Sono le passioni a muovere la nostra vita? Soul alla Festa del Cinema di Roma

L’animazione è un vero mezzo di comunicazione, sostiene Pete Docter. Al regista di Up e Inside Out va il Premio alla Carriera, un premio dato a distanza, causa Covid, nell’anno in cui la Festa del Cinema presenta in anteprima mondiale il suo Soul che arriverà direttamente in piattaforma.

Soul
Soul

Soul conferma la capacità della Disney di affrontare tematiche importanti, le difficoltà della vita e anche le sue gioie. Soul è il film d’apertura della 15esima Festa del Cinema di Roma, un’edizione per nulla normale e in stato di allerta costante. Il film di Pete Docter è una vera manna dal cielo in questo clima globale. Un film che spinge a riflettere sulla vita, sulle proprie passioni, sulla ricerca della felicità e realizzazione personale. La Festa del Cinema premia il lavoro di Pete Docter, non solo regista e sceneggiatore, anche attualmente a capo della Pixar, con il Premio alla carriera che “consegna” per posta e con un incontro in streaming, o meglio, “On air”. Docter, di base negli Usa, è tra i tantissimi artisti che la Festa ha sperato fino all’ultimo di avere qui in presenza. Soul è il suo ultimo lavoro che, come appreso nelle scorse settimane, non avrà una distribuzione in sala ma sarà disponibile su Disney+ a fine anno. Lo stesso Docter in conferenza stampa ha detto che questa scelta è dipesa dalla pandemia. “Vogliamo essere sicuri che il pubblico si senta al sicuro. Stiamo pensando a una possibile uscita successiva ma niente di certo per il momento. Suol è un film che abbiamo lavorato per il grande schermo”.

 

LA PIXAR E IL CINEMA

La Pixar si conferma una delle realtà più innovative e creative del cinema degli ultimi 30 anni e Pete Docter è uno di quelli che nell’ultimo decennio sta influendo nel suo continuo successo mondiale. “Essere invitati alla Festa del Cinema è indicativo perché l’animazione non riguarda solo film per bambini ma è un vero e proprio mezzo espressivo per parlare a tutti. Noi diamo allo spettatore, realizziamo per noi e per lui, qualcosa che ha un aspetto divertente, leggero ma in realtà parliamo di temi molto complessi”, dice Pete Docter connesso dagli Usa. Con lei anche Dana Murray, produttrice cinematografica: “le idee di Pete sono sempre più ambiziose. Inside out era già difficile, questa è stata una sfida ancora più grossa”. E per quanto riguarda la dinamica lavorativa della Pixar dice: “alla Pixar prima si investe nella persona. Si cercano artisti che possano avere una bella idea. Poi si chiedono almeno tre proposte e dalla loro presentazione poi si sceglie. Si parte da un’idea e poi si aggiungono elementi, artisti e altri. Così è stato anche con Pete”.

L’ARCHITETTURA DEL FILM E DELL’ANIMA DEI PERSONAGGI

Suol è un film d’animazione che segue perfettamente la politica Pixar. Un film che proietta lo spettatore in una città simbolo in cui i suoi personaggi sono perfettamente amalgamanti al contesto e ai colori. Nello specifico qui ci sono una New York caotica e la musica jazz in perfetto confronto con la frenesia e l’incanto di un mondo immaginario, favolistico. “Avere contrasti è per noi fondamentale. Disegnare questo mondo etereo è stato impegnativo ma fondamentale per raccontare il mondo terreno. Noi abbiamo il nostro corpo, fatto di carne e sangue, e poi abbiamo la nostra anima, ciò che siamo. E quest’anima che dobbiamo in qualche modo esplorare!”, aggiunge Pete Docter. La città di New York è in Soul calzante, vera scenografia simbolica e contestualizzante di tutto. A riguardo il regista aggiunge: “non abbiamo una regola prestabilita su come scegliere le location dei nostri film d’animazione. In genere si parte dal personaggio e si guarda alla città come si farebbe con qualsiasi set, per mostrare quello che vive e prova il personaggio, indicare quale è il suo carattere. Tutto deve essere progettato, disegnato, elaborato. Quello che si vede sullo schermo deve essere provato e regolato fino a creare un legame perfetto con il personaggio. Per Soul le città potevano essere due, o New Orleans o New York, entrambe città del jazz, e la scelta è ricaduta sulla seconda”.

DALL’ANTICHITÀ ALLE MODERNE ISTALLAZIONI PER UN MONDO FANTASTICO

L’ispirazione per questo mondo non reale arriva da molto lontano e ha a che vedere con qualcosa che unisce tutti, per lo meno a livello culturale e di immaginario. “Siamo partiti pensando all’antica Grecia e all’antica Roma. Sono loro le popolazioni al centro della civiltà, e serviva un mondo che valesse per tutti. Avevamo bisogno quindi anche di qualcosa di astratto. Abbiamo visto una serie d’istallazioni, di mostre, che si sono tenute nel corso dei secoli, e osservato diversi edifici creati per colpire l’occhio del visitatore con al loro interno un’esperienza era differente”. Il mondo astratto a cui fa riferimento Docter ha dei colori leggeri, una dimensione sospesa, in cui il protagonista si trova a vivere una grande avventura, trovare il modo per restare vivo. Di Soul quello che colpisce non è solo la sua storia, la sua costruzione, la centralità della vita umana ma anche l’anima stessa del film, così intima, condivisa, comune ma al tempo stesso personalissima. “Questo film è forse nato per una crisi di mezza età”, dichiara Docter. “Io a 8 anni mi sono innamorato dell’animazione e a 15 anni già lavoravo nel settore. Sono ossessionato dall’animazione. Dopo Inside Out mi sono chiesto ‘ho veramente raggiunto un risultato che mi rende soddisfatto, completo?’. Tutti pensiamo che sia fondamentale trovare la propria passione e inseguirla. Questo film ci fa riflettere su questo ma anche sulla vita stessa, che è ben più complessa di una passione”. Cos’è Soul? È un film sulla vita stessa.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.