L’estetica della serie tv Euphoria ha fatto la storia
Neon, glitter e atmosfere, la serie che ha ispirato design e lo stile contemporaneo. L’eredità di un prodotto televisivo giunto al termine
Quando Euphoria, serie creata da Sam Levinson, debutta nel 2019, non si limita a raccontare l’adolescenza contemporanea: la trasforma in un codice visivo riconoscibile e immediatamente influente. Oltre alla narrazione intensa e spesso esplicita, è soprattutto il suo impianto estetico a imporsi come riferimento culturale. Una combinazione di luce, colore e texture che ha ridefinito il modo in cui la televisione costruisce l’immagine. Ora che la terza e ultima stagione – disponibile su Sky e NOW ed HBO Max – si è conclusa, è possibile osservare con maggiore chiarezza l’impatto della serie su moda, beauty e interior design contemporaneo, dove l’estetica di Euphoria è diventata un vero linguaggio visivo replicato e reinterpretato.
Zendaya e Rue: il centro emotivo dell’universo visivo di “Euphoria”
Al centro della serie troviamo Zendaya nei panni di Rue, adolescente fragile e complessa, che incarna la tensione emotiva dell’intera narrazione. Tuttavia, l’impatto di Euphoria non si esaurisce nei personaggi: è l’intero universo visivo a costruire significato. Trucco, fotografia, costumi e scenografie lavorano come un sistema integrato, dove ogni elemento cromatico diventa una traduzione visiva di stati psicologici, desideri e conflitti interiori. L’estetica non è decorazione, ma struttura narrativa.
Il make-up come linguaggio emotivo: l’impatto di Donni Davy
Uno degli elementi più iconici della serie è il make-up, firmato dalla make-up artist Donni Davy, che ha trasformato glitter, strass e eyeliner grafici in un vero linguaggio espressivo. I look dei personaggi non sono mai casuali: colori saturi, texture iridescenti, applicazioni luminose sotto gli occhi, contrasti cromatici estremi, diventano strumenti narrativi che riflettono lo stato psicologico dei personaggi. Questo approccio ha avuto un impatto diretto sul settore beauty contemporaneo, influenzando tendenze make-up editoriali e social, ma anche un’estetica più ampia basata su luce riflessa, superfici brillanti e materiali cangianti, oggi sempre più presenti anche nel design d’interni contemporaneo.

La fotografia di Marcell Rév: neon e saturazione cromatica
Il linguaggio visivo di Euphoria è completato dalla fotografia di Marcell Rév, che costruisce un universo fatto di luci artificiali e atmosfere sospese. Neon blu, viola intensi, rossi saturi e verdi acidi trasformano ambienti quotidiani – camere da letto, corridoi, feste domestiche – in spazi quasi surreali. La regia alterna movimenti fluidi e profondità di campo selettive, generando un equilibrio tra intimità e spettacolarizzazione. Dal punto di vista del design degli interni, questo approccio suggerisce una direzione chiara:l’uso della luce colorata come elemento architettonico. Superfici lucide, specchi e materiali riflettenti diventano strumenti per costruire ambienti dinamici, emotivi e immersivi.

Heidi Bivens e i costumi come estensione dello spazio
Anche i costumi, curati daHeidi Bivens, contribuiscono alla costruzione dell’identità visiva della serie. Ogni personaggio è definito attraverso un sistema coerente di materiali, trasparenze e stratificazioni. Maddy: linee strutturate e tessuti lucidi. Cassie: materiali leggeri e silhouette morbide. Jules: stratificazioni fluide e sperimentali.L’abbigliamento diventa così una forma di dialogo con lo spazio circostante, dove moda e scenografia condividono la stessa grammatica estetica.
Un’estetica immersiva tra moda, luce e identità visiva
Il fascino di Euphoria non risiede solo nell’impatto visivo, ma nella sua capacità di costruire un sistema coerente in cui trucco, moda, fotografia e scenografia dialogano costantemente. Piccoli elementi – come un neon colorato, un tessuto glitterato o una superficie riflettente – diventano dispositivi narrativi capaci di trasformare lo spazio in esperienza. In questo senso, la serie non propone solo un’estetica riconoscibile, ma un vero modello di design emozionale contemporaneo, in cui ogni elemento visivo contribuisce alla costruzione di significato.
Da dove provengono alcune delle sue influenze culturali e iconografiche
Un ulteriore elemento utile per comprendere la costruzione dell’immaginario visivo di Euphoria riguarda il dibattito sulle sue influenze estetiche. Negli ultimi anni diversi critici hanno evidenziato la vicinanza tra alcune soluzioni visive della serie e il lavoro della fotografa canadese Petra Collins, autrice che già prima del debutto dello show aveva sviluppato un linguaggio fatto di tonalità pastello, atmosfere sospese, rappresentazioni intime dell’adolescenza e una particolare attenzione alla soggettività femminile. Più che ridurre l’identità visiva della serie a una singola fonte, questo confronto aiuta a collocare Euphoria all’interno di un più ampio panorama culturale e iconografico che ha contribuito a definire l’estetica della Generazione Z.

L’eredità estetica di Euphoria
Euphoria ha ridefinito il modo in cui la televisione può essere percepita visivamente, trasformando ogni scena in un sistema complesso di luce e colore. La sua eredità non si limita al mondo dell’intrattenimento: continua a influenzare moda, beauty e interior design, dimostrando che l’estetica non è mai superficiale, ma un linguaggio capace di raccontare emozioni, identità e trasformazioni. In un panorama contemporaneo sempre più orientato all’esperienza visiva, Euphoria resta un riferimento centrale per comprendere come lo spazio – reale o narrativo – possa diventare un dispositivo emotivo e progettuale.
Margherita Bordino
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