Se un asteroide uccide una mamma in giardino. Polemiche sullo spot del Buondì Motta

Pubblicità ironica e grottesca, firmata da un’agenzia leader mondiale, per colpire mamme miscredenti, figlie artefatte, famigliole perfette e pubblicità zeppe di stereotipi. Ma il pubblico s’arrabbia. Vi raccontiamo perché.

Buondì Motta, campagna 2017
Buondì Motta, campagna 2017

Colazione all’italiana? Caffellatte, brioche, biscotti, cereali, marmellata, frutta fresca. E poi bambini obbedienti, infornate di sorrisi, mamme piene di premure, papà in vena di carezze e la primavera che splende dietro vetri, salutando la ciurma pronta a scattare. Glicemia come se piovesse. Così è almeno nell’immaginario che la pubblicità – testo simbolico-semiotico tra i più incisivi – somministra alla platea di consumatori, trasformando il prodotto in audace testimone: la vita è migliore di come la conosciamo. E quell’universo parallelo incarnato dalla marca, capace di sussurrarci all’orecchio l’ideale e l’idilliaco, diventa accessibile, vicino, concreto. Essere quello che vorremmo è facile come riempire il carrello di piccoli racconti incartati per bene.
La retorica pubblicitaria segue quasi di default questo modello, declinandolo in mille forme e con mille astuzie. E una cosa è sicura: invertire uno schema non è facile, né prudente. La pubblicità, che nell’identità di marca definisce un sistema coeso di valori, non ama troppo la sovversione. Nel campo dell’industria alimentare la tendenza è ancor più netta. La fabula confortante si snoda intorno a ciò che fa “tepore”, “certezza”, “empatia”, “memoria”.
“La pubblicità”, scriveva Baudrillard, “aggiunge agli oggetti il ‘calore’, qualità senza cui i prodotti non sarebbero ciò che sono […]. Si è cercati, amati dall’oggetto. E poiché ama ci si sente esistere: si è “personalizzati”. È l’essenziale; l’acquisto in sé stesso diventa secondario”.

IL ‘MOTTINO’, LE SOCIAL MAMME E L’IRONIA PERDUTA

L’ironia, ad esempio, è strumento delicato, che attiene alla sfera dell’intelligenza piuttosto che a quella dell’emotività: difficile da maneggiare. La comunicazione fondata sullo humour introduce l’elemento della sorpresa, del ribaltamento, dell’insolito. Fino al punto da destabilizzare. Una modalità che appartiene poco o nulla alla tradizione creativa italiana. Indicativo il caso del nuovo spot targato Motta. Se dici colazione dici anche Buondì, con un’associazione immediata. Tanto che dagli Anni Cinquanta in poi qualunque merendina diventava per antonomasia il “mottino”, in realtà il nome del mini panettone Motta considerato l’antesignano della merendina stessa.
Che succede con l’audace spot esploso in questa fine d’agosto? Succede che il pubblico non ha gradito. Soprattutto quello delle social-mamme (gli antipatici direbbero le “mamme-pancine”, nuova categoria di genitrici ingenue, un po’ fanatiche e molto apprensive, emersa fra gruppi Facebook). Centinaia i commenti disgustati lasciati sulla fan page dell’azienda.
Il fatto è che la pièce è politicamente scorretta dal primo all’ultimo secondo. E lo è verso le madri, i bambini e verso la pubblicità stessa. Una strage di stereotipi.
Su un romantico set bucolico, che sostituisce al focolare un immenso giardino in stile soap opera, la piccola protagonista infiocchettata recita il più improbabile degli slogan, per “una colazione leggera ma decisamente invitante, che possa coniugare la mia voglia di leggerezza e di golosità”. Parodia perfetta di se stessa e dell’infanzia (oltre che della femminilità) a misura di spot, con tanto di ossessione “light”. La mamma miscredente risponde con tono altrettanto fasullo, negando che una colazione così esista davvero: “possa colpirmi un asteroide se esiste…”. Detto fatto! Meteorite dritto in testa: morta stecchita in una nube fumo e fiamme. Unhappy end che più black non si può.
E se qualcuno ha pensato che ci fosse dietro un accanimento sessista contro il mondo delle donne, a pochi giorni dalla messa in onda dello spot è arrivata la seconda puntata. Stessa situazione, stessa gag, ma sotto un secondo meteorite stavolta ci finisce il papà, mentre la bimba viene travolta dalla furia dell’impatto. La strage è completa.

Il Mottino, prima merendina della storia, in una pubblicità degli Anni Cinquanta
Il Mottino, prima merendina della storia, in una pubblicità degli Anni Cinquanta

LA FIRMA DI UNA GRANDE AGENZIA E IL CORAGGIO DI CAMBIARE

Lo spot usa un registro umoristico, surreale, parodistico, del tutto anticonvenzionale rispetto ai tradizionali plot in tema cibo-famiglia, perlopiù volti a rassicurare. E lo fa prendendo in giro proprio la pubblicità, il suo linguaggio spesso innaturale e forzato, i suoi cliché, la sua attitudine a costruire piccoli mondi patinati dei buoni sentimenti. E persino il prodotto stesso: a proposito di “leggerezza”, il meteorite – come conferma l’intera campagna, fra slogan, creatività social e manifesti – non è altro che un mega Buondì arrivato dallo spazio. L’effetto qui è esilarante.
Così la mamma e il papà, rei di non aver avuto fede nel mitico fagottino, vengono ridotti in cenere. Come in una qualsiasi gag satirica, in una edizione di Fantozzi o ancor più in una scena di Willy E. Coyote. La pubblicità però è un’altra cosa. Uno strano doppio del reale, un territorio di sensibilità scoperte, di riferimenti culturali e di identificazioni inconsce: la suscettibilità del pubblico è alta.
La firma è di Saatchi & Saatchi, tra le più grandi agenzie creative del mercato globale. Chi glielo racconta alle signore indignate che chiedono il licenziamento del “personale” e accusano la Motta di essersi rivolta a gente “inesperta” per l’”aberrante” trovata? Tra accostamenti ai kamikaze, bacchettate per la troppa violenza, per l’insulto alle madri e per la mancanza di tatto verso i minori “terrorizzati”, scoppia il caso. C’è persino chi minaccia denunce all’Autorità Garante della Concorrenza e all’Istituto dell’Autodiscplina Pubblicitaria.

Non mancano però gli apprezzamenti: in tanti hanno gradito l’ironia dissacrante e la smitizzazione di una certa rappresentazione familiare, spesso ridotta a un teatrino fittizio, retorico, smielato. Critiche sottili, ma che evidentemente hanno toccato qualche nervo: “meglio la Mulino Bianco nella sua semplicità che questa orrida merda”, scrive Alan. Il tanto vituperato Mulino si scopre che non era poi così male…
Uno spot mal riuscito? Non esattamente. Semmai uno spot con dei rischi, ancorché gestiti da mani esperte. “L’umorismo è l’improvviso sposalizio di idee che prima della loro unione non sembravano avere nessun rapporto”, diceva Mark Twain. Tipo una mamma e un meteorite a colazione. Ma occorre sempre mettere in conto il dato emotivo, il target specifico, il contesto storico (la psicosi da terrorismo può avere un suo ruolo, pur nell’assurdità dell’accostamento) e infine il prodotto. Che qui arriva da una tradizione aziendale pluridecennale.
Quando una marca prova a ridefinire la propria narrazione, lo stile, l’attitudine, magari osando, il fallimento è messo in conto. Ma non ci sembra questo il caso. Intanto dello spot parlano tutti, che non è per forza un dato positivo in termini di vendite, ma che è già qualcosa: il dibattito ha impazzato per giorni, invadendo letteralmente la Rete e facendo registrare alla prima puntata un milione e mezzo di visualizzazioni in una sola settimana. Ma soprattutto si parla di quanto e come la pubblicità di una piccola icona da supermarket possa trasformarsi in occasione di critica mediatico-sociale. Si discute di stereotipi, insomma. Che non è mai un male.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • Annamaria Arlotta

