Non solo Biennale: cosa vedere a Venezia nella primavera 2026 tra gallerie, spazi indipendenti e progetti speciali
Non solo importanti musei e grandi fondazioni: in laguna ci sono anche giovani artisti in spazi indipendenti, gallerie storiche con nomi di primo piano e progetti collaterali della Biennale in luoghi iconici di Venezia. Ecco quali non perdere
Oltre alle grandi mostre delle maggiori istituzioni cittadine, nella Venezia pronta per la 61° Biennale sono, come sempre, tantissimi i progetti espositivi “più nascosti” ospitati da gallerie, spazi indipendenti e luoghi storici della città, come le chiese. Abbiamo selezionato le mostre da non perdere: dalle collettive di giovani artisti alle retrospettive dedicate a nomi celebri del Novecento, passando per i dialoghi tra autori di generazioni diverse.

Casa Sanlorenzo – Waves
È la prima mostra ospitata nello spazio che la maison produttrice di imbarcazioni di lusso ha dedicato all’arte, inaugurandolo nell’estate del 2025, ed è legata all’acqua, alla navigazione, al movimento, alla trasformazione. In questa collettiva, l’onda diventa, così, una metafora del nostro presente, un’epoca segnata da transizioni continue e nuovi equilibri. Curata da Sergio Risaliti e Cristiano Seganfreddo con il supporto scientifico di Ersilia Vaudo Scarpetta, Waves fa dialogare maestri del Novecento come Alexander Calder, Fausto Melotti, Lucio Fontana e Tony Cragg con voci contemporanee quali Christine Safa, Friedrich Andreoni e Marcello Maloberti, costruendo una narrazione in cui l’arte attraversa il tempo e genera consapevolezza.
Venezia // dal 6 maggio al 28 giugno 2026
Waves
CASA SANLORENZO – Dorsoduro, 170
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Oratorio dei Crociferi – Ieva Lygnugarytė
Tra le pareti dipinte da Jacopo Palma il Giovane tra il 1583 e il 1592, trova spazio l’opera video con cui l’artista lituanaIeva Lygnugarytėriprende una storia rinascimentale poco conosciuta: il tentativo del Granducato di Lituania di inviare un bisonte europeo e un poema a Papa Leone X come gesto diplomatico verso Roma. La vicenda viene reinterpretata come una riflessione contemporanea su visibilità, appartenenza e marginalità in Europa: chi viene visto? Chi resta ai margini? Come si costruisce il valore culturale? In dialogo con gli affreschi di Jacopo Palma il Giovane, Carmen trasforma un episodio dimenticato in una meditazione su memoria, riconoscimento e confini.
Venezia // fino al 31 maggio 2026
Ieva Lygnugarytė. Carmen
ORATORIO DEI CROCIFERI – Campo dei Gesuiti, 4904
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Galleria Alberta Pane – Judy Chicago
La mostra vuole offrire una panoramica completa del lavoro di Judy Chicago attraverso la lente dei materiali e delle tecniche innovative che hanno definito la carriera dell’artista lungo sei decenni, introducendo al contempo il pubblico a una nuova serie di opere. Dai cofani di automobili verniciati a spruzzo e piatti in porcellana, fino al ricamo e al vetro, Chicago ha continuamente messo in discussione le gerarchie artistiche, abbracciando tecniche storicamente considerate “artigianali” per ampliare le pratiche dell’arte femminista e concettuale.
Venezia // dall’8 maggio al 22 novembre 2026
The Materiality Of Judy Chicago
GALLERIA ALBERTA PANE – Calle dei Guardiani, Dorsoduro, 2403H
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Mare Karina – Hanna Rochereau
Con la prima personale in Italia dell’artista pariginia, classe 1995, dipinti e sculture trasformano lo spazio di Mare Karina in un “archivio compresso”, interrogando i modi in cui valore, visibilità e potere vengono costruiti all’interno degli archivi contemporanei.
Venezia // fino al 18 luglio 2026
Hanna Rochereau. Data Divas
MARE KARINA – Campo de le Gate, 3200
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Abbazia di San Giorgio Maggiore – Barry X Ball
Con 23 sculture all’interno della basilica, The Shape of Time si presenta come un’importante retrospettiva dedicata alla pratica scultorea dell’artista statunitense Barry X Ball, una celebrazione dell’incontro tra innovazione tecnologica e tradizione rinascimentale all’interno del capolavoro architettonico di Andrea Palladio. Le opere dell’artista dialogano con lo spazio sacro della basilica, reinterpretando il passato attraverso un approccio audace e innovativo. I lavori esposti appartengono a cinque serie distinte, ciascuna presentata in spazi selezionati della basilica.
