Arbo, il nuovo disco jazz di Igor Legari con la cover d’artista

È disegnata dall’artista (86enne!) Giulia Napoleone la cover del nuovo disco del contrabbassista jazz Igor Legari, accompagnato da Marco Colonna ed Ermanno Baron

Arbo è il titolo del nuovo disco del contrabbassista Igor Legari, in trio con Marco Colonna ai fiati ed Ermanno Baron alla batteria, prodotto da Folderol Records, e vuol dire “albero”. Un lavoro che prende spunto dall’Esperanto, fantasioso “pan-idioma” inventato da un erudito utopista per contrastare le barriere linguistiche. Nove tracce per un concept album sognante e dissonante, inquietante e mai, in fondo, rassicurante, neanche nei suoi tratti melodici. Una sorta di racconto fantastico di un mondo caotico che sembra proprio il nostro, fatto di culture ancestrali che si intrecciano con la modernità.

Igor Legari

Igor Legari

LE TRACCE DEL CONCEPT ALBUM ARBO DI IGOR LEGARI

Questo “albero” intreccia i suoi rami in spunti simbolici: da Ocelot, felino del Centro America, nasce un pezzo che ricorda con suoni andini e misteriosi l’incedere dell’ocelote, “il cacciatore solitario”. Poi c’è Malachi, dedicata a Malachi Favors Maghostut, bassista dell’Art Ensemble Of Chicago. In questo disco si viaggia da Roca, località di mare salentina, a Ultima Thule, isola favolosa e nome di un corpo celeste dell’estrema galassia, e in questa transoceanica musicale è stata coinvolta anche l’artista Giulia Napoleone (Pescara, 1936), che ha scelto di dedicare al musicista un’opera inedita per la cover del disco.

Igor Legari, Arbo. Cover di Giulia Napoleone

Igor Legari, Arbo. Cover di Giulia Napoleone

LA COVER DI GIULIA NAPOLEONE

Giulia Napoleone, artista 86enne cresciuta a pane, arte e Pescara Jazz Festival, ha scoperto questo contrabbassista e vi ha intravisto una comunione di intenti. “Sono da sempre appassionata di tutta la musica, in particolare del jazz. Mi ricordo che in giro per la mia città, Pescara, c’era tantissima musica; frequentavo anche un locale all’aperto che si chiamava il Floridia, dove sono passati tutti i più grandi. Quando ero molto piccola, mi regalarono un abbonamento a ‘Musica Jazz’ (rivista a cui sono tutt’ora abbonata!) che mi servì molto perché ascoltavo sempre i dischi in allegato. Sin da giovane, avevo deciso che nella vita avrei fatto la pittrice. Tuttavia, provai anche a suonare qualche strumento ma non ero così portata”.
Napoleone ha dipinto per la copertina del disco di Legari un acquerello su carta intitolato appunto Arbo, dai colori magnetici e cangianti, che potrebbe ricordare un corpo celeste misterioso e attraente, o un cielo stellato visto da un planetario.

Igor Legari, Arbo

Igor Legari, Arbo

L’INCONTRO TRA LEGARI E NAPOLEONE

La musica di Igor Legari mi è piaciuta molto, sin dal primo ascolto”, continua l’artista. “Ha un ritmo che coincide con il mio. Ho avuto anche l’occasione di ascoltare recentemente il progetto ‘Arbo dal vivo, a Roma, ed è stato difficile resistere. Per me, l’ascolto della musica è anche una questione fisica, di sensibilità e attrazione”. Attrazione “fatale” che ha coinvolto anche il leader di questo trio, Igor Legari: “Ho incontrato Giulia lo scorso aprile nella sua casa-studio nella Tuscia Viterbese. Aveva ascoltato la nostra musica e ne aveva tratto ispirazione per quest’opera misteriosa ed emozionante”.  “Ascoltarla parlare del suo lavoro”, racconta ancora Legari, “camminando tra le opere stipate nel suo studio che si aprivano come portali verso un’altra realtà, mi ha riempito di forza e di meraviglia. La grande passione per il jazz, lo stupore e l’incanto per l’immensità del cielo stellato mi hanno subito fatto sentire un legame profondo con lei”.
Perdita delle prospettive per sassofoni, clarinetti e flauto. Un tappeto d’atmosfera e ostinati inquietanti per il contrabbasso. Il caos creativo per la batteria. Un trio che riempie di suoni in crescendo e poi lascia cadere i silenzi, altalenando le emozioni che caratterizzano ogni “avventura”. Il disco, come l’arte di Giulia Napoleone, lascia aperte molte porte, per viaggi sempre diversi a ogni ascolto.

Sara Bonfili

https://folderol.it/

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Sara Bonfili

Sara Bonfili

Sara Bonfili è giornalista pubblicista e PhD in “Filologia e interpretazione del testi letterari e loro tradizioni culturali” all’Università di Macerata, dove è cultore della materia. Lavora come freelance, dedicandosi a temi culturali sul suo blog Travelkeller. È stata addetto…

Scopri di più