    Lo spot non è “mal riuscito” è PESSIMAMENTE riuscito. Le critiche alla ditta, unite al boicottaggio dei loro prodotti, prevalgono nettamente. Ecco perché 1) l’ironia è un’altra cosa, questo spot deprime 2) non sono riusciti a creare l’effetto “cartone animato” 3) i bambini, a cui è rivolto, possono spaventarsi, e se un bambino ha perso la madre improvvisamente può essere di nuovo traumatizzato 4) la visione della donna è sessista ( guarda caso i creativi sono tutti uomini) con una bambina che si muove e parla come una scema, e che si preoccupa della linea alla sua età. L’industria, attraverso questi messaggi pubblicitari, dice alla donna, già da piccola, che la cosa importante nella sua vita è il suo aspetto fisico. La madre viene fatta fuori. Aggiungere il padre è stato sicuramente un trucco per difendersi dall’accusa di sessismo, si è visto in molti casi. EPIC FAIL. Le segnalazioni allo Iap sono già tante e spero che aumentino. L’alternativa alle scenette noiose e sterotipate del Mulino Bianco non è questa, ma la creazione di storie divertenti e che non offendono nessuno. E se si voleva creare l’effetto cartone animato, si doveva fare bene, come in questo spot americano con una simpatica cicciona al posto dell’asettica madre e altrettanto asettica bella bambina https://www.youtube.com/watch?v=8UxmNEXOSSg&t=7s

    • micheal mgh

      sì è talmente pessimamente riuscito che hai perso mezz’ora della tua vita per parlarne, mettendo insieme una banalità dietro l’altra per altro

      • Vismara Visma Andrea

        aaaahhhh pero tutte le stronza te che passano per la TV oggi giorno vanno bene….chiedo alle menti illustri di farmi recenzione con tanto di descrizione filosofica di ISOLA DEI FAMOSI, GRANDE FRATELLO, MASTER CHEF..etc….

        • Annamaria Arlotta

          no, non vanno bene per niente. Ma tu stai facendo del benaltrismo.

      • Annamaria Arlotta

        e tu hai perso tempo a rispondermi

      • Annamaria Arlotta

        io ho fondato un gruppo contro la pubblicità sessista su FB sei anni fa, e questo è il mio interesse, perciò per me non è una perdita di tempo. Lo spot della Kia lo avevo da quando ho fatto un confronto tra alcuni quelli del Superbowl americano e alcuni italiani, mostrando ad esempio che i detersivi in Italia sono sempre usati dalle donne e negli spot americani da uomini, con storielle divertenti. E mostrando che la Fiat non si discosta dalla donna sexy per vendere auto, mentre all’estero si fanno venire delle idee. In conclusione non ho affatto scritto banalità.

        • Daniele Brancato

          La pubblicità é fatta di figure retoriche di lo stereotipo lo é. Nella fattispecie dove lo vedi il sessismo in questo spot?

          • Roberto Busceti

            Cercano quello che non c’è, pur di polemizzare!

          • Massimiliano Bensi

            se il meteorite avesse colpito il babbo, di sicuro sarebbero a commentare “Finalmente!”

          • Daniele Brancato

            Il bello è che nel secondo spot colpisce pure il padre xD

          • Annamaria Arlotta

            no, sarebbe stato orribile lo stesso. Invece, se al posto di una bambina ci fosse un bambino a pensare alla linea, non si potrebbe parlare di sessismo. Ma non succede mai.

          • Annamaria Arlotta

            l’ho già detto

        • Daniele Brancato

          C’è qualcosa che non va ormai nella gente… c’è differenza tra un manifesto con una tizia mezza nuda senza motivo e una headline con riferimenti sessuali spinti e poi il prodotto é un climatizzatore… e uno spot con del black humor e una situazione palesemente grottesca assurda e irreale. Ma lo sapete quante possibilità ci sono di essere colpiti, singolarmente, da un meteorite? Non c’è bisogno di aggiungere effetti cartoon per renderla meno realistica… la pubblicità é già di per sé TUTTA FINTA e in modo evidente. Se la gente ha bisogno di qualcuno che le dica che ciò che passa in tv non é reale sta proprio messa male. E sta proprio messa male.

          • Annamaria Arlotta

            io non guardo la tv da vent’anni, quindi non è il mio caso.

        • Riccardo Semeraro

          Sei una Boldriniana che vuole introdurre le parole al femminile come “presidenta”

          • Massimiliano Bensi

            cazzarola, era questione di tempo, che qualcuno non tirasse fuori la politica, laddove non c’entra un cazzo.

        • Stefano B

          “gruppo contro la pubblicità sessista”
          Il meteorite sessista!!!

          P.S. Voi femministe avete veramente dei problemi nella connessione con il reale.

        • Stefano Mattioni

          Dici che hai fondato un gruppo contro la pubblicità sessista su FB e nel
          post menzioni una “simpatica cicciona”. Per non parlare del fatto che
          lo spot che hai postato tu è l’apoteosi del sessimo in quanto la
          protagonista è una donna obesa che si ostina a voler compiere imprese
          nelle quali fallisce, e viene quindi presentata come donna testarda e
          stupida. Non è una “storia divertente” come dici tu. Quello che hai
          condiviso è un tipico spot americano “on steroids”, esagerato. Non è
          neanche tanto divertente, anzi, è banale. Quello della Motta non è
          sessista. Nel contesto del tipico spot italiano, anzi, è geniale perchè
          sovverte i canoni come dice l’articolo. Sono molto più sessisti gli spot
          classici dove la madre è una figura servile che prepara colazione a
          ifgli e marito, che arrivano e si sidono a tavola dove tutto è
          preparato.

          • Annamaria Arlotta

            Stefano, apprezzo il fatto che spieghi il tuo punto di vista anziché fare del facile sarcasmo. La “simpatica cicciona” è per me una cicciona simpatica, che c’è di male nel dirlo? Non poter dire “cicciona” è proprio obbedire ai canoni che la rendono non accettabile. Comunque, certo che gli spot dove mamma e figlia preparano la colazione al marito sono sessisti ( vedi Magnum Mini Mix, padre e figlio davanti alla tv, madre e figlia sullo sfondo in cucina). Ma questo non è un’alternativa valida a mio parere, perchè far fuori una donna non è come mostrarla indipendente, dignitosa, autonoma. Visto che sei ragionevole ti invito a leggere la mia analisi delle forme di sessismo nella pubblicità italiana in un articolo pubblicato dal Manifesto l’aprile scorso https://ilmanifesto.it/un-prodotto-chiamato-donna-il-corpo-acefalo-della-pubblicita/

          • Marco Ago

            “perchè far fuori una donna non è come mostrarla indipendente, dignitosa, autonoma”. Ma allora la “disgrazia” spetterebbe solo al marito per non offendere la donna? Un messaggio a favore del defunto marito che osa sfidare la sorte anche lui? A me sembra una critica inutile. altrimenti vogliamo parlare di tutti gli stereotipi sugli stranieri che ci vengono inculcati? Nessun commento su quelli? Un bel polpettone sui messicani fancazzisti della EstaThè?
            Cosa dovremmo dire allora della pubblicità sempre della EstaThè del ragazzo battuto a scacchi da un primato? Se ci fosse stata una donna, apriti cielo! Fiumi di indignazione!

            Non tutto deve avere un messaggio rafforzativo a senso unico. L’idea era di usare una macchietta ironica che coinvolgeva l’universo femminile. Punto. Fatevi una risata. Se volete essere prese sul serio, prendetevi meno sul serio.

          • Silvia K

            Ma quanto hai ragione!!! Questi forzati della dietrologia hanno proprio stufato, convinti che tutto abbia un significato nascosto e minaccioso. Sveglia! A volte una mela è soltanto…. una mela.

          • Annamaria Arlotta

            a me non piace nessuna pubblicità dove si umiliano le persone, donne o uomini. Quello che chiami macchietta ironica ha elementi di sessismo, dal preoccuparsi per la linea della bambina ( con un bambino funzionerebbe? No, vero?) al far fuori la donna.

      • Roberto Busceti

        VERO!!!

    • Defmaka

      ma fattela una risata nella vita.

      • Annamaria Arlotta

        se vai a vedere il mio profilo FB ti accorgerai che rido, e rido tanto…ma non per cose deprimenti come l’uccisione di una mamma per mancanza di idee migliori ( e, secondo me, per odio inconscio per le donne di oggi…se non restano più in cucina, annulliamole)

        • Defmaka

          “L’uccisione di una mamma”: santa pazienza, è uno spot ironico, mica l’hanno ammazzata sul serio. Non è che vai al funerale di ogni personaggio che muore in una fiction, per dire. Tra l’altro lo spot fa proprio la parodia delle donne da copertina patinata anni 50. Lascio perdere l’imbarazzante piagnisteo sull’odio che avrebbe la società per le donne perché è talmente fuori luogo che non ha senso neanche discuterne.

