Coronavirus. Le attività culturali alternative in Sicilia durante la quarantena

Aldo Premoli ci racconta quanto sta accadendo nel mondo della cultura in Sicilia durante il lockdown da Coronavirus, proponendoci “visite” virtuali di teatri, musei e gallerie

Il mondo dell’arte – come del resto tutti gli altri – è sotto choc e sull’Isola ognuno reagisce come sa e può. Lo fanno con altrettanta decisione il Teatro Greco di Siracusa (oltre 5000 posti) e il minuscolo Teatro di Donna Fugata di Ragusa Ibla (99 posti). Il Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania (1200 posti) e la Fondazione OELLE che ha dovuto bloccare una mostra prodotta con Sandretto Re Rebaudengo. Più reattivi appaiono i privati, un po’ meno le Istituzioni pubbliche (con qualche eccezione). E non poteva essere diversamente. Qui di seguito in ogni caso una overview su quello che sta accadendo in Sicilia.

1. LA WEB TV DEL TEATRO MASSIMO DI PALERMO

Il Teatro Massimo di Palermo

“Non vi lasceremo senza musica!” è la promessa fatta dal Sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo Francesco Giambrone, offrendo così, nonostante l’annullamento degli spettacoli in calendario, l’opportunità al pubblico della rete di fruire delle migliori produzioni degli ultimi anni, scaricandone anche i programmi di sala. Ogni giorno sulla web tv del teatro viene proposto uno spettacolo sempre diverso, tra opere, concerti e balletti, che rimangono comunque fruibili anche nei giorni successivi. Qualche esempio? La Traviata di Verdi, Il barbiere di Siviglia di Rossini, Madama Butterfly di Puccini…

TEATRO, MUSICA E BALLETTO. IL TEATRO GRECO DI SIRACUSA

Teatro Greco di Siracusa, ph. andrewmalone via Flickr
Teatro Greco di Siracusa, ph. andrewmalone via Flickr

Sino a 5000 posti: di tanto è capace il Teatro Greco di Siracusa che ogni anno a primavera propone tre imponenti allestimenti. A capo di Inda Onlus, l’ente responsabile della sua programmazione (400 dipendenti), c’è freschissima di nomina Marianna Valenise. La sua prima preoccupazione è stata quella di garantire lo svolgimento della stagione che rappresenta non solo un evento culturale di prima grandezza, ma anche un introito per niente indifferente alle entrate della città. “Di fronte all’accaduto abbiamo posticipato l’inizio delle rappresentazioni di 20 giorni: dall’8 al 28 maggio. Tutti i biglietti acquistati o prenotati restano comunque validi” spiega. Il pubblico dell’Inda non è effimero, si tratta di affezionati alle rappresentazioni del dramma antico offerte da oltre un secolo a Siracusa: un pubblico che proviene dalla Sicilia quanto dall’intera Europa. “Per gli spettatori che si trovassero nella impossibilità di aggiornare la loro partecipazione abbiamo previsto tre opzioni: riprogrammare il tutto nell’arco di dodici mesi, essere rimborsato, oppure con un atto comprensibile di solidarietà verso i lavoratori del dello spettacolo rinunciare alla richiesta di rimborso. I nostri social network vengono attivati quotidianamente https://www.facebook.com/fondazioneinda/ con pillole che ripropongono alcune delle produzioni che hanno riscosso maggior successo”.

