Lucky Red porterà in sala il film At Eternity’s Gate di Julian Schnabel

A pochi giorni dall’inizio di Ciné – Giornate di cinema (2 – 5 luglio), i cui saranno presentati i film in uscita nelle nostre sale nei prossimi mesi, la Lucky Red di Occhipinti annuncia nuove acquisizioni e tra queste c’è spazio anche per l’arte.

Julian Schnabel
Julian Schnabel

Julian Schnabel “sfida” Vincent van Gogh con il film At Eternity’s Gate. Il film, prodotto dall’americano John Kilik, più capitali inglesi e un service logistico francese di Iconoclast Films, racconta gli ultimi tre anni della vita di van Gogh. Alla sceneggiatura del film Jean-Claude Carrière, che ha collaborato tra gli altri con Buñuel, Godard, Ferreri e Wajda. “Due anni fa”, racconta Schnabel, “mi hanno proposto uno script sulla vita di Van Gogh. Era talmente brutto che non avrei potuto farne un film. L’argomento, però, mi piaceva. Allora ho chiesto a Carrière di metterci mano.Il film sulla carta sembra avere ottime possibilità di enorme riuscita, ma riuscirà ad attirare lo stesso pubblico avuto da Loving Vincent?

DALLA PITTURA AL FILM

Willem Dafoe
Willem Dafoe

Sono passati ventidue anni da Basquiat, bio-pic sulla vita del pittore omonimo che fu il primo artista nero ad ottenere un riconoscimento internazionale. Julian Schnabel, premiato regista di Prima che sia nottee Lo scafandro e la farfalla, torna a parlarci della grande arte e lo fa portando sul grande schermo gli ultimi, tormentati anni di Vincent Van Gogh in At Eternity’s Gate. Ad interpretare l’irrequieto pittore olandese un sorprendente Willem Dafoe. Dal burrascoso rapporto con Gauguin nel 1988 fino al colpo di pistola che gli ha tolto la vita a soli 37 anni. Un periodo frenetico e molto produttivo che ha portato alla creazione di capolavori che hanno fatto la storia dell’arte e che continuano ad incantare il mondo intero. “Willem Dafoe è impressionante nei panni di van Gogh. Proprio come divenne il Pasolini di Abel Ferrara, per quei miracoli che riescono solo ai grandi attori, Dafoe è diventato van Gogh”, scrive un inviato di La Repubblica passato lo scorso anno sul set del film.

PRIMA CHE REGISTA, PITTORE

Pittore, regista e sceneggiatore. Julian Schnabel dice del film: “Questo è un film sulla pittura e un pittore e la loro relazione rispetto all’infinito” ha affermato Schnabel, “Contiene quelli che sono i momenti che considero essenziali nella sua vita; non è una biografia, ma la mia versione della storia. Una versione che spero possa avvicinarvi maggiormente al pittore”. Non è uno qualunque Schnabel. Laureato in arte all’università di Houston, ha allestito la sua prima mostra nel 1979 alla Mary Boone Gallery di New York. Da quel momento in poi è un susseguirsi di successi. Le sue opere, dalla scultura alla pittura, sono esposte nei musei e nelle collezioni di tutto il mondo, dal MOMA di New York al Guggenheim di Bilbao, diventando di fatto un esponente di spicco del neoespressionismo.

– Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.