          • Stefano B

            Non puoi spiegare la realtà ad una femminista. E’ tempo perso.

          • Annamaria Arlotta

            e neanche ai tanti uomini che sulla pagina della Motta si sono uniti alle critiche ( vedi link e guarda sotto ilcideo in questione). Tempo perso. https://www.facebook.com/buondimotta/

          • Roberto Busceti

            C’è gente che purtroppo non sa più ironizzare su niente, e così sembra che non si possa dire più nulla senza che qualcuno si arrabbi… Belli i tempi in cui si poteva fare perché certe persone erano più intelligenti.

          • Annamaria Arlotta

            allora “uccidiamo” un passante con un Suv in pubblicità…aoh, mica lo ammazziamo sul serio!

          • Marco Ago

            Lo spot è ironico, Dio cristo! È black humour, si gioca e si ride sui tabù.

          • Defmaka

            Se ha un senso nel contesto della pubblicità , perché no ? Essendo finzione, dove sta il problema ?

          • Annamaria Arlotta

            tu accetteresti uno spot in cui un passante è ucciso da un Suv, tanto sarebbe ironico? E perché la donna sì?

          • Defmaka

            Anno 1997, spot Vigorsol che finisce con persona schiacciata da una macchina che cade dal cielo : 20 anni fa nessuno ha fatto beo perchè è una pubblicità e ha un contesto. Se il contesto è ironico non ci vedrei nulla di male nel suv che investe una persona nella finzione di uno spot. “E la donna” cosa vuol dire in italiano? Tra l’altro guarda che c’è anche la seconda parte della pubblicità col padre che fa la stessa fine.

        • Alessandro Prioschi

          Beh dai, la tua battaglia contro i mulini a vento ti ha portato a dire una marea di cazzate su uno spot palesemente ironico e surreale che non ha proprio nessuna intenzione sessista. D’altronde la tua battaglia è altrettanto inutile dato che per fermare il sessismo non servono persone come te, ma donne che non scendano a compromessi per la loro avvenenza ma rompano questi schemi che esistono da millenni (impossibile).

          • Annamaria Arlotta

            la tua parola finale “impossibile” denota il disprezzo che hai per le donne

          • Alessandro Prioschi

            Fatti vedere da uno bravo che le tue supposizioni sono prive di fondamento. Il mio “impossibile” era dettato dal mio fermo convincimento che uomini e donne hanno gli stessi diritti ma non sono uguali. Secondo il tuo misero ragionamento ogni volta che vedo una pubblicitá di un idraulico uomo dovrei parlare di sessismo. Falla finita e fai la tua lotta dove effettivamente c’è sessismo, qui c’è solo ironia. Oltretutto ci sarà anche un altro spot con il papà, vediamo quanta coerenza ci metterai “difendendo” il maschio “denigrato”.

          • Annamaria Arlotta

            sono contenta che ti sei sfogato. Sei più tranquillo ora che mi hai criticato ben bene? Servono a questo per te i social?

          • Alessandro Prioschi

            Non ti ho semplicemente criticato, ho reso la tua di critica sullo spot inutile e ridicola argomentandola, il che non mi sembra poco. La prossima volta che vuoi salire in cattedra a dare lezioni di diritto metti in conto che qui su internet si critica e si commenta. Se non ti piace non commentare in pubblico, se trovi quello giusto la reginetta del femminismo non ti riuscirà così facilmente.

        • Chiara Lestuzzi

          C’è la continuazione, dove arriva il papà con un calice di prosecco in mano, guarda il disastro e chiede con indifferenza “Dov’è la mamma?”, poi finisce schiantato anche lui… Altro che sessismo!

          • Roberto Busceti

            Sìii, come il cacciatore nel finale corretto della favola di Cappuccetto Rosso!!

          • Annamaria Arlotta

            è un trucco recente: ora che la sensibilità è cambiata sulla pubblicità sessista diverse ditte ricorrono a questo stratagemma. Alcune, che usano la donna sexy per pubblicizzare i loro prodotti, fanno cose così ridicole usando la figura maschile!

          • Marco Ago

            A me sembra invece parità di genere

          • Francesco Gabbrielli

            ma ste donne sexy sfruttate negli spot.. perchè semplicemente non dicono di no? forse perchè tutto si compra? quindi non ce lo venire a dire a noi.. dillo alle tue colleghe donne no?

          • Annamaria Arlotta

            boh? perché tanti uomini fanno cose che non dovrebbero fare? Diglielo ai tuoi colleghi uomini no?

          • Francesco Gabbrielli

            gli specchietti delle medie… tenera…

          • Annamaria Arlotta

            trucco recente delle ditte

        • Silvia K

          Ma finiscila. “L’uccisione di una mamma”…non ti rendi conto che non c’è nulla di più ridicolo di chi prende tutto troppo sul serio? È proprio il modo migliore per danneggiare il messaggio del quale ti dichiari portatrice.

        • Francesco Gabbrielli

          che palle con queste robe della cucina.. ma chi ci sta più in cucina ormai! e poi vi lamentate degli uomini senza palle…. ma fatela finita.

          • Annamaria Arlotta

            dillo ai pubblicitari che non cucina più nessuno…diglielo che tanti uomini svolgono i lavori domestici e si prendono cura dei bambini…diglielo, perché queste cose nella pubblicità italiana ancora non appaiono.

    • Francesco Gabbrielli

      ah quindi “la cicciona” va bene, la mamma carina no? mi sfugge qualcosa… anche per il “sessista”.. spiegacelo grazie.

      • Annamaria Arlotta

        all’estero mostrano tutti i tipi di donne, di ogni età. Mostrano situazioni normali, ambienti consueti. Qui la donna è per forza magra e giovane. Sulla pagina della Motta ho messo degli spot inglesi di cioccolate e caramelle, completamente diversi. E più costosi, tra l’altro, le soluzioni italiane prevedono pochi attori, scene economiche, e con qualche ideuzza se la cavano.

        • Francesco Gabbrielli

          non aspettavano altro… adesso sicuramente cambieranno campagna pubblicitaria. sei un eroe.

    • Sono d’accordo con te.

    • Anna G. Baratella

      Cazzarola…… eccola qua la tipica mamma pancina! Nevrotica fanatica angosciata ansiosa è un po’ isterica.
      Tiri fuori addirittura il fantomatico bambino traumatizzato che può aver perso la mamma….. ma sei in te??
      Questo spot è dissacrante e ironico e sicuramente punta il dito contro gli stereotipi non solo della pubblicità ma anche di genere.
      Proprio il fatto che mette in ridicolo la bambina ossessionata dalla linea e la madre perfettina te la dice lunga su quanto questi modelli femminili siano sbagliati, altro che sessismo.
      Corri dal pupo, va….. Non sia mai che veda un cane che fa pipì e subisca uno choc.

      • Annamaria Arlotta

        sono molto contenta che tu ti sia potuta sfogare. I social servono anche a questo. Mentre io spiego il mio punto di vista, le persone che si vogliono sfogare subissano di critiche personali, con tanti aggettivi denigratori. Dai, adesso puoi andare su facebook e criticare qualcun altro! Io ho 63 anni, il pupo da mo’ che non lo curo!

        • Silvia K

          Guarda, non si è sfogata, ha spiegato benissimo il suo punto di vista e soprattutto ha definito altrettanto bene il tuo….

        • Francesco Gabbrielli

          e si vede che hai 63 anni… e che scoprire che puoi sfogarti finalmente in qualche modo, altrettanto.

          • Annamaria Arlotta

            Ecco: difendere una causa senza offendere o insultare nessuno è “sfogarsi”? Eh, sì, per te TUTTE le donne di 63 anni hanno bisogno di sfogarsi: sessismo.

          • Francesco Gabbrielli

            che palle galattiche. ma dove sono i nipoti quando servono? ah tra parentesi ti faccio notare che sei tu chi mi hai scritto che mi sono sfogato.. di cosa non si sa visto che qui quella che blatera di cazzate da giorni sei tu e non io. ora anche basta.

          • Francesco Gabbrielli

            “sessismo” AHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

            EHM…

            AHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHA
            sessismo.. :D

    • Monica Zanfini

      Chiamate il Primario, la caposala da sola non ce la fa.

