Venice VR Expanded. Quarta edizione per il festival dedicato alla Realtà Virtuale

Ritorna dal 2 al 12 settembre la sezione della Mostra del Cinema di Venezia incentrata interamente sul VR, e questa volta, data l’emergenza sanitaria, lo fa con una veste tutta nuova

Venice VR Expanded
Venice VR Expanded

La fondata preoccupazione di una imminente seconda ondata da Coronavirus non impedisce, per fortuna, la riattivazione di quella macchina culturale che, in Italia, è rimasta ferma per troppo tempo. E mentre la Serenissima si prepara alla 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, il padiglione del Venice Vrabbandona – momentaneamente – la sede fisica del Lazzaretto Vecchio per approdare su Internet grazie a una innovativa piattaforma digitale realizzata con il sostegno di HTC VIVEPORT, Facebook’s Oculus, VRChat e VRrOOm.

VENICE VR EXPANDED 2020

L’aggettivo, Expanded, che completa la dicitura di questa nuova edizione, allude proprio alla capacità della manifestazione di andare oltre il territorio lagunare abbracciando sia il web che altre strutture museali di tutto il mondo. Oltre a una fruizione digitale delle opere in concorso (possibile esclusivamente con la richiesta di uno accredito speciale),Venice Vrlancia il progetto Satellite networkche rende accessibili tutte le esperienze in gara attraverso prestigiose istituzioni culturali dislocate in quattordici città del globo. Per tutto il periodo della mostra, sarà dunque possibile (emergenze sanitarie permettendo) recarsi personalmente presso le VR Exhibitions allestite nelle seguenti sedi: la China Academy of Art – Sandbox Immersive Festival di Hangzhou, la Comédie de Genève, Ginevra, il Design Center Flacon di Mosca, l’Espace CENTQUATRE-PARIS – Diversion cinema di Parigi, l’ESPRONCEDA – Institute of Art & Culture di Barcellona, la Fondazione di Venezia – M9 – Museo del ‘900 di Mestre, il Laboratorio Aperto di Modena(ex Centrale AEM, Modena), il Laboratorio Aperto di Piacenza(ex Chiesa del Carmine), l’HTC Corporation – VIVE ORIGINALS di Taiwan, l’INVR. SPACE, (in Partnership con VRBB e sostenuto da Medienbord) di Berlino, la Nikolaj Kunsthal di Copenhagen, il PHI Center di Montréal, il Portland Art Museum & Northwest Film Center, e l’Eye Filmmuseum di Amsterdam.

I PROGETTI SELEZIONATI PER LA QUARTA EDIZIONE DI VENICE VR EXPANDED

Come è già avvenuto in passato, anche quest’anno saranno tante le proposte presentate, nello specifico ben quarantaquattro, così divise: 31 esperienze immersive in Concorso, 9 Fuori Concorso – Best of VR (selezione internazionale delle migliori opere VR) e 4 progetti sviluppati in occasione della quarta edizione di Biennale College Cinema – VR, o di edizioni precedenti, tra cui l’italiano Vajont (di Iolanda Di Bonaventura), sostenuto dal grant Biennale. La selezione ufficiale vede la presenza di alcune vecchie conoscenze – come Gilles Jobin (già autore del fortunato VR I), Keisuke Itoh, Kiira Benzig e il duo formato da Eric Darnell e Mathias Chelebourg – ma ancora pochi autori del nostro Paese; oltre a Di Bonaventura, vanno infatti menzionati Matteo Lonardi, con il documentario interattivo Il dubbio, e Claudio Casale, regista del cortometraggio ambientato in India, Om Devi: Sheroes Revolution.

LA GIURIA DELLA QUARTA EDIZIONE DI VENICE VR EXPANDED

Anche quest’anno Venice VR continua ad avvalersi di grandi nomi – all’interno del panorama cinematografico mondiale – per decretare i vincitori del suddetto concorso. L’assegnazione dei premi per le sezioni Migliore opera VR immersiva, Migliore esperienza VR immersivae Migliore storia VR immersiva sarà affidata a Celine Tricat (già vincitrice, con il suo The key, del Gran premio della Giuria per la migliore opera VR immersiva, nel 2019), Asif Kapadia (vincitore, nel 2016, del Premio Oscar per il suo documentario, Amy) e l’osannato produttore di videogiochi di culto, come Metal Gearo Death Stranding, Hideo Kojima. Non rimane, a questo punto, che mettersi comodi sul proprio divano a visionare la spettacolarità di Venice VR Expanded.

– Valerio Veneruso      

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.