Il Padiglione Irlanda alla Biennale Arte 2026 di Venezia parla di sogni e omaggia Aldo Manuzio
Con il progetto di Isabel Nolan, il padiglione irlandese all’Arsenale si concentra sulla rivoluzione dell’Umanesimo, evocando al contempo tutti i sistemi ideati dell’uomo per cercare di dare un senso al mondo. E dunque approdando nel mondo dei sogni con l’installazione “Dreamshook”
Si incontra all’Arsenale il Padiglione dell’Irlanda che in occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia presenta in Laguna il progetto Dreamshook, dell’artista Isabel Nolan (Dublino, 1974), che attribuisce nuovi significati allo spazio fisico indagando tra il mito, la cosmologia e la storia ancestrale.
Chi è Isabel Nolan che rappresenta l’Irlanda alla Biennale Arte di Venezia 2026
L’artista irlandese, che lavora con scultura, ricamo, fotografia e testi, aveva già rappresentato l’Irlanda a Venezia nel 2005, però in un progetto corale. La sua ricerca risponde al modo in cui diamo forma alla realtà attraverso la scienza, la filosofia, la religione e l’arte. Per questo, il suo approccio alla materia è permeato dal desiderio di imprimere nella forma momenti e incontri con idee e fenomeni culturali stimolanti.
“Dreamshook”: il viaggio nei sogni e indietro nel tempo del Padiglione Irlanda alla Biennale Arte 2026
Solo all’inizio di marzo 2026 il suo nome è stato indicato per rappresentare l’Irlanda alla Biennale Arte 2026. Dreamshook – progetto curato da Georgina Jackson e prodotto da Cian O’Brien – si propone al pubblico come esplorazione degli stati onirici (dreamshook è il termine utilizzato per descrivere la sensazione di risveglio da un sogno), evocati però attraverso la rivoluzione umanistica che cambiò la società – nel bene e nel male – tra la fine del Medioevo e l’inizio del Rinascimento.
L’opera attinge a diverse storie culturali e intellettuali, tra cui il Classicismo, il Cristianesimo e l’Umanesimo, facendo riferimento sia alla pittura e all’architettura italiana del tempo sia al patrimonio irlandese, come il Libro di Kells, e all’invenzione della stampa (con il veneziano Aldo Manuzio). Approfondendo, così, la ricerca di Nolan sui sistemi utilizzati per interpretare il mondo e sulla tendenza umana a imporre un ordine. “Dreamshook potrebbe essere una mostra sull’ambivalenza, sulla letteratura e l’arte della società giudaico-cristiana occidentale, di stampo classico e illuminata, che odio e amo allo stesso tempo” ha spiegato l’artista. “Ho voluto analizzare un periodo in cui alcune delle cose che abbiamo dato per scontate come esseri umani ‘moderni’ per oltre 600 anni erano al centro di cambiamenti rivoluzionari“.
La mostra “Dreamshook” nel Padiglione Irlanda
L’installazione comprenderà opere inedite tra arazzi, disegni e sculture, sviluppate grazie al supporto di Culture Ireland e dell’Arts Council / An Chomhairle Ealaíon, e presentate dalla Douglas Hyde Gallery of Contemporary Art del Trinity College di Dublino.
Un focus è dedicato all’evoluzione dell’alfabetizzazione e dell’arte attraverso esempi specifici come le acqueforti di Goya, intrecciando temi della storia dell’arte giudeo-cristiana e occidentale con la mitologia e la letteratura. I lavori di Isabel Nolan presentati a Venezia saranno, al termine della Biennale, oggetto di una mostra itinerante che raggiungerà diverse località dell’Irlanda.
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