Morta a 39 anni l’artista Chiara Fumai. Tragedia per l’arte italiana

I funerali si terranno il 17 agosto alle 17 nella Chiesa del Sacro Cuore di Bari. Una tragedia per l’arte contemporanea italiana che perde una delle artiste emergenti più interessanti e promettenti.

Chiara Fumai, Harry Houdini reads Valerie Solanas, 2013 - Apalazzogallery, Brescia - Miart 2015
Chiara Fumai, Harry Houdini reads Valerie Solanas, 2013 - Apalazzogallery, Brescia - Miart 2015

Quando se ne va una ragazza di 39 anni, le lacrime non sono mai abbastanza. Quando poi a lasciarci è una giovane e bravissima artista il dolore e la perdita diventano incommensurabili. Quanto poteva dare ancora Chiara Fumai, scomparsa a Bari il 16 agosto, in questa caldissima estate italiana, tutto il mondo dell’arte lo sa, lo immagina. Ad annunciare la morte prematura di Chiara, con un laconico messaggio su facebook, il giornalista e critico d’arte de La Gazzetta del Mezzogiorno Pietro Marino, che seguiva la Fumai da tanti anni e che aveva ricevuto la notizia dalla mamma dell’artista.

CHI ERA CHIARA FUMAI

Nata a Roma nel 1978, la Fumai ha avuto fin da subito una carriera promettente, fulminante. Si è laureata in architettura al Politecnico di Milano e frequentato il Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti. La Fumai ha messo al centro della sua pratica, che prediligeva l’utilizzo della performance – combinata con metodi di decostruzione, freak show, metafisica, travestitismo, djset -, il ruolo della donna, analizzato in maniera anarco – femminista, anche in relazione al sistema dell’arte.

UNA CARRIERA FULMINANTE

Nel 2013 aveva infatti sbaragliato tutti i concorrenti del Premio Furla, con un’azione in cui rileggeva un famoso testo di Valerie Solanas, requisitoria contro un sistema dell’arte – ma solo dell’arte? – ancora tremendamente fallocentrico, che ci aveva raccontato in una video intervista. “L’energia dell’artista” aveva commentato la giuria che l’aveva premiata, “lo straordinario impegno che emerge nel suo lavoro, la scelta di temi di stretta attualità, al centro sia della riflessione artistica contemporanea che della società del nostro tempo, come il femminismo, il discorso performativo e l’attivismo. Il lavoro di ricerca e la convinzione profonda con cui affronta queste tematiche, trovando le proprie radici nel primo femminismo e nella performance concettuale ma al tempo stesso reinventandole in una prospettiva di continuità. È la capacità di stabilire una dialettica del confronto che ha portato la giuria a premiare questa artista”. Una carriera in ascesa, la sua, che aveva anche visto la Fumai partecipare a dOCUMENTA (13) a Kassel nel 2012, invitata da Carolyn Christov- Bakargiev, e da istituzioni come il MAXXI di Roma, la Fondazione Bevilacqua La Masa, il Jeu de Paume di Parigi. Nel 2016 aveva ottenuto un riconoscimento nell’ambito del Premio Vaf al Macro di Roma, mentre nel 2017 aveva vinto il Premio New York. Finché qualcosa non ha più funzionato e Chiara, che soffriva da tempo di depressione, ha concluso la sua vita. Ed ora resta solo il cordoglio degli amici e dei sostenitori sconvolti e ancora increduli per la scomparsa di una stella.

I MESSAGGI DEGLI AMICI SU FACEBOOK

Numerosi i messaggi di amici e ammiratori su Facebook, dal gallerista torinese Guido Costa che scrive: “Non ho parole per dire quanto ci mancherai. Ciao Chiara” alla giornalista e critica d’arte Antonella Marino: “Incubi tutta la notte. Volevo bene a Chiara, l’ho seguita fin dagli inizi. C’ eravamo viste prima che partissi, il mio rientro e’ stato brutale. Senza retorica, era davvero un’ artista unica. Più che triste, sono incazzata..”. Ma ovunque appaiono anche dei semplici “Ti voglio bene”“sono sconvolto” e foto, sopratutto foto, che la ricordano bella e carismatica, come Chiara era.

LE CAUSE DELLA MORTE

Intanto, dopo alcuni giorni di illazioni, si iniziano a chiarire le cause della morte della Fumai, il cui cadavere è stato ritrovato all’interno della galleria Doppelgaenger nel cuore di Bari Vecchia. La Fumai era ospite da qualche giorno della gallerista Antonella Spano, sua intima amica, e del suo socio Michele Spinelli. È la stessa Spano a fare un po’ di chiarezza sulla morte dell’artista, dopo la diffusione della notizia di una morte per overdose di farmaci in seguito ad una lunga depressione. Stanno alle dichiarazioni della gallerista, la Fumai ha scelto di porre fine alla sua giovane vita impiccandosi mentre si trovava da sola negli spazi della galleria.

 

 

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