      • Annamaria Arlotta

        ti sei divertita a scriverlo? Vai, facebook è pieno di persone su cui puoi fare sarcasmo, anziché spiegare le tue ragioni ( troppo lungo e noioso)

    • Roberto Busceti

      Forse deprimerà quelli che cercano il male dove non c’è e si deprimono invidiosamente per il successo altrui, io ne sono stato felicemente attratto e mi ha comunicato allegria.

      • Annamaria Arlotta

        de gustibus

    • Teresa M. Brancia

      del resto, di bambini che hanno perso la mamma perché colpita da un asteroide è pieno il mondo…

      • Annamaria Arlotta

        non c’è miglior sordo…

      • ian steven

        per la cronaca, visto che sei una “tecnica” leggo, l’idea dell’asteroide non è un’idea bella e geniale, ma rispetta semplicemente canoni previsti e regolamentati dal garante della privacy affinchè lo spot non venga censurato. Vigorsol (l’auto che cade sull’uomo che vince la lotteria) l’hanno modificata dieci volte prima che fosse accettata. Perchè il concetto è che la morte può essere anche pubblicitariamente accettata se avviene in condizioni “assurde” appunto, cioè non verosimili. Non le sapevi queste cose?

    • Mp

      Poi ci chiediamo perché l’italia va come sta andando…. ma con gente che ragiona così… ma dove vogliamo andare!? PS oddio hai scritto “cicciona” nel tuo post, adesso tutte le donne sovrappeso si sentiranno depresse, offese, disagiate…via, tutte a scrivere al Garante….
      “Boicottaggio ai loro prodotti”..perché tu in effetti hai accesso anche ai loro dati di vendita adesso!
      “Creativi delle agenzie tutti uomini”…perché tu in effetti hai in mano il censimento di tutti i creativi italiani divisi per sesso ed età..ma per favore

      • Annamaria Arlotta

        nel team della Saatchi&Saatchi che ha inventato questo spot sono tutti uomini. “Cicciona” va benissimo, proprio perché si devono accettare tutte le tipologie di donne. Il boicottaggio è stato invocato da molti sulla pagina della Motta, se vai a vedere là lo scopri anche tu.

    • Silvia K

      Complimenti, non è facile mettere insieme tante banalità in un unico messaggio. Purtroppo l’ironia per molti è una sconosciuta.

    • Marco Ago

      1) l’ironia ha molte sfumature: https://it.wikipedia.org/wiki/Umorismo_nero?wprov=sfti1
      2) chi lo voleva?
      3) chi dice che era rivolto ai bambini? È una merenda per colazione, non uno zaino scolastico
      4) qualsiasi visione verso la donna che non la innalzi a dea è sessista e scomoderà sempre qualcuno. Donna magra e figa? Rinchiusa in canoni di bellezza maschilisti. Grassa? Promuove stile di vita non salutare. Casalinga? Rappresentazione vetusta di 40 anni. Succinta? È troia. Suora? Non va bene se servono i figli e se fai una suora con figli arriva il vaticano.

      • Annamaria Arlotta

        Bravo, hai fatto una buona analisi della mentalità sessista dietro alla pubblicità. La risposta è: una donna normale, così come fanno vedere all’estero. Ti lascio un esempio su uno yogurt (Norvegia). Donne di varie età, situazioni realistiche. Confrontalo alla Muller in Italia. All’estero anche la Muller crea storie diverse dal sapore con l’amore. Gli spot esteri sono generalmente più costosi, più attori, scenografie diverse come in questo. Il sessismo è una scorciatoia anche economica. https://www.youtube.com/watch?v=O9jaBJsJMQw

    • Sara Papa

      La penso nello stesso identico modo, molto contenta di non percepire l’ironia…i creativi sono passati dalla finta famiglia felice a uno spot che pur di vendere crea indignazione. Oggi la violenza ci viene propinata anche dietro una orribile merendina…pensassero piuttosto alle qualità nutrizionali senza maniacalità….

  • Pasdaran Firenze Sud

    Tante Mamme© meriterebbero di essere colpite da un asteroide in ogni caso.

    • Annamaria Arlotta

      i papà no invece, sono tutti perfetti.

      • Pasdaran Firenze Sud

        Noi maschilisti abbiamo poche ma granitiche certezze.

      • Monica Zanfini

        Infatti c’è l’episodio in cui viene colpito anche il babbo.

      • Stefano B

        Ma quello che si trova nei gruppi FB delle amorevoli pancine, noi papà non riusciremo mai a raggiungerlo.
        Segui “Il signor Distruggere” e trema.

      • Teresa M. Brancia

        SPOILER: nel sequel dello spot, arriva l’asteroide pure sul papà!

  • Mario Zorzi

    Trovata neanche tanto originale. A me ha subito venire in mente il “cascasse una pannocchia” di Poste Italiane.

    • marte

      a me ha ricordato l’auto piovuta dal cielo di vigorsol
      https://youtu.be/z4NLuGugad0

      • Antonello De Rosa

        Si ma pannocchie ed auto non colpivano lo stereotipo della mamma “perfetta”, o del papà “perfetto” nel giardino “perfetto” di una vita “perfetta”. sta lì il valore della pubblicità

  • AlbertoFranchi

    Sono anni che non mangio il buondì, mi è venuta voglia, chissà se è ancora buono come quando lo mangiavo da piccolo. Appena possibile lo compero.

    • Roberto Busceti

      Infatti, un annuncio pubblicitario che ha colpito nel segno. Le polemiche sono assurde e inutili.

      • Federico Fedex

        Noooo, dai!!!! Mi faccio di quelle risate a leggere i commenti sterili ed inutili di questi pseudo benpensanti (vorrei vedere come crescono i loro fanciulli, tra innocenza e bambagia!!!) e immagino le loro manine intente a spippolare sulle tastiere nella speranza di scrivere un concetto “profondo”, spesso ahimè, senza averne i mezzi cerebrali e sintattico-grammaticali!!!! :D :D

    • boosook

      Non credo. Io ho riprovato la Girella. Da piccolo ti sembravano buone queste cose perche’ eri piccolo.

    • Anto Johnny

      Idem! Da quando me l’hanno fatto vedere ho deciso che vado a comprare i Buondì! Genii!

    • peter

      vabbè il buondì fa cagare come al solito eh

  • Pubblicità copiata dalle Poste Italiane. “cascasse una pannocchia”
    Una schifezza di pubblicità (questa non le Poste) pagata sicuramente oltre misura rispetto i numeri di ritorno economico che avrà. Tanto si sa: queste agenzie sono per lo più narcisiste e guardano al loro interesse per meritarsi più premi possibili.
    Dei bilanci aziendali sì e no che riescano a leggere l’intestazione e l’anno di riferimento.

    • Cristiano Marzorati

      Dubito seriamente che un’azienda come Motta investirebbe i propri soldi in una campagna pubblicitaria il cui solo scopo è “fare l’interesse delle agenzie narcisiste”.

      • Succede molto più spesso di quello che pensi.

        • Cristiano Marzorati

          Vuoi farmi credere che un’azienda conosciuta in tutto il mondo si diverte a buttare soldi dalla finestra per ingrassare i pubblicitari? Scusa ma non ne vedrei il motivo.

          • Leggi qualche libro di Al Ries, o prova a trovare la differenza tra il “realizzare uno spot emotivo” e “realizzare uno spot che vende” 😉

            Infine, analizza qualche grafico di vendita (che trovi da Nielsen o nei bilanci delle aziende) e potrai constatare di persona che quello che dico corrisponde al vero.
            Dalle PMI alle Marche.

          • Francesco Gabbrielli

            “Abbiamo i dati” :D

    • ptram

      Forse piacerà al nuovo target con il cappellino all’indietro.

    • Roberto Busceti

      Ma che assurdità: è una trovata geniale che attira l’attenzione sul prodotto, come ho già scritto.

    • Silvia K

      Schifezza, perché? Io la trovo geniale. Tutto è opinabile, per.carità ma sinceramente credo che ci sia ben altro in giro di cui scandalizzarsi. Fermo restando che di ironia non è mai morto nessuno, mi auguro che siano sempre di più gli stereotipi e le ipocrisie che possano cadere vittime di asteroidi.

  • Loris Cantarelli

    per la cronaca, la grafia esatta è Wile E. Coyote ;-)

  • Augusto Chiarle

    Io adoro questa pubblicità. L’unica che si è fatta notare in un mare uniforme, e mi ha strappato una risata, proprio perché fa a pezzi uno stereotipo ipocrita.

