Al cinema tra migrazione, lavoro e amore materno. Le uscite della settimana

Tolo tolo di Checco Zalone, Sorry We Missed You di Ken Loach e 18 Regali di Francesco Amato sono i film della prima settimana del 2020. Migrazione, lavoro e famiglia sono gli argomenti chiave dei rispettivi racconti

Con oltre 8,6 milioni di euro nel solo primo giorno di uscita al cinema il debutto alla regia di Luca Medici, in arte Checco Zalone, segna un dato importantissimo: gli italiani attendevano con ansia il suo ritorno, premiano la sua irriverenza e anche coerenza, e non hanno perso il gusto di andare al cinema. Il 2020 segna un inizio a favore per il cinema italiano in generale, con in cima al box office insieme a Tolo tolo anche Pinocchio di Matteo Garrone e Il primo Natale di Ficarra e Picone. Questi tre titoli sono infatti i migliori incassi italiani tra fine 2019 e inizio anno nuovo, film che hanno spodestato quasi completamente la popolarissima saga di Star Wars. Se Tolo tolo accende un’ulteriore grande riflessione sull’ipocrisia degli italiani e sul tema dell’immigrazione, altro film della settimana che merita grande visibilità è Sorry We Missed You: un film che sbatte in faccia a tutti la difficoltà del lavoro, di quel lavoro sottopagato e frustrante che toglie i piaceri della vita e dello stare in famiglia. Di famiglia si parla anche in 18 regali, che traendo spunto dalla vicenda di Elisa Girotto, racconta del commovente incontro, “surreale” ma necessario, tra una madre e una figlia.

– Margherita Bordino

1. TOLO TOLO

Tolo tolo

Il nuovo film di Checco Zalone incassa, nella sua prima giornata di programmazione, la bellezza di 8.668.926 di euro superando se stesso, ovvero Quo Vado? che nel 2016 ne ottenne 6.852.291. Dopo una lunga collaborazione con Gennaro Nunzante, il comico pugliese sceglie di debuttare alla regia e il pubblico premia il suo lavoro. Tolo tolo, per il quale lo stesso Zalone ha fatto pochissima campagna di lancio, segna il migliore debutto di sempre. Il film, che aveva alimentato diverse polemiche riguardo al videoclip Immigrato, conferma l’enorme effetto curiosità che ruota attorno al personaggio di Zalone e al suo lavoro, questa volta aiutato anche dalla penna e dall’intuizione di Paolo Virzì. Zalone da sempre porta sul grande schermo la caricatura dell’italiano medio: dietro questa maschera si nasconde un uomo che nulla ha a che vedere con il razzismo o con le divisioni di classe. Tolo tolo è la storia di un uomo che scappa dalla sua terra, la Puglia, per una serie di problemi, e trova lavoro in un resort in Kenya. Quando anche lì i problemi diventano ingombranti, quelli legati a terrorismo e guerriglie, decide di tornare nel suo Paese ma dovrà farlo da immigrato. Tolo tolo è quindi un film attualissimo e di certo politicamente schierato. Schierato dalla parte di chi non vuole negare un aiuto, un supporto. “Non sono razzista neanche verso i salentini, che per noi baresi sono i veri terroni. E neppure con i foggiani, anche se molti di loro si sono risentiti per una canzone che ho cantato da Fiorello, La nostalgie de bidet”, ribadisce in una intervista al Corriere della Sera il comico pugliese. Tolo tolo è un film in cui si ride e tanto sin dall’inizio, con un cambiamento non di reazione ma di tono della risata da parte degli spettatori in un secondo momento. Perché questo film, più di quelli precedenti, conduce a ridere dei casi della vita, delle ipocrisie che si vedono e vivono tutti i giorni, a volte ignorate, e anche di quella propaganda politica ultimamente troppo concitata e violenta contro chi è in difficoltà. Riuscirà Tolo tolo, prodotto dalla Taodue di Pietro Valsecchi e distribuito da Medusa Film, a superare i 60 milioni di euro di incasso del suo precedente film? Un dato è certo, Checco Zalone vola in alto e difficilmente critica o opposizione politica potrà metterlo nell’angolo. Il suo cinema ha una forte voce!

2. SORRY WE MISSED YOU

Sorry We Missed You

Ken Loach ha 83 anni ma sembra essere uno dei registi più lucidi del nostro tempo. Il suo cinema di denuncia sociale e civile è un vero scossone che si pone perfettamente tra finzione e realtà. Allo scorso Festival di Cannes la critica internazionale ha potuto ammirare il suo ultimo lavoro, Sorry We Missed You, che arriva in Italia con Lucky Red. Un racconto lucido, vivo, forte. Un vero schiaffo morale che porta ancora una volta al centro della sua discussione il tema del lavoro. La storia di un uomo e della sua famiglia: lui camionista che consegna pacchi, lei badante e due figli adolescenti a cui badare. Come si fa a crescere due figli, a educarli e a proteggerli se il lavoro mangia completamente le nostre vite? In Sorry We Missed You il regista Ken Loach accende questo interrogativo e non fornisce alcuna risposta o soluzione. Mostra una situazione quasi estrema in cui il lavoro, svolto correttamente e con rispetto, piega la vita dei protagonisti e risucchia tutto il loro tempo libero. Un film che spazientisce lo spettatore, riuscendo a coinvolgerlo quasi del tutto, facendolo sentire parte complementare del racconto. Andare al cinema a vedere questo film è un atto di grande intelligenza e voglia di confronto.

3. 18 REGALI

18 Regali

Ricordate lo struggente Ps: I love you? Bene, la dinamica di 18 Regali è più o meno la stessa, come anche la commozione, solo che in questo caso si parte da una storia emozionante. Tutto nasce dalla storia di Elisa Girotto, una donna che resta incinta di una bimba e in parallelo scopre di avere un male. Elisa Girotto sceglie di portare avanti la gravidanza e di godere di ogni singolo momento della vita fin quando le è possibile, progettando una sorpresa per la figlia (che nella realtà oggi ha circa 4 anni). 18 regali, come suggerisce il titolo del film distribuito da Vision Distribution in collaborazione con Lucky Red e Universal Pictures, racconta di una mamma, del suo amore immenso per la figlia, dei regali che questa pensa per la figlia che sa che non vedrà mai crescere, uno per ogni anno fino alla maggiore età. 18 regali è un film imperfetto ma coinvolgente, da grandi lacrimoni e di grande amore. Un film che ha un pregio, quello di una straordinaria empatia nata tra le due interpreti principali, Vittoria Puccini e Benedetta Porcaroli. Un film per chi non può fare a meno dei buoni sentimenti.

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.