Le passioni parallele dell’arte. A Roma

Villa Medici, Roma ‒ fino al 3 febbraio 2019. Sono molte le passioni coltivate dagli artisti in parallelo alla loro pratica. Alcune di esse sono confluite nella mostra capitolina.

Victor Hugo, Vieux burg dans l'orage, 1837 © Maisons de Victor Hugo – Roger Viollet
Victor Hugo, Vieux burg dans l'orage, 1837 © Maisons de Victor Hugo – Roger Viollet

In francese il detto “avere il violino di Ingres” significa dedicarsi con passione a un’attività creativa diversa dal proprio mestiere e si riferisce alla dedizione con la quale il pittore francese Jean-Auguste-Dominique Ingres, maestro indiscusso della pittura del primo Ottocento, suonava il proprio violino. Ingres era un uomo molto occupato, che aveva ricoperto la carica di direttore dell’Accademia di Francia a Roma per sei anni ‒ dal 1835 al 1841‒, ma non aveva mai rinunciato a suonare l’amato strumento. Non è un caso, quindi, che sia proprio Villa Medici a dedicare un’interessante e raffinata mostra alle “passioni parallele” di scrittori, registi, cantanti, compositori e poeti. Intitolata Le Violon d’Ingres, riunisce quattrocento opere selezionate da Chiara Parisi, che ha voluto svelare “gli interstizi dell’immaginario” di ventisei maestri ‒ quasi tutti noti ‒, facendo entrare il visitatore nei meandri delle loro anime, attraverso un percorso aperto da una quarantina di disegni di Victor Hugo, il quale disegnava in maniera compulsiva, soprattutto paesaggi dal forte sapore romantico.

Pier Paolo Pasolini, Autoritratto con fiore in bocca, 1947. Courtesy Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux
Pier Paolo Pasolini, Autoritratto con fiore in bocca, 1947. Courtesy Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux

QUALITÀ SIMBOLICA E FORMALE

La rassegna, da visitare con la dovuta attenzione, è una miniera di materiali di altissima qualità, non solo simbolica ma anche formale. Si scoprono i disegni eseguiti da Nelson Mandela nel 2003, durante la sua prigionia, gli schizzi erotici e grotteschi di Federico Fellini insieme a quelli, più rarefatti, di Pierre Guyotat, poeta, e di Sergej Ėjzenštejn, regista. Per non parlare delle surreali litografie di David Lynch, inquietanti quanto i volti fantasmatici e quasi liquefatti dipinti da Arnold Schönberg nel 1910. Le polaroid scattate da Patti Smith a Parigi nel 2008 rivelano il volto più intimo della cantante, così come le fotografie di paesaggi in bianco e nero di paesaggi montuosi innevati del regista iraniano Abbas Kiarostami sembrano alludere a un misterioso genius loci nascosto del suo Paese.
Particolarmente intensi gli autoritratti di Pier Paolo Pasolini, che appartengono alla stessa linea realistica delle tele di Carlo Levi, tra le quali spiccano Ritratto di Anna Magnani (1954) e Cantiere a Roma (1949) di ispirazione neocubista. Un punto forte della mostra è la selezione dei video, con opere storiche di Samuel Beckett, Christian Boltanski, Jean Cocteau, Jean Genet, Sacha Guitry, Chris Kraus e René Magritte, mentre la chiusura è affidata all’opera video di Robert Wilson, Lady Gaga: Mademoiselle Christine Rivière (2013), dove la pittura di Ingres si contamina con il pop contemporaneo in maniera sottile e magnetica.

Ludovico Pratesi

Evento correlato
Nome eventoLe Violon d’Ingres
Vernissage01/11/2018 ore 19
Duratadal 01/11/2018 al 03/02/2019
CuratoreChiara Parisi
Generiarte contemporanea, collettiva
Spazio espositivoVILLA MEDICI - ACCADEMIA DI FRANCIA
IndirizzoViale Della Trinità Dei Monti 1 - Roma - Lazio
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Ludovico Pratesi
Curatore e critico d'arte. Dal 2001 al 2017 è stato Direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro Direttore della Fondazione Guastalla per l'arte contemporanea. Direttore artistico dell’associazione Giovani Collezionisti. Professore di Didattica dell’arte all’Università IULM di Milano Direttore Artistico di Spazio Taverna Dal 2009 al 2011 è stato curatore scientifico di palazzo Fabroni di Pistoia. Dal 2006 al 2010 è stato Presidente dell’AICA. Dal 2012 al 2015 è stato Vice Presidente dell'AMACI (Associazione Musei Arte Contemporanea Italiana). Dal 1995 al 2010 è stato Consigliere di Amministrazione per la Quadriennale d’Arte di Roma. Critico del quotidiano La Repubblica.