    • Ilyan Zolliani

      Sono perfettamente d’accordo. Spero ne vengano altre su altri prodotti.

  • Michele Emme

    Checché ne pensino i pubblicitari, uno spot pubblicitario si guarda con occhi diversi rispetto a un film o in generale rispetto a un’opera dell’ingegno (perché ha scopi diversi rispetto a un film, è banale dirlo ma diciamolo). Il ricorso all’umorismo nero, al paradosso, al grottesco in un film rientra nelle libertà dell’opera d’arte, ed è letto anche dallo spettatore più sprovveduto come espressione di tale libertà. Dentro uno spot, la “trasgressione” è letta solo come un modo più ruffiano di catturare la tua attenzione. Perché, effettivamente, questo è. Poi, signora Helga, è mortificante leggere: “dello spot parlano tutti, è già qualcosa”. Come se la cosa importante fosse parlare dello spot, e non fare una pubblicità efficace all’azienda che l’ha pagata (e verificare poi nei fatti se questa merendina sia buona o no). Ma si sa, i pubblicitari sono pubblicitari, e la cosa in cui sono più bravi è fare pubblicità a se stessi. Perché magari oggi, nel 2017, c’è ancora chi ci casca.

    • Roberto Busceti

      Lo scopo è stato ampiamente raggiunto senza creare problemi a nessuno, quindi è una pubblicità geniale.

      • Federico Fedex

        Assolutamente geniale, soprattutto perché anima, con copiosi travasi di bile, gli Ital-idioti!!!! :D (Y)

    • “Ma si sa, i pubblicitari sono pubblicitari, e la cosa in cui sono più bravi è fare pubblicità a se stessi. Perché magari oggi, nel 2017, c’è ancora chi ci casca.”

      E li paga una montagna di soldi 😂

    • Fabio Ciccio Ferri

      Miche Emme. Chi sarebbero, secondo Lei, “i pubblicitari”?. Io faccio da 31 anni l’Art Director pubblicitario. Ho un figlio minorenne che NON beve Coca Cola, e non frequenta Mc Donalds di cui sono affidatario. Chiaramente l’awareness sollevata dalle critiche moralistiche alla campagna sono state messe in conto dall’agenzia ( e dal Cliente – coraggioso) come maggiore ritorno mediatico “aggratis”!. Ma ciò va a maggior vanto dell’Agenzia che l’ha creata e proposta al Brand Motta.Peggio per i benpensanti piccolo-borghesi che mai si indignarono per i luoghi comuni di molte altre pubblicità, che questo spot critica… ;) Complimenti ai creativi. E al coraggio della Marca.

      • Federico Fedex

        Brava! A me fa più ribrezzo la “perfetta”, irreale e odiosissima famigliola del Mulino Bianco, ma l’Ital-idiota medio, poveraccio, imbastisce polemiche sul nulla, foderandosi gli occhi e perdendo di vista quello per cui varrebbe la pena spendere energie per polemizzare.

    • E K

      Signor M, parli a nome personale, a buon vedere sono in molti a pensare diversamente. Personalmente l’ipocrisia delle pubblicità di prodotti dolciari mi ha sempre costretto a cambiare canale per non innervosirmi. Ritengo che questo spot punto ai tanti, tantissimi, che non ne possono più di essere presi per il pancreas da mielosità inutili. Al secolo la vigorsol faceva cadere una mini su un ciccione sporco che vinceva al lotto, non esistevano Facebook ed i webeti, e l’umorismo nero funzionava. Oggi è tutto censurato dalle mammine cresciute a buonismo e fiocchetti.

      • diossina

        Il target della Vigorsol non erano i bambini, però.

        • peter

          nemmeno il target di questa pubblicità sono i bambini. A meno che non ci siano bambini che vanno da soli a fare la spesa

      • Federico Fedex

        “mamme cresciute a buonismo e fiocchetti”… GENIALE, te la “rubo”!!!! :D

    • Chapeau.

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  • Casimiro Baldanza

    Ha fatto arrabbiare i disagiati metali.

    • Massimiliano Bensi

      in effetti, una persona normodotata, sarebbe stata la prima a farsi quattro risate.

      • Federico Fedex

        Hai specificato bene, “NORMODOTATA”, quindi…. ;)

    • Vita Donvito

      Non è proprio come pensa lei non piace e basta io la trovo stupida (sai sono una casalinga)noni piacenon mi dice nulla evidentemente sono io che non ci capisco tanto

      • simone rondelli

        Se la si trova stupida basta cambiare canale… creare tutto questo scompiglio per uno spot pubblicitario e’ da disagiati.

        • Massimiliano Bensi

          Ecco.
          La sagra del “tutta l’erba un fascio” Vita Donvito, conosco casalinghe che mangiano in testa ai laureati, e conosco casalinghe che porelle, si pongono problemi esistenziali per uno spot in tv.
          Ma attenzione, prevedo la sua prossima domanda… anche io sono qui con lei a discutere…
          Solo che come Simone Rondelli, non sono interessato allo spot, ma ai disagiati che non riescono a farsene una ragione.

      • peter

        “evidentemente sono io che non ci capisco tanto”. Esattamente

      • Delafuerte

        Già da come scrive si evincono i suoi problemi; magari mettere UNA virgola, UN punto…ogni tanto!

      • Simona X

        Proprio così, casalinga, lei non capisce.

      • Federico Fedex

        Esiste, da “qualche” anno, un piccolo dispositivo dotato di tasti alfanumerici a corredo dei televisori, che ci rende liberi di scegliere canale, cambiarlo e, soprattutto di SPEGNERE! ;)

  • Carlo Del Ponte

    Se si prendesse tutto sul serio, perfino un divertente e ben riuscito spot come questo, parlando perfino di bambini traumatizzabili per l’uccisione della mamma, allora siete messi davvero male, vivete una vita davvero triste! invece la bellezza di questo post è proprio questo, andare contro gli stereotipi, una bimba finta scema e una mamma ingenua. A me ha fatto ridere e venire la voglia di mangiarlo di nuovo dopo tanti anni.

    • Carmine Murzia

      La Arlotta è l’unica che sa di cosa si sta parlando e la sua analisi è ineccepibile: con ogni probabilità i risultati di questi spot pubblicitari in termini di supporto alle vendite del Buondì saranno fortemente insufficienti. Il che non toglie che ci siano anche tipi alla “Del Ponte” ai quali lo spot fa “venire la voglia di mangiarlo di nuovo…”. La questione in termini di throughput è in termini concreti che la % di commenti negativi provocati dallo spot nel target di potenziali consumatori è largamente superiore a quello considerato usualmente tollerabile dai committenti e i motivi sono quelli delineati da Arlotta.

      • Annamaria Arlotta

        Grazie Carmine. La pubblicità negativa non aiuta le ditte. Recentemente la Santanna è stata costretta a modificare un costoso spot in cui si vedeva un bambino studioso diventare un piccolo Einstein dopo aver bevuto un succo di frutta, seguito da una bambina che si interessava di vestiti. Le critiche da parte di uomini e donne sulla pagina della ditta furono molte decine, e le segnalazioni allo Iap sufficienti a spingere lo stesso ad emettere ingiunzione di desistenza. “Purché se ne parli” è una cosa del passato, adesso conta “come”.

    • Annamaria Arlotta

      Per andare contro gli stereotipi si possono presentare una donna e una bambina normali. Ma manca il coraggio

  • ian steven

    Mi pare ci sia tanta benevolenza in questo bell’articolo. Uno spot banale e mal fatto, pessima recitazione, tanta confusione, poche idee e senza sentimento. Lo dico da autore di musiche (anche di spot della stessa agenzia)

    • Roberto Busceti

      La “pessima recitazione” è voluta, se non ve ne siete accorti.

      • ian steven

        caro Roberto, so riconoscere benissimo una pessima recitazione di una “pessima recitazione” da una buona recitazione di una “pessima recitazione”. I miei rapporti con il mondo del cabaret (ed in particolare con il demenziale) mi permettono di riconoscere l’arte di fare ironia. Che qui è totalmente assente. Chi ha girato questo spot sicuramente non sa che cosa è stato il Cabaret Voltaire di Hugo Ball. Ci vuole cultura per fare le cose fatte bene. Oggi la cultura è alla mercè di gente che pensa di stupire con trovate “eclatanti” per sopperire la propria totale in-cultura. D’altra parte come potrebbe fare altrimenti….

