La musica di Caterina Barbieri e l’estetica di Christian Marclay aprono il Romaeuropa Festival 2026
Con la nuova opera orchestrale della compositrice elettronica e direttrice della Biennale Musica di Venezia Caterina Barbieri e l'estetica visivo-sonora del Leone d’Oro Christian Marclay, si apre la 41ª edizione di una delle piattaforme multidisciplinari più prestigiose d'Europa
Quando la musica smette di essere pura esecuzione per farsi esperienza, si entra nel territorio del sacro e della trance. Da queste premesse nasce il doppio concerto d’apertura della 41ª edizione del Romaeuropa Festival: il prossimo 9 settembre affida la propria inaugurazione presso l’Auditorium Conciliazione all’incontro tra la ricerca della compositrice elettronica e direttrice della Biennale Musica di Venezia, Caterina Barbieri, e l’estetica visivo-sonora di Christian Marclay, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia. A dare corpo e fiato a questo doppio ritratto dell’avanguardia è la formazione francese ONCEIM (Orchestre de Nouvelles Créations, Expérimentations et Improvisations Musicales).
La 41ª edizione edizione del Romaeuropa Festival
Fondato nel 1986 e diretto da Fabrizio Grifasi, il Romaeuropa Festival si è consolidato come una delle piattaforme multidisciplinari più prestigiose d’Europa per la musica, la danza, il teatro e le arti digitali. Per la sua 41ª edizione – in programma dall’8 settembre al 15 novembre 2026 tra i principali teatri e spazi industriali della Capitale – la rassegna mette al centro oltre novanta spettacoli e circa mille artisti internazionali, disegnando una mappatura serrata dei linguaggi del presente che trova proprio nella ricerca musicale uno dei suoi assi portanti.
La prima italiana della nuova opera di Caterina Barbieri
Commissionato dalla Philharmonie de Paris e alla sua prima esecuzione italiana, Non puoi contare l’infinito, la nuova imponente opera orchestrale firmata da Caterina Barbieri, rappresenta un passaggio cruciale nella sua ricerca sull’Ecstatic Computation – quell’esplorazione delle tecniche generative usate come chiave per interrogare il tempo, la memoria e gli stati alterati di coscienza. Qui la compositrice porta la sua grammatica sviluppata sui sintetizzatori modulari direttamente nel territorio acustico, per orchestra, tre voci ed elettronica. Al centro dell’opera non c’è solo una sfida formale, ma un’indagine sull’idea di origine, nascita e separazione. “Questa musica, per me, è un canto di perdita dell’Uno”, racconta la compositrice. “È un solco che ripercorre la ferita del vuoto originale. La musica è il taglio del cordone ombelicale”.

Il percorso musicale della nuova opera di Caterina Barbieri
Il percorso musicale si snoda attraverso due atti: Bruma, per orchestra, voci ed elettronica, e la conclusiva aria Non puoi contare l’infinito, per archi, ottoni e voce. Qui, su un poema scritto dalla stessa Barbieri, va in scena un dialogo immaginario tra una madre e il figlio sulla soglia della nascita. È il momento in cui affiora la nostalgia per quello che la compositrice definisce l’”oceano di sentimento” a cui solo la musica può riportarci: il soprano imita i movimenti quasi meccanici di una melodia al contrario, mentre archi e ottoni ricreano le oscillazioni d’intonazione del pianto di un neonato, al contempo alieno e irrimediabilmente umano.
L’opera “Constellation” di Christian Marclay
A specchiarsi con la cosmogonia di Barbieri è la ricerca di Christian Marclay. Con Constellation, il compositore e performer americano applica all’orchestra dal vivo i principi della Musique Concrète e del collage visivo. Marclay è partito dal campionamento diretto delle tecniche estese dei musicisti dell’ONCEIM, trattando la materia acustica come un serbatoio di suoni da manipolare, tagliare e scolpire come si farebbe in studio con i nastri magnetici o i campionatori. L’ispirazione per le strutture formali arriva dall’arte visiva: dalle raffigurazioni di spartiti nelle nature morte del Seicento fino alla scomposizione prospettica del Cubismo di Braque e Picasso. Il risultato è un’apertura di Festival che rifiuta le categorie tradizionali per trasformare la sala da concerto in un microcosmo vivente, dove il rigore della tecnologia e l’imprevedibilità del gesto umano convergono nel medesimo ascolto
Claudia Giraud
Roma // 9 settembre ore 21
Caterina Barbieri / Christian Marclay / ONCEIM Orchestra – Non puoi contare l’infinito / Constellation
Auditorium Conciliazione, Via della Conciliazione, 4
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