Umbria. Il bando a stipendio zero per cercare i direttori dei musei del Comune di Deruta

I lavoratori culturali si inalberano per il bando lanciato dal piccolo borgo umbro alla ricerca di un direttore per i propri prestigiosi musei. Tanti i requisiti, per un incarico pro bono

Non andrebbe fatto mai, ma ora il momento è proprio sbagliato. Mentre infatti l’Italia intera degli operatori culturali dibatte su questioni quasi sindacali di riconoscimento delle istanze e delle professionalità del settore da parte di Stato e cittadini (con movimenti quali Mi riconosci, Awi e le discussioni nate in seno al Forum dell’Arte Contemporanea), il Comune di Deruta salta fuori con una “proposta indecente”. Borgo sull’appennino umbro, poco distante da Perugia, vanta un Museo Regionale delle Ceramiche e una Pinacoteca Comunale

I MUSEI DI DERUTA

La storia del Museo regionale è quella di un gioiellino: pare che sia addirittura il più antico museo italiano per la ceramica, con una nutrita collezione di 6000 pezzi. Perché proprio qui? Perché Deruta, nella lista dei borghi più belli di Italia, ma forse meno noto di Faenza o Albisola Marina, vanta una propria tradizione ceramica, con botteghe, laboratori, un percorso tra le 50 fornaci attive nel XVI secolo, un corpus proveniente dal Premio Deruta, istituito tra il 1954 e il 1972, e due scuole dedicate. La Pinacoteca afferente al comune invece trova luogo in un Palazzo del ‘300 e conserva una ricca raccolta di opere. Punta di diamante è ovviamente l’affresco di Pietro Vannucci detto Il Perugino, il divin pittore scomparso nel 1523.

MUSEI DI DERUTA: IL BANDO

Questi bei musei sono al momento senza un direttore. Occasione ghiotta vero? Mica tanto, perché il bando lanciato lo scorso 28 maggio indetto dal Comune di Deruta ha già fatto il giro del web, facendo indignare professionisti e addetti ai lavori. I compiti del direttore sono tanti, non di natura gestionale ma tecnico – scientifica, si legge nel documento ufficiale: programmazione, comunicazione, conservazione, etichetta, sono ad esempio a carico suo. Per essere più precisi: “Il Direttore provvede alla direzione culturale, artistica e scientifica delle iniziative del Museo Regionale della Ceramica e della Pinacoteca comunale. Il ruolo di Direttore viene assegnato, in relazione agli standard prescritti dalla legge, ad una figura professionale specializzata in materia, individuata all’interno della struttura comunale oppure acquisita all’esterno oppure mediante convenzione con altro soggetto pubblico o privato, previo espletamento delle relative procedure pubbliche. È possibile, nelle forme di legge, la condivisione dell’incarico di Direttore con altri Musei in gestione associata o appartenenti ad uno stesso circuito museale, ovvero tramite convenzione con altri Enti Locali ed usufruendo di personale idoneo di questi ultimi”.

MUSEI DI DERUTA: TANTI REQUISITI, NESSUN COMPENSO

E molto altro ancora. Ovviamente il candidato, per assolvere a tutte queste responsabilità deve avere parecchi requisiti: titoli di studio di altissimo livello, esperienze pluriennale nell’organizzazione e gestione di strutture pubbliche e private, prestigiosi incarichi in cv, esperienza nella gestione delle risorse umane, finanziare e strumentali, esperienza nel fundraising, competenze e capacità di pubbliche relazioni, rapporti internazionali in ambito culturale, esperienza nell’ideazione e implementazione di progetti di comunicazione, skills tecnologiche e una conoscenza certificata della lingua inglese. Insomma, tanta roba specie per uno stipendio nullo ancorché corrisposto senza obblighi di presenza. Perché dopo aver letto attentamente il bando, il possibile candidato scorrendo alla ricerca dell’eventuale compenso, leggerà: “l’incarico, di natura privatistica, viene conferito a titolo gratuito, salvo rimborso spese opportunamente documentate”. Pro bono. Un incarico triennale. Un doppio autogoal, sia per l’inopportunità di affidare due musei così importanti, prestigiosi e impegnativi a una persona che per ovvi motivi non potrà dedicar alla loro gestione tutto il tempo necessario, sia per il fastidioso sottinteso che alcuni vi leggerebbero tra le righe: che il lavoro culturale non è un lavoro, non ha bisogno di retribuzione, è qualcosa che si fa esclusivamente per prestigio e ovviamente se si ha una disponibilità economica alle spalle. E mentre i lavoratori della cultura, in testa Mi riconosci, chiedono al Comune di Deruta di ritirare il bando, in scadenza al 12 giugno, ci si chiede come chi ha indetto il bando abbia potuto trovare opportuna e decorosa questa modestissima proposta, soprattutto in tempi di grave crisi economica in arrivo per il lavoro culturale. Ovviamente, al di là delle critiche e delle accuse, volendo spezzare anche una lancia a favore del piccolo borgo, questa situazione fa riflettere circa le difficoltà che una amministrazione comunale di questo tipo deve affrontare oggi. E che senza aiuti esterni fa veramente fatica a garantire uno stipendio extra ad un direttore di museo. Dunque è corretto protestare, ma è altrettanto giusto rendersi conto di quale è la reale situazione economica oggi dei piccoli e medi comuni italiani.

-Santa Nastro

IL BANDO

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Santa Nastro

Santa Nastro

Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è vicedirettore di Artribune. È Responsabile della Comunicazione di FMAV Fondazione…

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