Giornale notturno. Jan Fabre a teatro

Jan Fabre è sbarcato alla Triennale di Milano con uno spettacolo teatrale che ripercorre la sua esistenza. Fra ironia e sagacia.

Jan Fabre, The Night Writer. Giornale notturno © La Triennale di Milano - photo Gianluca Di Ioia
Jan Fabre, The Night Writer. Giornale notturno © La Triennale di Milano - photo Gianluca Di Ioia

Un lento flusso di pensieri sul senso della vita, sulla morte, sulla famiglia, sul sesso, sul passato, sull’arte, su piccoli deliri di onnipotenza, su tutti gli elementi che possono comporre il puzzle dell’animo stravagante e sfrontato di uno degli artisti più influenti del nostro tempo: con la prima assoluta di The Night Writer. Giornale notturno, Jan Fabre (Anversa, 1958) ha inaugurato il festival FOG, in programma fino a giugno alla Triennale Teatro di Milano.

LA STORIA DI JAN FABRE

Preceduto dalla sua smisurata fama di genio provocatore, questa volta Jan Fabre fa un passo indietro in questo senso: nessun gatto lanciato al cielo e nessun corpo nudo cosparso di bistecche, bensì un attore seduto alla scrivania che recita in italiano passi tratti dalle sue opere più importanti (Io sono sangue, L’angelo della morte, Drugs kept me alive, per citarne alcune) oltre che dalle pagine dei suoi diari personali, raccolti nei due volumi di The Night Writer. Giornale notturno. Su un palcoscenico cosparso di sale e alla luce fioca di una lampada da tavolo, l’attore Lino Musella interpreta quarant’anni di riflessioni dell’artista belga stese su carta “Con una biro Bic blu se vere, con una Bic rossa se false”, dando voce e corpo a un personaggio straordinario e stravagante che condivide in ordine sparso pensieri dei propri vent’anni, pieni di ambizione e determinazione, altri per raccontare i suoi primi successi, ovvero quando vendeva le proprie opere a importanti collezionisti conquistandoli, a suo dire, con la storia del suo pacchetto di sigarette belga disegnato da Magritte; infine quelli della maturità, dai quali riguarda al passato con qualche goccia di autoironia e lo stesso persistente sentimento di onnipotenza divina.

Jan Fabre, The Night Writer. Giornale notturno © La Triennale di Milano - photo Gianluca Di Ioia
Jan Fabre, The Night Writer. Giornale notturno © La Triennale di Milano – photo Gianluca Di Ioia

BIOGRAFIA E SPETTACOLO

Decisamente delicato e divertente l’equilibrio con il quale Jan Fabre riesce contemporaneamente a esporsi con sincerità a un pubblico incredibilmente attento e curioso e a farsi gioco di tutti, dimostrando con sagace autoironia la propria divina capacità di fare arte su più livelli con disumana immediatezza di idee, sempre giuste e sempre andate a segno, sempre giunte a destinazione nel cuore affabile dei fan.
The Night Writer. Giornale notturno è il biglietto da visita di un artista che sta scrivendo la storia e che ne è al corrente: trasuda potenza, megalomania, profondità, passione, bellezza, semplicità, desiderio di stravolgere le cose, di essere ricordati, di donare la luce e talvolta riceverne un poco. Senza molto aggiungere a questa biografia succosa e affascinante, lo spettacolo è un’occasione preziosa di sedersi a un tavolo e farsi due chiacchiere con un pilastro dell’universo Arte, meglio se con una sigaretta e un goccetto di vodka.

Giada Vailati

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Giada Vailati
Classe 1994, studia danza dall’età di nove anni, terminati gli studi classici frequenta l’accademia Dancehaus di Susanna Beltrami, diplomandosi in danza contemporanea e teatro. Nel 2018 viene selezionata per un master in danza contemporanea e somatic approach presso La Biennale di Venezia, lavorando con la coreografa Marie Chouinard e partecipando ad un suo spettacolo di repertorio. Lavora come danzatrice e performer con diverse compagnie italiane ed internazionali fra cui l’israeliana Public Movement, è membro fondatore di Cult of Magic, collettivo di artisti che opera nell’ambito musicale e performativo e collabora come critica di danza e di teatro per 1977magazine e per Artribune.

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