        • Stefano B

          E’ uno spot, Cristo. Mica Moliere.
          E la recitazione “forzata” è fatta bene.

          • ian steven

            se hai la fortuna di essere un incapace ma una grande agenzia ti commissiona un spot cosi importante almeno cerca di assomigliarci a Moliere. Saluti

          • LucaR

            MA NON DOVEVANO SOMIGLIARCI, DOVEVANO RECITARE COME CAPRE, ERA QUELLO LO SCOPO!

          • ian steven

            Se non sei De Filippo non riesci a fare De Filippo. Ma non riesci a fare nemmeno Pappagone. Ci vuole mestiere anche per fare le capre…..

          • Bob Dipa

            applausi

        • Teresa M. Brancia

          ma di che stai parlando? la recitazione è voluta così, bimba logorroica e caricatura di se stessa + mamma spocchiosa! sono perfette!

          • ian steven

            totalmente asettiche, preparate male, un set vergognoso, sentimento zero, pressapochismo (incapacità) nella regia. Questo è quello che penso io. Se tu la pensi diversamente buon per te. Abbiamo visioni diverse tanti saluti

          • Teresa M. Brancia

            MA E’ VOLUTOOOOO hahaha!!!

          • ian steven

            (e ride…) certo che è voluto. Ma riuscito male. Se per te è riuscito bene (non hai capito, ripeto), abbiamo visioni diverse. Buonanotte

          • Silvia K

            Sentimento zero? Proprio ciò che lo spot voleva comunicare, visto il clima artefatto (villone da vip, bambina con eloquio improbabile, mamma perfettina intenta a sistemare fiori…) confermi ciò che pensavo, hanno fatto centro.

          • Silvia K

            Concordo in pieno

        • Francesco Gabbrielli

          a me pare che rosichi e pure tanto. spiattellare poi le proprie “conoscenze” nel campo ti qualifica molto poco professionale. Per la recitazione poi , ci hanno fatto recitare apposta sopra le righe. Cosa cacchio c’entra Hugo Ball lo sa solamente il tuo ego spropositato. Rilassati.

          • ian steven

            mi qualificherebbe poco professionale se mi “qualificassi” pubblicamente. Ma come vedi….. A proposito qualcosa di concreto in merito allo spot lo sai dire? Perchè a guardare i tuoi commenti sparsi in giro per il mondo si notano solo astio, veleno e poche idee…

          • Francesco Gabbrielli

            guarda, quello che hai scritto qui sopra conferma quello che penso di te.. rosichi e basta :D Continua a fare il super “professionista” come ti atteggi e come continui a fare qui… il resto è fuffa. Ti lamenti dell’astio quando sei il primo ad esserlo… dello spot cosa altro si puo’ dire? e’ grà stato detto tutto e troppo, pure da uno come te, quindi ancora ne vogliamo parlare? Rilassati dammi retta… e scrivici un altro bello spot dei tuoi dai , stiamo aspettando tutti te :)

          • Francesco Gabbrielli

            poi .. sì grazie , aspettavo giusto la tua potente pubblicità guarda… ma falla finita.. e occhio a parlare di querele, quando tu con “comparsate da caratterista nei vari filmetti” ne rischi una. Le illazioni sono pericolose sai?

          • ian steven

            Evvabbe, allora magari sono i workshop con Elio Germano che ti hanno fatto male. Perché, in effetti, da Elio Germano c’è tantissimo da imparare….

          • Francesco Gabbrielli

            vedo che mi segui con attenzione, mi fa piacere. Io non avrò la stessa premura e manco le stesse illazioni. Quindi possiamo finirla qui.

          • Francesco Gabbrielli

            ho creato un profilo su sarahah così puoi scrivermi le peggio cose in anonimato e ti sfoghi. fanne buon uso.

            https://garby1.sarahah.com

        • Riccardo Vela

          No, direi che evidentemente non la sa riconoscere. La bambina grida sguaiata e la madre ha toni di voce fintissimi, ed entrambe sciorinano una serie di luoghi comuni che le rendono le caricature di loro stesse. E’ tutto troppo spudorato per non essere stato cercato.

          Prima di atteggiarsi a supremo giudice della recitazione le consiglierei quindi l’umilta’ di chi sa riconoscere i propri limiti, cosi’ ignota ai vari sportivi da poltrona sempre pronti a sminuire il lavoro degli altri nell’illusione di saperlo fare meglio.

          Poi a me lo spot ne’ dice molto ne’ fa ridere, ma tra il dire che non piace e l’insultare chi ci ha lavorato ne passa.

          • ian steven

            Insultare?!? Ahahah. Ma mi “facci” il piaciare, mi facci!

          • peter

            “io l’avrei fatto meglio!”… ma sono a scrivere cagate su Disqus

      • Silvia K

        Certo che sì. La bambina da soap con aspirazione alla “leggerezza” è fantastica.

    • DioBanano

      😂😂 ecco il coglione di turno..

      • ian steven

        il signor Gabriele Ceresa, così elegante e forbito, ora si beccherà una querela. O no? ;-)

        • DioBanano

          Se ti offendi così per poco siamo messi bene in Italia

          • ian steven

            notare: il signor GABRIELE CERESA, per evitare la querela, ha cancellato il commento (che resta comunque in archivio) nel quale mi si da del “coglione di turno”, salvo poi, invece di scusarsi come farebbe chiunque sapendo di aver scritto una cazzata rischiosa, chiedermi se mi sono offeso per così poco. Peraltro commenti che nulla aggiungono al valore tecnico del post in questione. C’è gente veramente patetica in giro che partecipa alle discussioni solo per offendere. Vedi tu GABRIELE CERESA, tu ti saresti offeso se ti avessero dato del “coglione” senza avvalorare la tesi?!? Adesso GABRIELE CERESA che nel frattempo ha modificato il suo account affinchè non si possa più risalire al nome dell’autore di tale complimento, cosa farà? Ma naturalmente cancellerà anche questo in modo che anche la mia risposta possa essere cancellata. E’ da sperare, chissà! Così ce ne liberiamo definitivamente. Ma nemmeno un idiota arriva a tutto questo. Veramente

          • Defmaka

            complimenti, arrivare a parlare di querele in un post che commenta uno spot di merendine.

          • ian steven

            complimenti, arrivare a non capire un cazzo di quello che hai letto

          • Defmaka

            Ti insultano, tu minacci querela ( 4 post fa ), tu fai il pipotto insultando a tua volta (2 post fa). Tutto per uno spot sulle merendine. Non mi sembra molto difficile, è solo surreale.

    • Silvia K

      Banale? Sì, certo. Intanto siamo qua a parlarne…

      • ian steven

        Perché è banale, appunto! Se no non serviva parlarne. Il fatto è che i cosiddetti “creativi” sanno benissimo che banale o non banale non importa purché colpisca. A me personalmente, e questa è una mia opinione del tutto personale, colpisce per la sua banalità. E siccome io non sono la maggioranza e nemmeno di quelli che comprano il Buondì Motta, lo spot comunque centrerà l’obiettivo. Quello che colpisce è che non stiamo parlando di Arte ma di comunicazione. Non sono la stessa cosa Per fare la prima bisogna necessariamente avere del talento, nel secondo caso spesso non è necessario.

        • peter

          Sarei curioso di vedere come faresti tu lo spot. Una roba degna di “fuori orario” che piacerebbe a Ghezzi e qualche altro mantenuto con la giacca con le toppe sui gomiti

          • ian steven

            io non faccio spot. Ghezzi e le toppe mi stanno sul cazzo. Ma comunque persino un fascistello senza cultura come te lo farebbe meglio…..

          • peter

            ci conosciamo?

          • ian steven

            no, grazie al cielo. Infatti mi chiedo come mai sei venuto a rompermi le palle. Non avevi altro di meglio da fare?

          • peter

            No, ma mi piacciono le persone che appiccicano etichette a persone di cui non conoscono manco il nome

        • Silvia K

          Non concordo. Banale è, più o meno, sinonimo di “consueto”: se la prassi da spot fosse stata rispettata nessuno ne parlerebbe. Siamo qua a farlo perché alcuni canoni sono stati violati, ragion per cui nascono critiche ed opinioni contrastanti. Tutto qua. Ne discutiamo “perché è banale” è una tesi che proprio non convince, ciò che è banale, per definizione, passa inosservato.

