Materia, informe e invisibilità. A Bergamo

GAMeC, Bergamo ‒ fino al 6 gennaio 2019. Ultimo giorno utile per vistare la rassegna curata da Lorenzo Giusti e Sara Fumagalli nella sede bergamasca. Un’occasione per tornare a parlare di una mostra riuscita.

Black Hole. Anselm Kiefer, William Tucker e Luca Monterastelli. Installation view at GAMeC, Bergamo 2018. Photo Antonio Maniscalco. Courtesy GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
Black Hole. Anselm Kiefer, William Tucker e Luca Monterastelli. Installation view at GAMeC, Bergamo 2018. Photo Antonio Maniscalco. Courtesy GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo

Hanno scelto la materia Lorenzo Giusti, nuovo direttore di GAMeC, e Sara Fumagalli per dare vita a una trilogia che, con il suo primo capitolo Black Hole, attiva la discussione del museo bergamasco sul legame tra arte e scienza. Un binomio che interessa sia le opere in mostra sia il ricco catalogo che contiene, oltre ai testi critici, apporti di natura più prettamente scientifica, creati in collaborazione con il fisico olandese Diederik Sybolt Wiersma e l’associazione riconosciuta a livello internazionale BergamoScienza.

L’INFORME E LA NATURA

In effetti le tre sezioni della mostra mantengono un carattere di ricerca che va oltre l’espressione artistica. Come definire l’informe e il rapporto fra uomo e natura sono le prime due tematiche affrontate dal percorso, che riesce, attraverso il lavoro di Burri, Fontana, Tàpies, a dare un volto, un colore e una sostanza a una materia senza fattezze. Emergono anche lavori meno conosciuti di Piero Manzoni o Christo, che non fanno altro che rafforzare la scelta di affrontare una modalità espressiva messa in campo, anche solo di passaggio, da un gran numero di artisti. La poesia di Kiefer, nel suo essere al contempo fragile e intrisa di spessore, accompagna gli spettatori verso la scoperta del rapporto che la materia ha con la rappresentazione dell’uomo. Una sintesi espressa dalle opere di Rodin e Medardo Rosso, Giacometti, Baj e Leoncillo Leonardi, in cui i corpi e i volti sono alternativamente intrappolati o cercati nella materia stessa. Una pratica che attiva la visione e la necessità di trovare qualcosa di noto, una forma conosciuta fra terra e metallo.

Alberto Giacometti, Lotar II, 1964-65. Collezione privata, Svizzera. Photo Claude Mercier, Ginevra © Alberto Giacometti Estate - by SIAE in Italy 2018. Courtesy GAMeC, Bergamo
Alberto Giacometti, Lotar II, 1964-65. Collezione privata, Svizzera. Photo Claude Mercier, Ginevra © Alberto Giacometti Estate – by SIAE in Italy 2018. Courtesy GAMeC, Bergamo

L’INVISIBILE

Meno immediata è la terza sezione della mostra, dedicata all’invisibile. L’incredibilmente vicino delle litografie di Jean Dubuffet compone un tessuto decorativo che mette in risalto la ricchezza di una materia sempre visibile, quella del suolo banalmente calpestato ogni giorno, ricco di sfumature e segni, ma che è così distante da una forma nota da non lasciare spazio all’immaginazione nel puro senso del termine. La percezione di un microscopico mondo impalpabile, ma presente, culmina con The Earth di Anish Kapoor, quel buco nero, così perfettamente pieno nel suo tono, ma così disarmante al contempo per l’impossibilità di percepirne la consistenza tattile o l’odore. In questo percorso Black Hole dà, in concreto, la voglia di aspettare il nuovo capitolo della ricerca, perché fra le sale si intuisce che tanto è stato preso in esame, pur meritando un approfondimento.

Astrid Serughetti

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Nome eventoBlack Hole. Arte e matericità tra Informe e Invisibile
Vernissage04/10/2018 ore 19
Duratadal 04/10/2018 al 06/01/2019
Generiarte contemporanea, collettiva
Spazio espositivoGAMEC - GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
IndirizzoVia San Tomaso 53 24121 - Bergamo - Lombardia
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Astrid Serughetti
Astrid Serughetti sta costruendo in questi anni la sua personale carriera artistica, nel frattempo ha acquisito l’abilitazione da giornalista pubblicista e collabora con diverse riviste e quotidiani locali per le sezioni di arte e cultura. Si occupa anche di didattica dell’arte nelle scuole e in quest’ottica sta conseguendo la laurea in Culture Moderne e Comparate all’Università di Bergamo con una tesi in pedagogia dell’arte. Il suo lavoro si caratterizza per una ricerca estetica volta alla stimolazione sensoriale che l’opera sviluppa sullo spettatore. Vive a Bergamo.