2. IL TEATRO DI DONNAFUGATA A RAGUSA IBLA E IL TEATRO TINA DI LORENZO DI NOTO

Ragusa Ibla

Il più grande anfiteatro greco esistente al mondo quello di Siracusa. Meno di 100 posti invece per il Teatro di Donnafugata a Ragusa Ibla. Un’impresa privata diretta da Vicky Di Quattro capace di interloquire continuativamente con l’Accademia della Scala di Milano per la messa in scena di opere pocket: allestimenti pensati per le dimensioni di un palco che misura 5×7 metri, con l’esecuzione musicale affidata a un pianoforte che accompagna non più di sei cantanti. Per rispondere (lei usa il vocabolo “resistere”) alla situazione, Di Quattro ha pensato a due iniziative: Lo streaming delle due opere prodotte con La Scala: Il Barbiere di Siviglia e L’Elisir d’amore visibili sul canale YouTube https://www.youtube.com/watch?v=X959bBH_o8M dal 12 marzo. E  poi la richiesta agli artisti che sono passati in questi anni da qui di preparare una performance a loro scelta di un solo minuto. Nessuno si è tirato indietro, inizieremo a postarle al più presto”.
270 sono i posti disponibili al Teatro Tina di Lorenzo di Noto (SR). Salvatore Tringali, netino 41 anni, alla sua terza stagione come sovraintendente si era già fatto notare per la particolare intraprendenza in un contesto non facile. Ora però la stagione è ferma. “Come altri teatri anche noi abbiamo attivato streaming di allestimenti recenti o passati sul nostro canale YouTube  https://youtu.be/newThv3bfac”. Il tentativo è quello di non perdere il contatto con il pubblico.  Quello che mi preoccupa di più però è il sentiment che si può generare nel breve periodo. Se sedere in una poltrona accanto a qualcuno che non conosci diventa difficile… allora il problema si fa davvero grave. Con una quarantena di 20 giorni è pensabile di riprendersi in uno o due mesi. Se invece dovesse durare 3 o 4 mesi potrebbe essere l’intera stagione ad essere compromessa”.

3. IL TEATRO BELLINI E LO SCENARIO PUBBLICO DI CATANIA

Teatro Massimo Bellini di Catania

1200 posti. Tanti sono quelli a disposizione del Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania diretto da soli quattro mesi (dopo una fase tormentatissima di incertezza in cui è stata messa in discussione la sua stessa sopravvivenza) da Giovanni Cultrera, pianista di fama, ma pure laureato in Giurisprudenza, con una tesi sulla Trasformazione degli enti lirici in fondazioni di diritto privato. Un metro di distanza per l’orchestra e per il coro in ogni caso significa l’impossibilità di produrre alcunché anche a porte chiuse”.  E dunque Cultrera sta lavorando affinché attraverso i social del teatro divengano fruibili alcune incisioni storiche insieme a post con fotografie d’archivio che illustrano l’attività svolta dallo stesso nel passato. “Vorrei che risultassero non solo ricordi ma vere e proprie provocazioni intellettuali per aprire una discussione intorno a una forma d’arte come il melodramma che personalmente ritengo tutt’altro che vetusta. Ma occorre pensare anche al dopo. Per questo abbiamo in programma l’esecuzione in streaming di quartetti o ensamble da camera formati dall’interazione tra professori dell’orchestra del Bellini e studenti dell’AFAM, l’Istituto di Alta Formazione Artistica e Musicale. Le proporremo come interludio per prepararci finalmente al ritorno in palcoscenico”. Nell’ambito di Bellini Story www.teatromassimobellini.it, già giovedì 19 ha esordito in streaming una Norma  “Norma” che il Teatro catanese mise  in scena nel 2005 in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo.
Sempre a Catania a qualche centinaio di metri dal Teatro Bellini c’è la sede di Scenario Pubblico riconosciuto dal Mibact come uno dei quattro Centri nazionale di produzione per la danza contemporanea. Il coreografo Roberto Zappalà che lo dirige, ha reagito in anticipo rispetto alle ordinanze poi giunte a raffica. “Nella danza il pericolo del contatto è evidente e la mia compagnia è stata per mesi in tournée, mentre danzatori da ogni parte del mondo si sono esibiti qui”. Scenario Pubblico proprio nel 2020 festeggia il suo trentennale e aveva già previsto di proporre alcuni tra i suoi allestimenti più celebri in streaming. Anticipati da una presentazione che lo stesso Zappalà sta preparando, è ora in rete il progetto Libera nos a malo, dove vengono condivisi video integrali degli spettacoli storici della Compagnia che Zappalà commenta così: “ci sentivamo dei guerrieri imbattibili, ma stiamo notando come la natura ci renda la vita molto dura. La nostra società non è più abituata alla sofferenza e va in ansia. La migliore cura per l’ansia è riuscire a tenersi sempre impegnati ed essere il più possibile creativi”.