          • ian steven

            Sono d’accordo con quello che dici. Allora però dividiamo i due piani: la forma è il contenuto. Ritengo l’idea buona (quindi NON banale). Per cui non discuto l’idea ma il COME è stata realizzata. RIuscire a realizzare “ironia” non è come far ridere. Puoi far ridere anche con battute rozze. Non capisco peraltro in che cosa faccia “ridere” questo spot. L’ironia invece necessità, a mio avviso, di uno spessore diverso. Ci sono tante cose che si potevano fare meglio. Inquadrare per esempio la bambina (e con una fotografia diversa che diamine!) anche subito dopo la caduta dell’asteroide facendole avere uno sguardo surreale. Il che sarebbe andato anche a braccetto con il garante. Questo aspetto dell’ironia non è stato minimamente toccato. Si è trattato di un video “scorciatoia” per arrivare solo a colpire il pubblico. Dal punto di vista dei numeri vabbene. Complimenti Ma, ripeto, senza ironia e senza sentimento. E anche senza tecnica. In trenta secondi si poteva fare molto di più. E io giudico solo come fruitore. Non sarei capace di fare meglio poiché mi occupo di musica, non di regia. Ma gli occhi per vedere ce li ho ugualmente….

        • Silvia K

          E non sono d’accordo neanche con ciò che dici a proposito dell’arte: non solo per questa ultima il talento è necessario , anzi immersi come siamo nei media e nei loro ridondanti messaggi, il mondo della comunicazione ha dovuto evolversi, e pescare nella creatività. Tant’è vero che, a prescindere dallo spot del quale stiamo parlando, esistono pubblicità bellissime, “griffate” da talentuosi registi.

          • ian steven

            dove avrei detto che per l’Arte non è necessario il talento?

          • Silvia K

            Non lo hai detto. Infatti se leggi bene ho scritto tutt’altro….ovvero che come per questa ultima (l’arte) il talento è necessario, lo stesso vale x la comunicazione

    • Simone B.

      Regia pessima e fotografia scadente. Lo dico da salumiere

    • peter

      Penso che sia stato volutamente fatto così proprio per prendere in giro le pubblicità stucchevoli a cui siamo abituati

    • Federico Fedex

      Sarà come dici te, ma dall’alto della loro “ignoranza” hanno creato uno spot che sta animando tutto il mondo decerebrato iltal-idiota. Se non è genialità questa!!!!
      Comunque ben venga anche il lavoro colto, ricercato e raffinato…ma temo che farlo attecchire sulle “menti” libere di circolare (e scrivere) che ci ritroviamo al momento in questa nazione, sia una difficilissima sfida! Buon lavoro comunque :) (Y)

      • ian steven

        Hai ragione, lo scopo è stato sicuramente raggiunto. Rimango però dell’opinione che il regista non sappia fare il suo lavoro e che sto giro abbia avuto una botta di culo. In merito alla cultura del presente possiamo stendere un velo pietoso ;-)

        • Federico Fedex

          Molto probabile…quella botta aiuta sempre!!! E magari arriva quando meno te lo aspetti!
          La prossima volta (auguriamocelo!) toccherà a noi!!!! ;) :D

  • Monica Zanfini

    IRONIA, questa sconosciuta.

  • ptram

    Lo spot fa semplicemente schifo. Si accoda ad una tendenza americana che ci ha fatto godere di disabili precipitati in un lago, persone ripagate di una cortesia ridotti in statue di ghiaccio, nonni anziani chiamati rottura. È parte della campagna di desinsibilizzazione e diffusione della violenza in atto su tutti i canali.

    • Michael Robusky

      drogati di meno

    • peter

      invece banderas che si ingroppa le galline ci piace assai

  • chi si lamenta di una pubblicita’ del genere insulta l’intelligenza umana, è ridicolo ! lo spot è molto divertente, allora vietiamo Beep Beep e Willy il coyote perche’ si fa esplodere con la dinamite…. non sense davvero

  • Roberto Busceti

    Non capisco perché in Italia si cerchi il male dove non c’è e si voglia sempre polemizzare su tutto. Forse c’è anche invidia, infatti quello spot è geniale e ironico, sfruttando le esagerazioni oggi di moda (compresa la recitazione volutamente esagerata della bambina), e ha colpito nel segno perché è riuscito ad attirare l’attenzione di tutti su un prodotto semplice da tempo superato. Perciò congratulazioni a chi ha ideato e realizzato questo annuncio pubblicitario!

  • Maridelia “Marico’” Cocchiara

    Mi dispiace. L ironia è un elemento sottile che bisogna saper ben miscelare al buon gusto perlomeno. La possono usare in pochi.

  • Pingback: Il Buondì asteroide che uccide la mamma fa infuriare la Rete (ma a molti piace) | You Buyz()

  • Simonetta

    Purtroppo si ride anche quando uno ruzzola per terra ……per fortuna siamo in quasi democrazia : devo ridere o è facoltativo ? A me non fa ridere ergo …..ma colpisce e quindi l’effetto è ottenuto
    Il buondì comunque continua a fare schifo….

  • boosook

    Davvero c’e’ gente che si e’ presa la briga di protestare per una cosa del genere? Siamo messi male in questo Primo Mondo.

  • DioBanano

    Stupendo questo spot.. la bambina una scassapalle tipica di oggi.. ma mangia ebete ritardata e la milf gatta morta so tutto io.. però non siamo ai livelli di quel magnifico attacco Barilla nei confronti dei FROCI 😂😂🤣🤣

    • Marco Ago

      Quello non era uno spot. E non era un attacco.

  • Iacopo Sbrolli

    L’ironia dello spot mi aveva fatto fare un sorriso per il linguaggio particolare della bambina, ai limiti dell’assurdo. L’asteroide è una trovata un po’ più oscura che mi ha lasciato con gli occhi sgranati per una decina di secondi: mi ha colpito, non avevo mai visto niente del genere in una pubblicità.

    Quale che sia stata la mia reazione, comunque, non credo che una pubblicità dissacrante possa essere considerata diversamente dalle altre. Di fatto, questa trovata della Motta non era una parodia: lo scopo è comunque vendere un prodotto. Per cui sono stati dissacranti in apparenza, ma non di fatto. Hanno solo cercato di arraffarsi un pubblico diverso.

  • Pussycat Basement

    Articolo eccellente, scritto in maniera impeccabile, che risalta in positivo fra tanta sciatteria linguistica

  • Brunello

    Questa pubblicità ha come argomento i disagiati: o sei tra coloro che si burla di loro sei uno di loro

  • Daniele Zoncheddu

    Secondo me è una citazione di Time Bandits di Terry Gilliam

  • Fabio Ciccio Ferri

    Congratulazioni all’Agenzia. Ma soprattutto al Cliente Motta. I Brands che abbiano Cultura e Coraggio in Advertising, oggi – soprattutto in Italia – si contano sulle punte delle dita di UNA mano. Continuate così… (Il reference per i benpensanti è questo. Ed i bambini lo capiscono bene. Gli adulti, un po’ meno…Non si vede una goccia di sangue. (Odio il vero splatter). ;) https://vimeo.com/69155

  • Antonella Russo

    Lo spot e’ stupendo, questo articolo un.pistolotto retorico illegibile
    Vuole provare a riscriverlo cercando di imitare lo stile dello spot?

  • Carmine Murzia

    Più che criticare l’autrice del laudatorio articolo, tale Helga Marsala, ci sarebbe da chiedersi chi di Artribune glielo abbia commissionato (il suo CV, inserito in modo impropriamente pubblicitario, ne documenta l’estraneità al tema e giustifica la banalità delle considerazioni svolte).
    Ai “commentatori” suggerisco la lettura di “Pubblicità canaglia”, Ed. Zelig, da cui traggo un paio di concetti-chiave:
    > mentre la pubblicità originaria aveva come scopo quello di fare sapere a quelli potenzialmente interessati che “ciò che faccio lo faccio bene” e che se lo compreranno ne trarranno vantaggio, adesso il fine è di fare sapere a tutti ciò che faccio e che se lo compreranno si sentiranno meglio…
    > la pubblicità che spinge al ricambio frenetico di oggetti ancora perfettamente funzionanti e funzionali alle esigenze degli utilizzatori è rivolta agli “affluenti eterodiretti”, ossia persone che comprano molto, comprano solo quel che è di moda, che ostentano quel che comprano (in altre e più crude parole, ai beoti manipolati…) e che di solito non sanno né l’inglese né il latino (!). Prigionieri dell’impulso al consumo, sono inoltre refrattari ad ogni messaggio critico che vivono come un attacco alla loro personalità egocentrica e alla loro incapacità di essere connessi con la realtà e non con il mondo favolistico della pubblicità, appunto, “canaglia”.
    Sembra una eccellente descrizione di molti dei commentatori…

    • Marco Ago

      A me sembra l’eccelente descrizione chi si è indignato.

