L’obbligo delle mascherine sta dando il colpo di grazia ai cinema italiani

Puoi stare due ore al ristorante senza mascherina vociando e mangiando in una sala piena. Ma devi metterti la mascherina per stare due ore in una sala semivuota e in religioso silenzio

Una sala cinematografica vuota
Una sala cinematografica vuota

Dal primo giorno di maggio 2022 il nostro rapporto con la mascherina, strumento che è stato cruciale per mitigare gli effetti della pandemia nell’ultimo biennio, ha subito un’evoluzione. Anche se ormai ci pare bizzarro e ci restituisce quella sensazione imbarazzante di essere nudi in pubblico, possiamo non coprire naso e bocca quando entriamo in un negozio o quando, seduti in pizzeria, ci spostiamo verso la toilette per lavarci le mani. Addirittura quando entriamo a vedere una mostra, la mascherina è solo “fortemente raccomandata” ma non obbligatoria.

OBBLIGO DI MASCHERINA IN CINEMA E TEATRI

Nella nostra vita di tutti i giorni l’obbligo dunque permane nei mezzi di trasporto, al teatro, al cinema. Il senso epidemiologico di tutto questo è tutto da comprendere. Probabilmente per lunghi viaggi di ore e ore in treni o pullman affollati la mascherina ha una sua logica (ce l’ha a dire il vero a prescindere dall’epidemia di turno in circolo). Per quanto riguarda invece gli spettacoli al chiuso si fa fatica a comprendere il motivo di quello che appare come un accanimento: se è consentito stare due ore al ristorante vociando, urlando, parlandosi addosso ad alta voce e mangiando in piccole sale gremite senza mascherina, come mai non è possibile evitare la protezione in grandi sale quasi sempre semivuote dove si sta a debita distanza e in religioso silenzio? Ovviamente tutto questo ha delle conseguenze lancinanti su come l’intrattenimento cinematografico e teatrale viene percepito dal pubblico dei cittadini del post pandemia. Chi ha voglia di andarsi a svagare standosene mascherati in piena primavera quando fuori dalla sala le mascherine sia avviano ad essere un ricordo?

Artecinema 2020, ph Francesco Squeglia
Artecinema 2020, ph Francesco Squaglia

LA DEBACLE DEI CINEMA E IL CROLLO DEGLI SPETTATORI

E se i teatri bene o male tengono botta perché hanno uno zoccolo duro di pubblico affezionato e perché l’esperienza live che offrono non è facilmente replicabile su altri media, i cinema subiscono una serrata concorrenza (più o meno leale) da parte delle piattaforme, dell’on demand, di YouTube, e quant’altro sia a disposizione di ciascuno in ogni casa, su ogni tablet, su ogni smart tv da accendere in salotto, ovviamente senza obblighi di sorta e con un esborso economico contenutissimo. Risultato? Mentre in tutta Europa le presenze al cinema stanno rimbalzando con considerevoli crescite double digit rispetto allo scorso anno, l’Italia ha il segno meno. Non segno meno sul 2019 beninteso, segno meno sul 2021! Una débacle che – al netto di incentivi, da coprirsi coi soldi dei contribuenti sottratti ad altri investimenti sociali – rischia di accompagnare alla chiusura tutte le sale. Lo dicono i numeri: in Italia siamo oggi ad un -60% sul pre-pandemia, nel resto d’Europa il calo c’è ma si ferma al -30%, in questa differenza abissale passa la vita e la morte di centinaia di imprese culturali.

ELIMINARE SUBITO L’OBBLIGO DI MASCHERINA AL CINEMA

Occorre un provvedimento immediato per la cancellazione del’obbligo di mascherina al cinema (e al teatro!). Immediato perché l’estate si avvicina e tamponare a metà giugno – come i decreti del Ministro della Salute Speranza prevedono – significa chiudere il recinto quando i buoi sono già tutti fuggiti. Occorre inoltre una seria pianificazione per l’estate, che sia un’estate all’insegna dei cinema serali all’aperto, che sia un’estate capace di ricostruire il rapporto tra cinema e pubblico.
Viceversa il Governo dichiari in maniera trasparente l’eutanasia di un intero settore. “Perfino nelle discoteche si può ballare senza mascherine dallo scorso 1 aprile, questa è una condanna incomprensibile del nostro settore” urla in una lettera aperta il presidente dell’Anec (l’associazione degli esercenti cinematografici) Mario Lorini.

– Massimiliano Tonelli

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Massimiliano Tonelli
È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena. Dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web Exibart. Direttore editoriale del Gambero Rosso dal 2012 al 2021. Ha moderato e preso parte come relatore a numerosi convegni e seminari; ha tenuto docenze presso centri di formazione superiore tra i quali l’Istituto Europeo di Design, l'Università di Tor Vergata, l'Università Luiss, l’Università La Sapienza di Roma ed è professore a contratto allo IULM di Milano. Ha collaborato con numerose testate tra cui Radio24-Il Sole24 Ore, Time Out, Formiche. Suoi testi sono apparsi in diversi cataloghi d’arte contemporanea e saggi di urbanistica e territorio. È stato giurato in svariati concorsi di arte, architettura, design. Attualmente dirige i contenuti di Artribune.