Lucca osé: apre la mostra Brass mon amour dedicata al regista Tinto Brass

In una manifestazione che ha come tema centrale l’amore non poteva mancare un progetto dedicato al cinema erotico di un maestro italiano.

Anna Ammirati in Monella, Crediti Gianfanco Salis, Archivio Tinto Brass
Anna Ammirati in Monella, Crediti Gianfanco Salis, Archivio Tinto Brass

Dal 21 maggio al 12 giugno 2022 il discusso regista italiano Tinto Brass, all’anagrafe Giovanni, sarà protagonista della mostra Brass mon amour a Villa Bottini, durante il Photolux di Lucca. Tinto Brass (Milano, 26 marzo 1933) è un’icona della cultura italiana, ma per il carattere erotico delle sue pellicole il suo cinema è stato spesso ritenuto di serie B. Nata da un’idea di Fabio Macaluso, a cura di Caterina Varzi, Enrico Stefanelli, Chiara Ruberti, Francesco Colombelli, Rica Cerbarano, l’esposizione a Lucca si snoda attraverso 120 fotografie e documenti inediti – come sceneggiature, bozzetti di scenografie e costumi, polaroid dei provini, manifesti, lettere – eccezionalmente desunti dall’archivio privato di Brass. Un percorso che porta il visitatore a contatto con gli aspetti più curiosi dei suoi lavori, ma anche a scoprire il rapporto con gli attori e ricordi della vita privata.

BRASS MON AMOUR: LA MOSTRA DI TINTO BRASS A LUCCA

Si parte dai primi film. Ad esempio, da Chi lavora è perduto (1963) – una delle sue prime prove in cui peraltro è presente una curiosa scena ambientata a Venezia, in un museo dove il protagonista cerca di flirtare con la modella di un artista – fino ad Action (1980), lavoro che rappresenta uno spartiacque, chiudendo gli anni Settanta in preparazione della svolta stilistica rappresentata da La chiave. Brass è ritratto con alcuni dei suoi attori preferiti: Alberto Sordi, Jean Louis Trintignant, Ewa Aulin, Anita Sanders, Tina Aumont, Gigi Proietti, Vanessa Redgrave, Franco Nero. Un focus sarà poi dedicato al “tempo della liberazione dei sensi”, da La chiave (1983) a Hotel Courbet (2009). Ci sono poi gli scatti del fotografo di scena Gianfranco Salis, che ha affiancato Brass per più di 40 anni. Altri film più recenti? Paprika (1991), Monella (1998), Tra(sgre)dire (2000), Senso ’45 (2002), Fallo! (2003), Monamour (2005). Una sezione della rassegna sarà accessibile solo ai maggiorenni, in quanto dedicata alle immagini più licenziose e disinibite. Verrà anche proiettato il film Istintobrass di Massimiliano Zanin, che Photolux Festival pone a testimonianza dell’esperienza registica di Brass. Maturata nel solco di Roberto Rossellini e Joris Ivens – regista olandese di film d’avanguardia come Il Ponte, 1928 e La pioggia, 1929 -, informata dalla spensieratezza e dal gioco della Nouvelle Vague francese, caratterizzata da accostamenti narrativi intessuti per associazioni di immagini. Inoltre, in questa occasione, sarà presentata l’autobiografia del regista scritta insieme a Caterina Varzi,Tinto Brass. Una passione libera (2021) e pubblicata da Marsilio Editore.

Tinto Brass sul set di Snack Bar Budapest, ph. Gianfranco Salis © Archivio Tinto Brass
Tinto Brass sul set di Snack Bar Budapest, ph. Gianfranco Salis © Archivio Tinto Brass

LA MOSTRA DI TINTO BRASS AL PHOLUX FESTIVAL DI LUCCA

La mostra si inserisce nel programma della nuova edizione di Photolux Festival – Biennale Internazionale di Fotografia di Lucca – dal titolo evocativo You can call it Love. Il festival, che si avvale di un comitato di direzione artistica composto da Rica Cerbarano, Francesco Colombelli, Chiara Ruberti ed Enrico Stefanelli, presenta oltre 20 esposizioni diffuse in città. Ad arricchire la manifestazione ci saranno anche una serie d’iniziative collaterali: conferenze, workshop, letture portfolio, incontri con i protagonisti della fotografia internazionale. Il comitato di direzione artistica del festival dichiara: Se i tabù legati all’eros e alla sua rappresentazione sembrano oggi finalmente superati, perché la filmografia di Tinto Brass continua a rappresentare un’insidiosa anomalia nel panorama del cinema italiano?”

-Giorgia Basili

Brass mon amour
Lucca, Villa Bottini (via Elisa 9)
21 maggio – 12 giugno 2022

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.