Alla Galleria Estense e alla Biblioteca Estense Universitaria di Modena, libri, mappe e oggetti d’arte ripercorrono i viaggi dei grandi esploratori che dal XIV al XIX secolo, spinti dalla fede, dalla scienza, dai commerci o dalla curiosità, tracciarono nuove vie di scambi e conoscenze tra l’Europa e il resto del mondo.

Se “il mondo è un libro e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina” (citazione attribuita ad Agostino d’Ippona), i volumi, i planisferi, i manuali e le incisioni presentati nell’allestimento – semplice e chiaro – della mostra modenese permisero a generazioni di studiosi e appassionati di leggere molte pagine di quel libro formidabile accompagnando, dalla comodità della propria biblioteca, il viaggio di pellegrini ed esploratori verso le avventure più esotiche.
Il percorso procede per aree geografiche seguendo un ordinamento anche cronologico, dalla Gerusalemme dei pellegrinaggi fino al Vicino ed Estremo Oriente all’Africa e alle Americhe. La peculiarità dei luoghi e le diverse cronologie dei primi contatti influenzarono profondamente la prospettiva con la quale l’Europa guardò al resto del mondo, così come la personalità e gli interessi di celebri viaggiatori, impegnati in viaggi lenti e pericolosi tra gli imprevisti della storia e della geografia o in avventure libresche intraprese dalla familiare sicurezza dello scrittoio.
Se nei primi tempi si viaggia per trovare ciò che già si conosce – come i luoghi di Cristo in Terrasanta –, gradualmente il viaggio diviene esplorazione e scoperta, e i sempre più accurati resoconti di avventurieri, missionari, conquistatori, diplomatici, scienziati, commercianti si aprono dall’indulgenza dell’osservazione alla più vivace e fruttuosa curiosità. Talvolta la fantasia tardò a infrangersi nella verità dei fatti, e a lungo miraggi degli antichi miti sopravvissero incolumi all’inoppugnabilità del reale. Se molti portenti del passato infine non ressero alle iterate smentite, il desiderio di meraviglia provvide nuovi spauracchi, e i “temibili” Ottentotti del Capo di Buona Speranza spodestarono i malinconici blemmi di Jean de Mandeville.

Maria Sibylla Merian, Gli insetti del Suriname, L’Aia, 1726. Modena, Biblioteca Estense Universitaria
Maria Sibylla Merian, Gli insetti del Suriname, L’Aia, 1726. Modena, Biblioteca Estense Universitaria

VERSO L’ESOTICO

Dall’Europa si parte verso mete esotiche per portarvi qualcosa, dai prodotti di un mercato in espansione alla salvifica parola di Cristo, e per riportarne indietro, oltre all’oro e agli schiavi delle Americhe, flore e faune ignote, melodie inconsuete e alfabeti misteriosi, illustrati in manuali corredati di magnifiche incisioni.
Pregevoli pezzi dalla Galleria Estense e da collezioni private documentano gli aspetti più concreti del rapporto tra l’Europa e il resto del mondo. Disegnate, riprodotte, studiate nelle loro peculiarità artistiche e tecniche, le migliori produzioni esotiche prestarono all’arte e all’artigianato europeo nuovi temi e spunti, in un pastiche funzionale ed estetico eminentemente bidirezionale: così la “porcellana dei Gesuiti” fu in Cina valido strumento di evangelizzazione, mentre fiori di pruno sbocciano sulle chicchere Rococò della manifattura di Meissen e Arlecchini dagli occhi a mandorla balzano tra meandri orientali sulle porcellane cinesi realizzate per la Compagnia delle Indie Orientali.

Mappamondo Catalano Estense, 1450-1560 ca. Modena, Biblioteca Estense Universitaria
Mappamondo Catalano Estense, 1450-1560 ca. Modena, Biblioteca Estense Universitaria

CARTOGRAFIA TRA VECCHI E NUOVI MONDI

Presso la Sala Campori della Biblioteca Estense, la mostra prosegue con una raccolta di preziosi volumi che illustrano lo sviluppo della cartografia nei medesimi contesti esplorati al piano terra. Portolani, isolari e atlanti segnano le più importanti acquisizioni della disciplina geografica: la riscoperta della Cosmografia di Tolomeo ridisegna uno spazio prima deformato e cristallizzato nei confini della religione e le riguadagnate competenze della classicità favoriscono le scoperte dell’età moderna. Postillate, aggiornate e integrate, le carte di Tolomeo sono alla base della moderna cartografia, un dinamico strumento di conoscenza dei nuovi territori via via raggiunti da viaggiatori e navigatori e al contempo indispensabile mezzo per nuovi viaggi e nuove avventure.

‒ Chiara Ballestrazzi

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Chiara Ballestrazzi
Chiara Ballestrazzi ha conseguito una laurea in filologia classica (2011) e una in archeologia classica (2012) presso l’Università di Pisa. Normalista, è stata redattrice per l’arte antica dell’Osservatorio Mostre e Musei (2011-13) e cofondatrice della compagnia teatrale della Scuola Normale. Italian Fellow dell’American Academy in Rome (2016), si è perfezionata (PhD, 2019) in storia dell’arte e archeologia alla Scuola Normale Superiore di Pisa, seguendo un approccio che integra fonti letterarie e archeologiche. Al momento svolge attività di ricerca presso l’Institut für Klassische Archäologie della Freie Universität Berlin. Modenese, ha vissuto per molti anni a Pisa con trasferte di studio a Parigi, Los Angeles, Berlino e Roma. Guida Rossa alla mano, non c’è rudere romano soffocato dai condomini o chiesetta persa in mezzo alla campagna che riesca a sfuggirle.