Avvertimenti in salsa cyberpunk nel film di Agata Alexander

A che punto siamo con la dipendenza dalla tecnologia? Il film “Warning” riflette su un tema attualissimo con un pizzico di ironia

Sei storie si sfiorano per poi dissolversi l’una nell’altra come onde nel mare. Quella di David, manutentore di satelliti spaziali, fa da cornice a tutte le altre, dettando la linea temporale e acquisendo man mano il punto di vista di un narratore onnisciente. A essa si aggiungono, uno dopo l’altro, gli episodi di Charlie, un automa ormai obsoleto che non riesce a trovare un nuovo impiego, di Claire, completamente dipendente dall’app Dio 2.0, dei passionali Ben e Anna, dei romantici Nina e Liam e della sfortunata baby squillo Magda.
Vincitore del Premio Méliès d’Argent al Trieste Science + Fiction Festival 2021, Warning è il primo lungometraggio della giovane regista di videoclip Agata Alexander, che presenta al pubblico un’antologia cyberpunk da manuale, composta da narrazioni lievemente interconnesse e sequenziali.

IL FILM WARNING DI AGATA ALEXANDER

Sebbene non tutte ugualmente efficaci, le brevi storie di Warning sono, come indica il titolo, “avvertimenti” di un pericolo imminente, ammonimenti senza facili moralismi, che mostrano, con lucida ironia e humour, le possibili derive di un presente caratterizzato dalla dolorosa perdita di contatto con il proprio sé. Consumismo sfrenato, assenza di empatia, di etica, deresponsabilizzazione, delega morale, sono solo alcuni degli aspetti più preoccupanti di una realtà gradualmente sempre più “supportata” da una tecnologia progettata per catturare l’attenzione, ingaggiare una dipendenza e guidare il soggetto nelle sue scelte, anche quelle più intime, violandone l’identità, confondendola per poi disperderla. Attraverso immagini semplici ed efficaci, la regista americana affronta quesiti esistenziali e riflessioni filosofiche sul nostro presente e sulle sue possibili (e tragiche) evoluzioni, descrive un’umanità sempre meno consapevole e anestetizzata, costruendo un mosaico narrativo profondo, divertente e leggero, in cui solitudini e incertezze individuali si inseriscono in una dimensione corale che converge in un inatteso, apocalittico, finale.

– Giulia Pezzoli

CANADA – POLONIA – USA, 2021
REGIA: Agata Alexander
GENERE: fantascienza
SCENEGGIATURA: Agata Alexander, Jason Kaye, Rob Michaelson
CAST: Alex Pettyfer, Alice Eve, Annabel Mullion, Annabelle Wallis, Benedict Samuel, Cybill Lui
DURATA: 85′

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #67

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Giulia Pezzoli

Giulia Pezzoli

Giulia Pezzoli (Bologna 1978) si occupa di arte contemporanea dal 2003. Ha lavorato per la Fondazione Querini Stampalia di Venezia, per la 50esima Biennale d'Arte di Venezia, per il Centro d'Arte Contemporanea di Villa Manin e per il MAMbo di…

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