  • Martin Sileno

    ogni prodotto ha il suo target di pubblico. A prescindere della validità dello spot, ma se la pubblicità irrita una fetta cospicua dei potenziali acquirenti e diverte gli altri che non sono minimamente interessati al prodotto, allora abbiamo un problema. il “pur che se ne parli” può andar bene per un nuovo prodotto, ma quando è un marchio storico forse è meglio rimanere sul solco della tradizione.

  • Pingback: Un genio, un fottuto genio | Buseca ن!()

  • Bob Dipa

    ci vorrebbero più meteoriti

  • Emiliano Miraglia

    Bha….. Uno spot fatto con una coppia omosessuale vi indigna e vi fa schifo… ok.. invece vedere un asteroide che distrugge la mamma davanti alla figlia vi diverte!?…. Bho se vi piace questo..

  • Ludovico La Peccerella

    Uno spot di cattivo gusto , con una madre disintegrata da un meteorite , non vedo cosa ci sia di peggio , magari forse stuprata da un buondi’? Non c’e’ limite al peggio.

  • Mah, a me sembra una pubblicità cretina, altro che ironica e intelligente, comunica solo un senso di squallore e di distruzione soprattutto del concetto familiare, ben lungi dall’essere perfetto, mio dio, ma neanche catastrofico-infantile. Ma d’altronde non guardo più da secoli la televisione, espressione del rimbambimento sociale attuale

    • peter

      La famiglia del mulino bianco era più educativa?

  • Angelov

    L’Ora Nona, che corrisponde alle ore 15, non è esattamente l’ora più indicata per gustare un Buondì; siamo in ritardo rispetto all’ora mattutina della Colazione, esattamente di 18 anni dall’opera di Cattelan.
    Come dire che il pensare artistico anticipa la pubblicità di un Buon 18 anni…

  • Anto Johnny

    è una pubblicità GENIALE! <3

  • quando trovi una pubblicità senza nudi se incaz per piccolo asteroid che colpisce la capoccia de mamma forse erra meglio fare colazione dentro cosi evitavi rischi di pioggia meteoritica forse serviva il gazebo

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  • Snake

    “L’ironia e l’intelligenza sono sorelle di sangue”

  • Franco Zanotti

    Le polemiche per questa pubblicità la possono fare solo le persone con seri problemi esistenziale e le persone molto disgiate.

    • Annamaria Arlotta

      Ipse dixit

  • Andrea Bettarini

    Non sono i primi, ricordate la pubblicità del ciocori’ ? https://www.youtube.com/watch?v=u7ES93U3hQ8

  • Flora Paradiso

    Quante storie per una kzz di pubblicità…. poi in qualsiasi film in prima serata si vede violenza e sesso a volontà.

    • Vlad

      e meno male

  • Kermit la Rana

    Io penso che dovremmo scandalizzarci di più davanti alle cose reali che accadono ogni giorno piuttosto che di una stupida pubblicità. Siamo solo dei finti moralisti. Non dico che sia bella. Ma farne una questione nazionale….con tutte le donne che muoiono di femminicidio…..persone negli attentati, persone suicide perche nn hanno lavoro…. sinceramente……al posto dell’asteroide avrebbero dovuto ammazzare la bambina con una merendina gigante dato tutti i conservanti zucchero o fruttosio che contengono….. scandalizziamoci per cose reali gente. Dico solo questo. Mia opinione

    • Annamaria Arlotta

      il benaltrismo non manca mai in questi casi

  • Paolo V.

    Spot per niente originale. La caduta dell’asteroide riprende l’idea di quello della Coca cola di qualche tempo fa… https://www.marketingdirecto.com/marketing-general/publicidad/la-cadena-de-infortunios-que-coca-cola-muestra-en-su-ultimo-anuncio

  • apf3llyy

    a me non fa ridere ma ne colgo lo spirito. il bello è che si grida allo scandalo per pubblicità come questa perchè “oddio le mamme sono sacrsante !!!1!11” ma non a quelle che usano battute (non solo quelle che fanno ridere, proprio battute in generale) che sottintendono la scaltrezza e l’infedeltà o la sottomissione, alla casa e alla famiglia ,della donna.

  • Francesco Gabbrielli
  • Avrei voluto una protesta di questa portata per le svariate pubblicità sessiste. Ma quelle vanno bene, mentre la madre è “sacra ed inviolabile” non solo sessualmente…
    Articolo molto interessante.

  • Alessandro Guarda

    Alla fine “bene o male, purché se ne parli”, direi successo pieno! E le mammine batuffolose di Moige&C non sbattano la porta quando escono.

  • Antonia Deluca

    Uno spot che termina con la morte della mamma lo si ritiene innovativo ed efficace?
    Provate ad immaginare l’effetto che potrebbe suscitare nei bambini…
    Credo che chi ha avuto questa genialata non ha certo studiato psicologia!

    • peter

      No, ha studiato marketing

  • Roberta Mascia

    Ottimo articolo

  • Vedran

    Era ora che facessero una pub ironica. Basta con i capelli lisci , i cicli che durano 365 giorni ,il pannolino che trattiene galloni di liquido Fatevi 4 risate

  • marco vedani

    Credo che si un spot efficace , Si ricorda lo slogan
    Con la crescita del diabete anche in età giovane è un messaggio opportuno ?
    La prevenzione delle malattie cardiovascolari i medici ci raccomandano di limitare lo zucchero e i grassi saturi

  • Pingback: Un asteroide ci seppellirà | Notiziole di .mau.()

  • Annamaria Arlotta

    Ultimamente una persona tra i commentatori mi ha invitato ad impiccarmi. Un hater. Mi domando perché esprimere la propria opinione provoca tanto odio. Faccio qualcosa di male a qualcuno? Boh. Non fa molto piacere sentirsi dire di uccidersi, insomma…per fortuna sono “di coccio” come dicono a Roma, quindi faccio qualche considerazione finale, sperando di non imbattermi più in persone così infelici e piene di rancore.
    1) Molte persone che difendono questo spot parlano di operazione dissacrante nei confronti delle pubblicità che mostrano le famiglie felici e stereotipate. Bene, allora adesso che abbiamo distrutto la mamma, nei prossimi spot passeremo alla fase “sintesi” dell’assioma hegeliano tesi-antitesi-sintesi, e faremo vedere, come accade all’estero da tanti anni, donne nella loro bella normalità. Speriamo! 2) Quelli che difendono lo spot accusano gli altri di mancanza di senso dell’umorismo, anche se non conoscendo le persone non possono saperlo . Quelli che lo criticano se la prendono con la ditta e non accusano gli altri di niente. 3) Se al posto della bambina ci fosse un bambino lo spot funzionerebbe? Secondo me no, la colazione leggera, cioè
    l’attenzione alla linea, è un continuo messaggio per le donne, il cui valore principale, secondo la pubblicità, è l’aspetto fisico, così le industrie dietetiche, cosmetiche e mediche ( chirurgia plastica) fanno soldi a palate.

  • peter

    dovrebbero farne un’altra supermielosa esattamente come piacerebbe alle “mamme pancine” ma che abbia quel sottile messaggio di presa per il culo per le sopracitate

  • pietro gallo

    Tutto sto sproloquiare in duemila righe di inutile difesa dello spot.
    Lo spot non piace è una cagata pazzesca (come direbbe qualcuno se fosse ancora tra noi).
    Se ne faccia una ragione Lei e chi ha programmato lo spot, fosse pure l’unica grande e riconosciuta agenzia mondiale pubblicitaria.
    Se ha smosso centinaia di migliaia di commenti negativi non è certo perchè la pubblicità ha colpito dove voleva ma semplicemente perchè hanno toppato . Punto.

  • Pingback: Buondì e lo spot dell’asteroide: perché è un #EpicWin dentro e fuori Facebook | Tech Economy()

  • Lucrezio Arcibaldi

    Sono le associazioni di mamme cattoliche che rompono il cazzo per questa genialata, perché i cattolici sono tutti contro il divertimento

  • Claudio Pizzato

    Aprite le menti

  • MTP
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