A Milano il cantiere del Teatro Lirico “Giorgio Gaber” diventa spazio per eventi

A cura della Fondazione Gianfranco Dioguardi, il restauro del Teatro Lirico “Giorgio Gaber” sta diventando l’occasione per trasformare un cantiere in un momento di conoscenza dedicato alla città.

Installazione di Vincenzo D’Alba, foto di Lorenzo Bacci
Installazione di Vincenzo D’Alba, foto di Lorenzo Bacci

Nel cuore di Milano, tra la Torre Velasca e il Duomo, si trova lo storico Teatro Lirico, costruito nel 1879 come succursale della Scala. Dalla sua inaugurazione ad oggi l’edificio è passato attraverso crisi e incendi ed è stato oggetto di un importante restauro in epoca fascista. Intitolato a Giorgio Gaber nel 2003, dopo un lungo periodo in disuso torna ad essere al centro del dibattito culturale grazie al progetto “cantiere-evento”. Promosso in collaborazione con l’Impresa Garibaldi, il Comune di Milano, A.A.M. Architettura Arte Moderna e il Gruppo edilportale.com, il cantiere è diventato sede di una serie di attività dedicate alle scuole e alle associazioni. Si tratta di “una diversa concezione dei cantieri edili”, racconta ad Artribune l’ideatore Gianfranco Dioguardi, “il cui obiettivo è rendere questo un luogo aperto alla collettività”.

GLI EVENTI, DAL DEBUTTO DURANTE LA SETTIMANA DELLA MODA

Il progetto ha debuttato lo scorso 23 settembre in occasione della settimana della moda, con una sfilata dello stilista Antonio Marras. L’evento ha animato gli spazi dell’inattivo Teatro Lirico di Milano, comunicando all’esterno, sulla schermatura dei ponteggi, grazie all’opera grafica realizzata dall’artista e designer Vincenzo D’Alba. Sono previste iniziative d’arte, musica, teatro, danza e cinema fino alla conclusione dei lavori. La divulgazione del progetto attraverso gli incontri “extra-cantiere”, concordati con il Comune, permetterà di renderlo non un caso unico, bensì l’inizio di una serie di fortunate esportazioni del prototipo nelle periferie di Milano. Sono previsti inoltre appuntamenti fissi il venerdì e il sabato mattina dedicati a scuole, università e accademie, oltre ad una serie di mostre all’interno del Teatro.

PAROLA AI CURATORI

A partire dal Teatro Lirico di Milano”, racconta Francesco Maggiore, co-curatore e presidente della Fondazione, “si intende elaborare un vasto programma per la rigenerazione delle aree urbane degradate. Stimolando una nuova partecipazione consapevole dei cittadini, vogliamo instaurare l’antica dignità di «quartieri» per la diffusione di una cultura urbana tale da valorizzare le periferie come luoghi tipici per un nuovo sviluppo qualitativo delle città”. Cantieri come luoghi “extra-ordinari“, che rappresentano un rinnovamento e, spesso, una rinascita. “Diventa, dunque, necessario invertire la tendenza isolatrice che li contraddistingue per renderli fruibili alla comunità durante la fase esecutiva dei lavori”, sottolinea il curatore Francesco Moschiniriportandoli alla loro funzione attiva e spettacolare, così come è avvenuto spesso nella storia dell’architettura. Attraverso questa operazione è possibile intervenire contro l’esclusione sociale, recuperando un rapporto dialettico tra attività edilizia e vita quotidiana nei quartieri e rompendo l’estraneità tra cittadinanza e addetti ai lavori. Il cantiere deve porsi come luogo della rinascita dello spazio urbano e come luogo di riappropriazione delle relazioni tra progettisti, committenza, imprese, enti pubblici e cittadinanza”.

– Bianca Felicori

www.fondazionedioguardi.it

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Bianca Felicori
Bianca Felicori è architetto junior e studentessa del corso di Laurea Magistrale in Architettura e Disegno Urbano presso il Politecnico di Milano. Inizia il suo percorso nella redazione di Domus insieme all’ex direttore Nicola Di Battista, correlatore della sua tesi di laurea triennale “L’occhio dell’arte in Domus” dedicata al rapporto tra la disciplina artistica e quella architettonica, con il contributo di Mimmo Paladino. Dopo l’esperienza all’interno della redazione, partecipa attivamente agli eventi dedicati all’architettura in Italia - Salone Internazionale del Mobile e Biennale di Venezia. Nata a Bologna e residente a Milano, è oggi redattrice di Artribune e si occupa di architettura e arti visive.