Cultura senza limiti. Cesare Zavattini a Reggio Emilia

Palazzo da Mosto, Reggio Emilia – fino al 1° marzo 2020. Sceneggiatore, poeta, scrittore: Cesare Zavattini è stato un intellettuale dalle molte anime, confluite nella mostra in corso a Reggio Emilia. Nel trentennale della scomparsa.

Cesare Zavattini in Egitto, 1962
Cesare Zavattini in Egitto, 1962

L’umorismo di Zavattini deve appoggiarsi all’attualità. Congiungendo il guizzo personale e intimo al contorno concreto”, ha scritto di recente in un saggio Gualtiero De Santi, riferendosi alla figura internazionale del luzzarese. Palazzo da Mosto è la sede della mostra Zavattini oltre i confini, che intende presentare a un pubblico specializzato, di estimatori e di appassionati soprattutto, l’itinerario intellettuale dello scrittore, critico letterario, poeta e commediografo, giornalista, redattore e direttore, critico d’arte ecc., attraverso i documenti dell’Archivio Cesare Zavattini conservati presso la Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia.

LA MOSTRA SU CESARE ZAVATTINI

Il percorso espositivo si snoda in diverse sale e la prima tappa è davanti alla sua macchina da scrivere, emblema della grande versatilità e della creatività di Cesare Zavattini (Luzzara, 1902 – Roma, 1989). Nella stessa sala, inoltre, si possono vedere alcuni filmati acquisiti dai figli Arturo e Marco nel 1989 e donati all’Archivio Cesare Zavattini. Completano questa prima importante parte dell’allestimento alcuni materiali appartenuti allo stesso Zavattini, che rendono l’esposizione molto efficace.
La Francia e Zavattini è la sezione sviluppata grazie agli studi di Stefania Parigi, da cui sono stati ricavati materiali didattici per l’allestimento. La Parigi ha partecipato al progetto della valorizzazione di Zavattini all’estero, rilanciando l’importante ruolo svolto da Nino Frank sia nella pubblicazione degli scritti di Zavattini nei Cahiers du cinéma, sia nella traduzione delle sue opere in francese.
Per ritornare allo spazio espositivo, si deve sottolineare l’importante sezione Zavattini e i paesi dell’Est, realizzata utilizzando gli studi di Francesco Pitassio. Nella nota del catalogo si legge: “Grigorij Aleksandrov è infatti alla testa dell’Associazione URSS-Italia, costituita nel 1958, e Zavattini risulta nel 1955 nel Comitato nazionale dell’associazione consorella, e successivamente è cooptato nella presidenza”. Va ricordato che nel 1955 gli fu assegnato a Helsinki il Premio per la Pace, conferito dal Consiglio mondiale della Pace che aveva sede a Vienna. Zavattini fu un grande personaggio e un divo del mondo del cinema e dello spettacolo anche negli Stati Uniti. Lo testimoniano le fotografie scattate da Duane Michael, oggi esposte al MoMA di New York. E la sua figura non si esaurisce qui. A Cuba svolse una attività importante per la nascita di un “nuovo cinema”. All’inizio le sue speranze per una scuola di cinema neorealista furono “disapprovate” dai rivoluzionari. Fidel Castro osteggiò la propaganda culturale e lo sviluppo cinematografico perché rappresentava una elevazione intellettuale per il popolo cubano.

Victor Masilev, Cesare Zavattini sulla Piazza Rossa, Mosca, 1968
Victor Masilev, Cesare Zavattini sulla Piazza Rossa, Mosca, 1968

ZAVATTINI E GARCÍA MÁRQUEZ

La sezione progettata sulla base degli studi di Gualtiero De Santi approfondisce il legame tra Zavattini e Gabriel García Márquez. Come si sono conosciuti? Gabriel García Márquez era a Roma a studiare il neorealismo e Za era docente al Centro di cinematografia. Marquez e Zavattini co-fondarono la Scuola Internazionale di Cinema e TV (a San Antonio de los Baños), tuttora attiva. Peraltro, Márquez scrisse la sceneggiatura per il film Milagro en Roma (1988), che risente dell’influsso di Miracolo a Milano e del neorealismo di Zavattini.
Nel racconto la Santa, pubblicato in Dodici racconti raminghi (1980) di Márquez, uno dei personaggi è lo stesso Za. Oggi la critica sembra essere d’accordo con il pensiero di Márquez secondo cui il Realismo magico cubano sarebbe stato sostenuto da Cesare Zavattini.
Chiude la mostra la celebre collezione di quadri 8×10 (in totale 150) e alcune opere fotografiche inedite di Gianni Berengo Gardin, che aveva pubblicato con Zavattini nel 1975 Un paese vent’anni dopo, ossia un aggiornamento del libro Un paese ‒ Paul Strand e Zavattini 1955, primo fotolibro in Italia con le didascalie sotto le immagini del luzzarese.

Andrea Carnevali

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Andrea Carnevali
Andrea Carnevali è nato e vive a Ancona. Si è laureato in Lettere moderne a Urbino e ha conseguito un Master in Nuove Metodiche Didattiche nello stesso ateneo. Ha conseguito il corso di specializzazione biennale in Storia delle tecniche artistiche: metodologia e didattica a Roma. Ѐ giornalista pubblicista, iscritto OdG Marche. È stato responsabile delle Arti e curatore di mostre per lo SpazioArte della Fondazione A.R.C.A.. dal 2017-18. Si è occupato per alcuni anni, in qualità di giornalista, dell’ufficio stampa del Festival Castelbellino Arte, che ospitato anche le celebrazioni in omaggio a Marino Piazzolla per la Fondazione di Roma. I suoi interessi critici si sono rivolti alla cultura figurativa europea tra Seicento e Settecento e ad artisti contemporanei tra Marche e Emilia Romagna. Ha, inoltre, affrontato criticamente ed ermeneuticamente la letteratura e la filosofia.