4. LE GALLERIE PRIVATE. LA RIZZUTO GALLERY A PALERMO

Francesco De Grandi. Come Creatura. Manifesta 12 collateral events. Rizzutogallery, Palermo

Rizzutogallery a Palermo ha bloccato la mostra dell’artista Francesca Politi. “Ci atteniamo all’ordinanza certamente, ma seguiamo di utilizzare anche il buon senso”, spiega Giovanni Rizzuto. Intanto sui social della galleria appaiono riflessioni destinate a non staccare la spina da chi la frequenta. Si tratta di riflessioni sui concetti sviluppati nelle mostre già concluse, a partire da quella di  Francesco De Grandi dello scorso anno di cui si ri-presentano opere e testi (https://www.facebook.com/rizzutogallery/). Rizzuto prova ad essere positivo: “sono convinto che terminata l’emergenza sanitaria tutto riprenderà velocemente, senza lasciare strascichi disastrosi; quanto meno per attività come la nostra che sono meno gravate di altre da un presenza numericamente onerosa di personale”.

5. LE GALLERIE IN SICILIA ORIENTALE

Galleria Laveronica, murales, ph. Instagram

Galleria Laveronica di Corrado Gugliotta e Sveva D’Antonio a Modica ha dal canto suo modalità di presentazione particolari: gli opening avvengono durante le festività natalizie, a Pasqua e poi durante l’estate. Un ritmo coerente con una località come Modica con forte impronta turistica. Quando chiamo Sveva infatti mi risponde da New York dove si è recata per fare ricerca. Due giorni dopo però è già all’aeroporto sulla strada del ritorno: la sera precedente il “presidente arancione” ha pronunciato un inquietante discorso proprio a proposito del Covid-19 e lei ha visto bene di levare le tende. “La mostra di Giovanni De Lazzari programmata per l’11 aprile intanto slitta a data da destinarsi. Spero che superato questo brutto momento si torni a frequentare le gallerie e a cercare un contatto diretto con gli artisti.  La mia posizione può sembrare passatista ma ritengo che un po’ meno fiere massive e meno schermi accesi farebbero un gran bene”. Magari  non è questo il momento più opportuno per farlo. “Senza dubbio strumenti come Instagram e ITGV sono un’opportunità, sono i canali preferiti da molti artisti: niente di male, tutto dipende da come vengono utilizzati. Mariella Senatore che è una performer ad esempio lo fa molto bene” (http://www.gallerialaveronica.it/artists/marinella-senatore/). La galleria di Modica del resto non è nuova a questo genere di comunicazione: in passato ha utilizzato durante i suoi opening lo streaming, indispensabile agli artisti stranieri per raggiungere la comunità allargata che li segue anche da fuori dalla Sicilia.
In una situazione simile – per dislocazione geografica e ritmi di aperture – si trova pure San Sebastiano Contemporary di recente inaugurata a Palazzolo Acreide: pronta a invadere la costa orientale dell’isola con una serie di mostre programmate a ritmo serrato ha però dovuto posticipare la prima personale in Sicilia di Mauro Benetti curata da Francesco Lauretta. “Ma continuiamo a lavorare alla preparazione della  collettiva di fotografi siciliani prevista per il 30 maggio, a cui seguiranno due personali: quella di Filippo La Vaccara  a luglio e quella di Corrado Levi ad agosto“. Davide Bramante che è il fondatore di SSC non si rassegna. “Ad aprile in ogni caso inauguriamo con una collettiva che è una preview di tutto quello che seguirà. Lo faremo esponendo opere degli artisti che saranno poi riprese utilizzando una telecamera Matterport che  consente di trasformare il nostro spazio in un gemello digitale diffuso sul nostro canale IGTV: a commentarle saranno gli stessi artisti presenti in mostra”. 

