Vento bianco. Il progetto partecipativo di Paolo De Falco

L’artista Paolo De Falco apre la sua residenza in Puglia a una serie di incontri creativi. Un progetto che coinvolge il corpo e che spinge a riflettere sul senso dello stare insieme.

Zero Spaccato. Teatro in notturna. Photo Cosimo De Franco
Zero Spaccato. Teatro in notturna. Photo Cosimo De Franco

Zero Spaccato è il luogo magico, a pochi chilometri da Lecce, immerso nella natura, casa e teatro rurale, dove Paolo De Falco, artista da sempre impegnato su più fronti, dal cinema alla musica, vive e opera. In questo ambiente magico, immerso nel silenzio e nel suono delle cicale, si colloca la casa di De Falco, luogo carico di passione, dove ci si sente subito stimolati alla riflessione, alla creazione, alla concentrazione. Qui artisti professionisti e giovani creativi potranno partecipare al progetto Il vento bianco, ideato e diretto da De Falco. Si potrà risiedere in casa o in tenda. Tutto nasce da una rinnovata e più intensa necessità di vivere la condivisione e percepire la profondità con il corpo, con i sensi.
I cicli di incontri saranno cadenzati dalle stagioni e dureranno, ma non in maniera rigida, due settimane. Sarà un invito alla ricerca nello spazio interno, quello di Zero Spaccato, e in quello esterno, in giro tra Puglia e Basilicata. De Falco guiderà i partecipanti, massimo 14 per ogni periodo, in un lavoro giornaliero per scoprire come “interno” ed “esterno” dialogano e s’influenzano a vicenda.

Zero Spaccato. Interno casa
Zero Spaccato. Interno casa

LA MUSICA E IL LAVORO SU CORPO E MENTE

Non mancherà la musica, intesa anche come ricerca della propria musicalità, che aiuterà il potenziamento della capacità di percepire, osservare e reagire creativamente. Obiettivo degli incontri “è raggiungere un equilibrio possibile tra autodeterminazione individuale e contagio corale, tra concentrazione interiore e ascolto dell’esterno. Cercherò di essere un custode di questa possibilità”, spiega De Falco. “La multidisciplinarietà è da sempre il mio metodo, la mia prospettiva. Cercare credo voglia dire provare ad attraversare le frontiere svuotandosi le tasche contro vento”.
Otto ore di lavoro insieme, con il corpo e con la mente, ma anche viaggio, cura dell’ambiente intorno, ascolto musicale, esercizi di improvvisazione, lettura di libri, momenti di riflessione corale. Tutto sarà fondato sull’ascolto non rigido. “La mia conduzione”, spiega De Falco, “cercherà di essere sensibile e reattiva, reagendo agli stimoli e alle richieste, ai desideri e alle competenze dei partecipanti”.
Per partecipare è necessario avere più di 16 anni. Per costi e modalità di partecipazione scrivere a [email protected].

Barbara Bologna

www.paolodefalco.it

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