2020 anno della fotografia a Catania: il programma di Fondazione Oelle

A Catania e Taormina si inaugura la mostra “ge/19 Boiling projects da Guarene all’Etna” realizzata grazie alla partnership con Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

MC Brown Kaluma refugee camp, Kenya 2017
MC Brown Kaluma refugee camp, Kenya 2017

Che il 2020 dovesse essere l’anno internazionale della fotografia a Catania (e in Sicilia) l’ha deciso lei, Ornella Laneri energica presidente della Fondazione Oelle-Mediterraneo Antico, regista di una programmazione fitta di mostre, talk, workshop e appuntamenti con i giovani fotografi attivi in Italia e nel mondo e una serie di omaggi ai maestri consolidati. Il tutto stringendo una rete intensa con realtà come la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, l’Accademia di Belle Arti di Catania e le altre istituzioni attive nel contesto catanese e siciliano. La presentazione del progetto, a Catania nei giorni scorsi, è stata anche l’occasione per riflettere su ruolo delle fondazioni nella contemporaneità, “realtà a cui si devono programmazioni e progettualità nell’Italia contemporanea e che sempre più spesso affianca con impegno le realtà pubbliche del paese”, come ha affermato Patrizia Sandretto Re Rebaudengo proprio a Catania. Tra mostre uno degli appuntamenti da segnare in agenda: il 2 luglio negli spazi del Palazzo della Cultura-Cortile Platamone di Catania, la Fondazione Oelle in collaborazione con il Comune di Catania inaugurerà la retrospettiva dedicata a Gabriele Basilico (Milano, 12 agosto 1944- 13 febbraio 2013), a cura di Filippo Maggia. Cinquanta lavori di grandi dimensioni, concepite tra gli anni Ottanta e il 2012 proporranno una panoramica esaustiva sul percorso include 50 opere di grande formato realizzate da Basilico tra il 1984 e il 2012.

THE FLAG RELOCATION   Francesco Di Giovanni
THE FLAG RELOCATION Francesco Di Giovanni

DA GUARENE ALL’ETNA

Il 21 febbraio ha aperto al pubblico la prima tappa di “quello che definisco un progetto, non solo una mostra” – suggerisce Laneri –, ovvero l’inaugurazione di “GE/19 Boiling Projects da Guarene all’Etna”, un viaggio attraverso la fotografia tra stupori, squarci crudi, folli e bellezze di un paesaggio culturale e antropologico a maglie larghe, dal Piemonte alla Sicilia. “Una narrazione alle volte molto dura di quella che è l’Italia di oggi”.  Chi sono i protagonisti di questo progetto espositivo, allestito tra tre spazi paradigmatici che ben rispecchiano la vocazione plurale e nomade della Oelle, tra Taormina (ex Chiesa del Carmine e la Fondazione Mazzullo) e Aci Castello (Catania), alla fOn Art Gallery del Four Points by Sheraton, la galleria d’arte della Fondazione Oelle-Mediterraneo antico? Luca Andreoni, Antonio Biasiucci, Luca Campigotto, Francesco Cardarelli, Elisa Crostella, Daniele De Lonti, Paola De Pietri, Nicolò Degiorgis, Francesco Di Giovanni, Gianni Ferrero Merlino, Tommaso Fiscaletti e Nic Grobler, Antonio Fortugno, Claudio Gobbi, Francesco Jodice, Renato Leotta, Tiziano Mainieri, Tancredi Mangano, Pino Musi, Carmelo Nicosia, Paola Pasquaretta, Luca Pozzi, Giuliano Severini, Alessandra Spranzi, Marco Tagliafico, Giovanni Troilo. “La fotografia italiana”, scrive nel catalogo edito da SKIRA il curatore della mostra, Filippo Maggia, “pur ritrovandosi ancora in ordine sparso, appare pervasa da un’insospettabile vitalità che giustifica una così nutrita e molteplice partecipazione di autori”. Durante i prossimi mesi la Fondazione Oelle, in collaborazione con la Scuola di Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Catania, organizzerà workshop e masterclass con alcuni dei fotografi italiani. Start a marzo e aprile con Pino Musi, con un workshop incentrato su fotografia e architettura contemporanea.  

Gabriele Basilico, 2010, Shanghai
Gabriele Basilico, 2010, Shanghai

PHIL STERN PAVILLON ALLE CIMINIERE DI CATANIA

Un’altra tappa di questo percorso riguarda uno dei più brillanti fotografi americani del Novecento, Phil Stern (Philadelphia, PA, 3 settembre 1919-Barstow, CA, 13 dicembre 2014), che da giovanissimo ha documentato con la sua macchina fotografica lo sbarco americano in Sicilia nel luglio del 1943 e nel dopoguerra ha a lungo ritratti i grandi divi di Hollywood. “Le settanta fotografie di Phil Stern esposte in maniera permanente nel nuovo padiglione del museo voluto dalla Fondazione Oelle hanno una duplice valenza”, ha affermato Ezio Costanzo, curatore del progetto espositivo permanente ospitato alle Ciminiere, spazio post industriale di raro fascino, “storica e artistica. Storica perché offrono, attraverso il documento fotografico, uno sguardo in più sulla Seconda guerra mondiale in Sicilia; artistica perché nelle immagini di Stern c’è un’osservazione particolare verso tutto ciò che ruota attorno a quei momenti di morte, che diventano narrazione e straordinari momenti compositivi. Stern sbarca in Sicilia il 10 luglio del 1943. Ha solo 24 anni ma le foto che scatta durante quei drammatici momenti sono già dense del suo talento”. Il fotoreporter Michael Christopher Brown -, pubblica le sue foto con le più importanti testate giornalistiche, tra le quali National Geographic, Time, New York Times Magazine- a settembre sarà protagonista di una personale proprio nel Phil Stern Pavillon, affiancandolo a workshop e momenti di discussione con la comunità promossi da Oelle.

Lorenzo Madaro

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Lorenzo Madaro
Lorenzo Madaro (1986) è curatore d’arte contemporanea e docente di Storia dell’arte e Fenomenologia delle arti contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Lecce. Dopo la laurea magistrale in Storia dell’arte ha conseguito il master di II livello in Museologia, museografia e gestione dei beni culturali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È critico d’arte dell’edizione romana de “La Repubblica” e collabora con Robinson e Artribune. Tra le mostre recenti curate, "Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro" (Galleria Fabbri, Milano, 2019); "‘900 in Italia. Da De Chirico a Fontana" (Castello di Otranto, 2018); "To Keep At Bay" (Galleria Bianconi, Milano 2018); "Spazi igroscopici" (Galleria Bianconi, Milano 2017); "Mario Schifano e la Pop Art italiana" (Castello Carlo V, Lecce, 2017); "Edoardo De Candia Amo Odio Oro" (Complesso monumentale di San Francesco della Scarpa, Lecce, 2017); "Natalino Tondo Spazio N Dimensionale" (Galleria Davide Gallo, Milano, 2017); "Andy Warhol e Maria Mulas" (Castello Carlo V, Lecce 2016). È direttore artistico del progetto europeo CreArt. Network of cities for artistic creation per il Comune di Lecce.