6. MUSEI E FONDAZIONI

La Scuola di Palermo, immagini dell’opening della mostra al Museo Riso, Palermo. Ph. Desirée Maida

Dallo scorso settembre Luigi Biondo dirige il Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea Riso di Palermo affiancato dal Museo d’Aumale di Terrasini e dai siti del Castello Medievale di Caccamo, del Real Albergo dei Poveri, della Cappella dell’Incoronata e dal Museo Osservatorio Paleontologico, sempre a Palermo. Nel complesso, con 100 dipendenti a carico. Di fronte all’emergenza creatasi “il mio impegno primario è quello di tranquillizzare e salvaguardare il personale alle mie dipendenze” precisa Biondo. La figura del Direttore per altro non ha  autonomia né decisionale né economica per interventi al di fuori della normale amministrazione. Restano attivi i siti del Riso e dell’Aumale, ma per tutto il resto  le indicazioni del dipartimento dei Beni culturali della Regione Siciliana è stata una sola: chiudere in attesa di nuove disposizioni. Punto.
La Fondazione OELLE ad Aci Castello (CT) è diretta invece da un’imprenditrice, Ornella Laneri, tra le più capaci dell’isola. Insieme a Patrizia Sandretto Re Rebaudengo lo scorso 21 febbraio ha inaugurato a Taormina Ge/19 The boiling project, mostra programmata per proseguire sino al 26 aprile. Otto giorni dopo è arrivata la serrata. “Quello che sta accadendo è surreale. In ogni modo cercheremo di non perdere il contatto con il pubblico utilizzando tutti gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione per continuare a raccontare questa mostra almeno in maniera virtuale”, ha dichiarato Laneri. Alcune interviste fatte agli artisti presenti all’inaugurazione della mostra e al workshop del giorno seguente saranno presto a disposizione nella pagina dedicata (https://www.fondazioneoelle.com/event/ge19/) del sito della Fondazione. “Stiamo contattando per la stessa ragione anche quelli che non erano presenti per avere da loro contributi specifici con il racconto delle opere che hanno esposto. Carmelo Nicosia che oltre ad esporre è il direttore della nostra Fondazione lo farà per sé stesso ma aggiungerà anche una spiegazione a proposito del significato scientifico di questo progetto”. Laneri ha una passione profonda per l’arte contemporanea tanto da aver trasformato il suo Four Point Sheraton Hotel in un albergo-galleria. Da imprenditrice fa però i conti con l’aspetto economico della sua impresa e non nasconde una grande preoccupazione per come si sono messe le cose.
Altri dati infatti sono poco confortanti. L’Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO), un’agenzia delle Nazioni Unite, sostiene che a causa del Conv-19 il numero di arrivi di turisti internazionali nel 2020 potrebbe scendere dall’3 al 1%, sostituendo una precedente previsione di crescita dal 3 al 4%. Le probabili perdite nelle entrate sono stimate tra $ 30 e $ 50 miliardi, ma l’UNWTO ha voluto sottolineato che qualsiasi stima deve essere trattata con cautela e probabilmente sarà aggiornata. Potrebbe andare molto peggio.

– Aldo Premoli

https://www.indafondazione.org/
https://www.teatrodonnafugata.it
www.fondazioneteatrodinoto.it
https://www.teatromassimobellini.it
https://www.scenariopubblico.com
https://www.rizzutogallery.com
http://www.gallerialaveronica.it
https://www.facebook.com/San-Sebastiano-Contemporary-Casa-Bramante-118239312901445/
https://www.museoartecontemporanea.it/museo_Riso/
https://www.museoartecontemporanea.it/museo_dAumale/
https://www.fondazioneoelle.com

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive a Noto e Cernobbio. E poi New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio e fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Blogger di “Huffington Post”. Direttore della piattaforma super local “SudStyle.it”; senior curator di San Sebastiano Contemporary a Palazzolo Acreide; a Catania ha fondato l’onlus Mediterraneo Sicilia Europa, che si occupa di integrazione scolastica di minori in difficoltà. Dal 2020 visiting professor presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.