiano, ricorda Giulia Maria Crespi scomparsa a 97 anni a Roma.

CHI ERA GIULIA MARIA CRESPI

Proprietaria della famosa testata di Via Solferino, Il Corriere della Sera, fino al 1974, firma giornalistica e fondatrice del FAI, Fondo Ambiente Italiano nel 1975, la Crespi proveniva una importante famiglia industriale lombarda. L’amore per i beni culturali e fu innanzitutto trasmesso dalla sua insegnante Fernanda Wittgens, Soprintendente a Brera. L’ingresso nel Corriere della Sera è nel 1962, in un periodo d’oro che vide successivamente collaborare firme storiche e prestigiose come Goffredo ParisePier Paolo Pasolini, mentre ambiente ed ecologia furono assegnate ad Antonio Cederna. Negli anni ’50 si iscrive a Italia Nostra, mentre nel 1967 organizza con Renato Bazzoni una mostra mitologica come Italia da salvare, che raccontava il degrado nel nostro Paese. Ma la love story con Italia Nostra non dura per sempre e dopo l’esperienza che non decolla dell’Associazione Alessandro Manzoni, nel 1975 dà vita al FAI, insieme a Bazzoni stesso, Alberto Predieri e Franco Russoli, dotandolo di 500 milioni di lire e ispirandosi al modello del National Trust Inglese.

IL MIO FILO ROSSO

“Pur essendo di carattere forte e imperativo Giulia Maria Crespi ha sempre fortissimamente creduto nel lavoro di squadra come unica possibilità per ottenere risultati seri e duraturi. Una creatività inesauribile, una riluttanza per i compromessi, una passione per il dialogo, una singolare unità di ideali e concretezza, una noncuranza per le difficoltà – tanto più stimolanti quanto ardue – e una mai incrinata perseveranza ne hanno fatto una figura impegnativa per chiunque avesse a che fare con lei, ma al tempo stesso un esempio inimitabile e senza sfumature di ideali civici e di passione per la vita, per la cultura e per l’ambiente”, continua così la nota del FAI. Il suo impegno infatti è stato dedicato anche all’agricoltura biodinamica. Nel 2010 cede la presidenza del FAI a Ilaria Borletti Buitoni, succeduta poi da Andrea Carandini e diventa Presidente Onoraria della sua creatura che nel frattempo raggiunge i 100.000 iscritti. “Il FAI soffre per la scomparsa della fondatrice Giulia Maria Crespi. Rassicurata dallo sviluppo della Fondazione in tema di beni gestiti, paesaggio e patrimonio, si era riservata la delega per l’Ambiente, preoccupata per la salute della natura e dell’uomo. Il FAI ha tradotto le sue indicazioni in pratiche virtuose nei Beni e nell’educazione al costume della sostenibilità e sempre avvertirà ai suoi fianchi questo suo ultimo sprone”, commenta Andrea Carandini. Il racconto della sua vita è contenuto in Il mio filo rosso (Einaudi, 2015).

IL FAI

Nata nel 1975 è una fondazione senza scopo di lucro con l’obiettivo di proteggere e salvaguardare il patrimonio artistico, culturale, naturale del nostro Paese, grazie interventi di restauro, la sensibilizzazione del pubblico, l’associazionismo. Famosissime sono inoltre le Giornate del FAI che aprono a tutti i beni affidati alla gestione della fondazione. Ad oggi conta 7000 volontari. Nel 2019 il numero degli iscritti ha raggiunto 213.815 unità, più di 23.000 rispetto all’anno precedente (+12%).

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