Il meglio del 2017. La top ten dei nostri articoli più letti

Pubblicità, Biennale di Venezia, la retrospettiva di Marina Abramovic in Italia, la stazione di Afragola di Zaha Hadid, la scomparsa di Jannis Kounellis e Chiara Fumai, il debutto di Egon Schiele al cinema. Ecco tutto il 2017 nella classifica degli articoli più letti di Artribune

57. Esposizione Internazionale d'Arte, Venezia 2017, Padiglione Italia, Roberto Cuoghi, Imitazione di Cristo, photo credit Andrea Ferro
57. Esposizione Internazionale d’Arte, Venezia 2017, Padiglione Italia, Roberto Cuoghi, Imitazione di Cristo, photo credit Andrea Ferro

Nei giorni scorsi vi abbiamo proposto una serie di classifiche relative all’anno appena concluso – dai migliori film alla migliore musica, senza dimenticare l’architettura, le serie tv e il mercato delle aste. Stavolta tocca a noi, anzi a voi lettori, con la top ten degli articoli più letti dal pubblico di Artribune. Dieci pezzi che raccontano i vostri interessi, le notizie che vi hanno commosso, interessato o interrogato maggiormente. Dalla pubblicità dell’asteroide “sfornata” dagli addetti al marketing del Buondì Motta, al compianto per due grandi dell’arte contemporanea scomparsi durante quest’anno, Chiara Fumai e Jannis Kounellis, fino agli importanti fasti della Biennale di Venezia di Christine Macel, grande regina di questa classifica, ecco la lista dei 10 articoli più letti di Artribune. E intanto grazie per seguirci sempre!

1. MI COLPISSE UN ASTEROIDE!

Buondì Motta, campagna 2017

Pubblicità ironica e grottesca, firmata da un’agenzia leader mondiale, per colpire mamme miscredenti, figlie artefatte, famigliole perfette e pubblicità zeppe di stereotipi. Ecco il racconto dello spot del Buondì Motta che ha fatto arrabbiare tutti. È l’articolo di Artribune più letto del 2017, firmato da Helga Marsala.

2. LA NOMINA DI CLAUDIA FERRAZZI ALL’ELISEO

Claudia Ferrazzi

Una carriera esplosiva, tra l’Italia e la Francia, nel campo del management culturale. Claudia Ferrazzi, nata a Bergamo 40 anni fa – una Laurea allo IULM in Relazioni Pubbliche, un master in politica europea a Bruxelles e l’ingresso all’École Nationale d’Administration – fa le valige e lascia Milano, in direzione Parigi. Nel 2017 Claudia Ferrazzi è stata scelta dal neo Presidente francese Emmanuel Macron per occuparsi di cultura nel suo staff. Qui l’articolo di Helga Marsala.

3. LA MORTE DI CHIARA FUMAI

Chiara Fumai, Chiara Fumai reads Valerie Solanas, 2013. Still da video

Ha commosso tutto il mondo dell’arte la scomparsa prematura dell’artista Chiara Fumai, morta a Bari lo scorso 16 agosto. Nata a Roma nel 1978, la Fumai ha avuto fin da subito una carriera promettente, fulminante. La Fumai ha messo al centro della sua pratica, che prediligeva l’utilizzo della performance – combinata con metodi di decostruzione, freak show, metafisica, travestitismo, djset, il ruolo della donna, analizzato in maniera anarco – femminista, anche in relazione al sistema dell’arte. Qui l’articolo che la racconta.

4. LA STAZIONE DI ZAHA HADID AD AFRAGOLA

Stazione AV di Napoli Afragola © Zaha Hadid Architects

Valentina Silvestrini ci porta ad Afragola in provincia di Napoli per il taglio del nastro della stazione progettata dall’archistar anglo-irachena scomparsa nel 2016 e inaugurata dal suo studio. Ecco l’articolo con la cronaca dall’apertura.

5. LA MORTE DI JANNIS KOUNELLIS

Claudio Abate, Jannis Kounellis Candela

Ci ha lasciato a febbraio Jannis Kounellis, uno degli artisti più importanti d’Italia. Era nato 81 anni fa al Pireo, ma era romano d’adozione ormai da decenni. La sua storia d’artista resta profondamente legata all’esperienza dell’Arte Povera, di cui è stato uno dei più grandi rappresentanti. Qui il racconto di Arianna Testino che testimonia la grande commozione del nostro Paese alla scomparsa di questo grande protagonista.

6. EGON SCHIELE AL CINEMA

Egon Schiele, il film

Il debutto a Milano del film che racconta uno degli artisti più controversi e trasgressivi di sempre, l’austriaco Egon Schiele. Il trailer della pellicola diretta da Dieter Berner.

7. LA MOSTRA DI DAMIEN HIRST A VENEZIA

Damien Hirst, Treasures from the Wreck of the Unbelievable, ph. Irene Fanizza

Tutti ne hanno parlato e le opinioni si sono divise. Eppure, ancora una volta, l’ex YBA Damien Hirst è riuscito a catalizzare l’interesse del mondo, imprimendo un’importante svolta a una carriera che rischiava di languire. Ecco quali sono stati, a nostro avviso, i punti di forza e di debolezza della doppia mostra veneziana. L’articolo di Daniele Perra.

8. LA TOP TEN DELLE MIGLIORI OPERE DELLA BIENNALE DI VENEZIA

57. Esposizione Internazionale d’Arte, Venezia 2017, Padiglione Italia, Giorgio Andreotta Calò, Senza titolo (La fine del mondo), photo credit Andrea Ferro

L’ottavo posto nel nostro podio è di nuovo occupato dalla Biennale di Venezia 2017. Questa volta, tra gli articoli che avete amato di più, c’è la top list delle migliori opere in Biennale tra Arsenale, Giardini e partecipazioni nazionali. Un’edizione certo non entusiasmante, quella curata da Christine Macel, ma “giusta”, come spiegato nel nostro editoriale, caratterizzata dalla mancanza di nomi altisonanti e dalla quasi totale assenza di opere dal forte impatto visivo delle edizioni precedenti, ma che ha comunque rivelato qualche chicca inaspettata. Qui l’articolo con le scelte della nostra redazione.

9. IL PADIGLIONE ITALIA ALLA BIENNALE DI VENEZIA

57. Esposizione Internazionale d’Arte, Venezia 2017, Padiglione Italia, Roberto Cuoghi, Imitazione di Cristo, photo credit Andrea Ferro

Il racconto, in diretta dalla presentazione, de Il mondo magico, il progetto per il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia. Sotto la curatela di Cecilia Alemani, gli artisti Roberto Cuoghi, Adelita Husni-Bey e Giorgio Andreotta Calò hanno dato forma a una triade di interventi ben distinti eppure complementari, giocati sul filo della percezione e di una imprescindibile complicità visiva con lo spettatore. L’articolo di Arianna Testino.

10. LA RETROSPETTIVA DI MARINA ABRAMOVIC IN ITALIA

Marina Abramovic

Palazzo Strozzi di Firenze ospiterà la straordinaria retrospettiva dedicata a Marina Abramovic, al via il 21 settembre 2018. È la prima mostra complessiva in Italia, la seconda in Europa, dopo quella realizzata al Moderna Museet di Stoccolma. Resa possibile con il diretto contributo dell’artista originaria di Belgrado, la mostra costituirà l’occasione per riunire a Firenze oltre 100 opere, realizzate in un arco temporale che dagli anni Settanta arriva fino ai giorni nostri. Ecco l’articolo di Valentina Silvestrini.

 

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