L’Umbria indimenticabile del secondo Novecento. Una mostra a Perugia

Palazzo Baldeschi, Perugia – fino al 3 novembre 2019. Affiancata da un programma di “visite d’autore”, condotte da curatori, artisti e critici d’arte, la mostra “Unforgettable Umbria” rivela le inaspettate connessioni tra il territorio regionale e alcuni dei più influenti autori del secondo Novecento.

Yves Klein, Ex voto, 1961. Monastero di San Rita delle Agostiniane di Cascia
Yves Klein, Ex voto, 1961. Monastero di San Rita delle Agostiniane di Cascia

Non sembra al riparo da qualche forzatura visiva la “convivenza” tra le opere della mostra Unforgettable Umbria. L’arte al centro fra vocazione e committenza e le sale dell’eclettico Palazzo Baldeschi, nel cuore di Perugia. Eppure, a discapito di alcuni passaggi in cui l’allestimento all’interno della storica architettura si dimostra più vincolato, il percorso espositivo curato da Alessandra Migliorati, Paolo Nardon e Stefania Petrillo possiede un punto di forza riconoscibile fin dalle prime battute. Memorie, traiettorie, orientamenti, inattese vicinanze tra luoghi e grandi autori del secolo scorso hanno infatti il merito di condurre la narrazione di Unforgettable Umbria oltre lo spazio fisico in cui il visitatore è effettivamente collocato. Il risultato è una sorta di proiezione tra borghi, boschi, prati, piazze e chiese un tempo attraversati, osservati e vissuti da, tra gli altri, Yves Klein, Alexander Calder, Sol LeWitt. Chi già conosce questi territori, si sorprenderà, probabilmente, davanti alla fecondità della rete di relazioni, umane e professionali, qui attiva già a partire dalla metà del Novecento. Si tratta di quel “lungimirante mecenatismo” che ha favorito l’approdo o la permanenza ‒talvolta fugace; talvolta destinata a conquistare una dimensione stanziale – di artisti di indiscusso rilievo in Umbria, nonostante la posizione geografica decentrata rispetto ai “flussi canonici” del settore. Questa terra, “parimenti difficile da raggiungere e da abbandonare”, come ha efficacemente sintetizzato Nardon nell’accurato catalogo associato alla mostra, per effetto delle storie e micro-storie illustrate dalla mostra, potrà così divenire meta di visite, rivolte anche a coloro che non avevano piena consapevolezza delle locali tracce del contemporaneo.

Piero Dorazio, Andi (I) Rivieni, 1970. Collezione privata
Piero Dorazio, Andi (I) Rivieni, 1970. Collezione privata

YVES KLEIN AL MONASTERO DI SANTA RITA

Santa Rita da Cascia, Santa dei casi impossibili e disperati, grazie di tutto l’aiuto così grande, decisivo e meraviglioso che mi hai dato finora. Infinitamente grazie. Anche se non ne sono personalmente degno, aiutami ancora e sempre e nella mia arte e proteggi tutto ciò che ho creato affinché, nonostante me, sia tutto, sempre, di Grande Bellezza”. È un Yves Klein devoto e ispirato quello che scrive, intorno agli Anni Sessanta, questa preghiera alla Santa di Cascia. Incluso in mostra, il suo ex voto, in foglia e lingotti d’oro, documenta uno dei suoi cinque viaggi in Umbria. Un itinerario avviato nel luogo della spiritualità umbra per eccellenza, presente anche in altri episodi raccontati dalla mostra: Assisi, naturalmente, dove l’artefice del celeberrimo International Klein Bleu venne conquistato dai fondali blu degli affreschi di Giotto.

Sol LeWitt, Struttura per esterno (maquette), 1995. Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci, Perugia
Sol LeWitt, Struttura per esterno (maquette), 1995. Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci, Perugia

ARTE NELLO SPAZIO PUBBLICO

Vocazione e committenza, i due poli tematici di Unforgettable Umbria, non vanno intesi come “categorie rigide”, cui corrisponde una netta divisione nell’itinerario di visita. Quest’ultimo, piuttosto, è rafforzato da una propensione storica e rivela un interesse all’inclusione di alcune delle più significative esperienze artistiche del secolo scorso, nell’orizzonte locale. In questa ottica sono ovviamente immancabili le opere del “gigante” dell’arte umbra del Novecento, Alberto Burri, provenienti anche da collezioni private e collocate nella sala dedicata alle correnti degli Anni Sessanta e Settanta. Tuttavia, più che focalizzarsi sui nomi, sebbene siano oltre cinquanta gli artisti presenti, Unforgettable Umbria incoraggia a riconsiderare specifiche esperienze territoriali, in primis la vivacità culturale di Spoleto, trainata dalla spinta del Festival dei Due Mondi e dalla figura di Menotti. Rivolge inoltre specifica attenzione alle evoluzioni della scultura pubblica – da Staccioli a Pomodoro, fino a Pepper, per citare alcuni autori ‒ generosamente distribuite nell’intera regione e in grado di definire un percorso di scoperta autonomo e alternativo.

Valentina Silvestrini

Evento correlato
Nome eventoUnforgettable Umbria
Vernissage13/04/2019 ore 11 su invito
Duratadal 13/04/2019 al 03/11/2019
CuratoriPaolo Nardon, Alessandra Migliorati, Stefania Petrillo
Generearte moderna
Spazio espositivoPALAZZO BALDESCHI AL CORSO
IndirizzoCorso Pietro Vannucci - Perugia - Umbria
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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.