Venezia // fino al 22 novembre 2026
Barry X Ball – The Shape of Time
ABBAZIA DI SAN GIORGIO MAGGIORE – Isola di San Giorgio Maggiore, 2
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Fondazione Wilmotte – Kan Yasuda
È un’esperienza fisica e contemplativa allo stesso tempo, con cui Yasuda costruisce un giardino minerale, uno spazio interiore dove semplicità ed essenzialità prendono forma nella materia e nello spazio. Come nei giardini zen, le sculture di Yasuda diventano isole di quiete, dove il silenzio si fa ritmo e musicalità. Il visitatore è invitato ad attraversare questo paesaggio interiore, rallentare, osservare e percepire lo spazio che lo circonda. L’azione stessa di scavare la materia fa eco alla nozione giapponese di Ma (間), concetto centrale nell’arte e nella musica, inteso come “intervallo”. Non indica un vuoto o una mancanza, ma uno spazio intermedio tra due momenti. Così, l’assenza diventa presenza.
Venezia // dal 9 maggio al 22 novembre 2026
Kan Yasuda. Isole del silenzio
FONDAZIONE WILMOTTE – Cannareggio, 3560
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Scuola Piccola Zattere – Nikima Jagudajev e Rachel Youn
Le due mostre personali fanno parte di Dance Around the Rule, un programma di ricerca annuale che si articola attraverso tra fellowship, produzioni, eventi live e attività educative. Commissionata e prodotta da Scuola Piccola Zattere, LIKE di Nikima Jagudajev traduce nel linguaggio del videogioco il progetto coreografico Basically. L’opera fonde, così, ambiente digitale interattivo e riprese documentarie, sviluppandosi come una narrazione non lineare ambientata in un liceo virtuale, in cui il pubblico può influenzare la storia. Invece, con Unruly Vessel Rachel Youn presenta nuove produzioni insieme a una selezione di lavori recenti. Guardando ai gesti ripetitivi e ai rituali della vita contemporanea, Youn combina dispositivi per il benessere corporeo con piante artificiali, creando sculture cinetiche in moto perpetuo che riflettono e interrogano dinamiche umane, individuali e collettive.
Venezia // dal 7 maggio al 10 ottobre 2026
LIKE. Nikima Jagudajev + Unruly Vessel. Rachel Youn
SCUOLA PICCOLA ZATTERE – Dorsoduro, 1401
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Deposito 2235 – Martina Biolo
L’apnea è una sospensione del respiro, un momento di arresto e attesa. La mostra di Martina Biolo mette in scena questi stop, le pause e i silenzi in cui vita e lavoro si sovrappongono, rendendo possibile scandire il tempo solo seguendo il nostro ritmo interiore. Le opere agiscono come ologrammi della realtà, che viene trasposta in una dimensione altra attraverso una gestualità rituale. In quest’atmosfera sospesa, alcuni oggetti – provenienti dallo studio dell’artista – vengono compromessi e dissezionati in un gioco performativo in tre atti.
Venezia // dal 7 al 17 maggio 2026
Apnea. Martina Biolo
DEPOSITO 2235 – Calle del Rosa, 2235
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Palazzo Diedo – Strange Rules
Curata da Mat Dryhurst, Holly Herndon e Hans Ulrich Obrist, Strange Rules introduce il concetto di “Protocol Art”, una pratica che si confronta con le regole sottese alla produzione, distribuzione e percezione della cultura nell’era digitale. Tali regole si manifestano frequentemente sotto forma di algoritmi, modelli di intelligenza artificiale, protocolli informatici, piattaforme e diverse infrastrutture tecnologiche. La Protocol Art non si limita a utilizzare questi strumenti, ma li espone, li analizza e li trasforma in materia artistica. Così, l’opera non è più unicamente il prodotto finale, ma un processo governato da istruzioni.
Venezia // fino al 22 novembre 2026
Strange Rules
PALAZZO DIEDO – Fondamenta Diedo, Cannareggio, 2386
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Galerie Negropontes – Costantin Brancusi
Nel 2026 si festeggiano i 150 anni dalla nascita di Brancusi, così la galleria francese ha pensato a un doppio appuntamento nelle sue sedi di Parigi e Venezia. Il capitolo veneziano si sviluppa a partire dalle fotografie di Dan Er. Grigorescu dedicate all’opera di Brancusi, presentate in dialogo con opere di artisti contemporanei, mettendo in luce la continuità di un approccio scultoreo definito da purezza, tensione formale e interazione tra materia e spazio. Fotografo autodidatta con una profonda ammirazione per l’innovazione radicale della scultura di Brancusi, Dan Er. Grigorescu realizzò una serie di fotografie dedicata alle opere dello scultore pubblicate in un libro nel 1967 ed esposte nel Padiglione rumeno alla Biennale di Venezia del 1982.
Venezia // fino al 18 dicembre 2026
Reflections on Brancusi
GALERIE NEGROPONTES – Dorsoduro, 3900
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Spazio Punch – Darkness Visible
Il titolo della mostra prende in prestito la descrizione dell’Inferno che Milton fece in Paradiso perduto (1667), con un ossimoro che è un’efficace metafora del ruolo delle arti visive nel portare alla luce ciò che è stato nascosto o censurato – come i desaparecidos, simbolo della dittatura militare argentina. Darkness Visible: The Long Shadow of Dictatorship è un progetto sviluppato dal Museo de Arte Moderno de Buenos Aires in collaborazione con Spazio Punch, in occasione del 50° anniversario del colpo di stato che diede inizio alla dittatura. Con diciannove artisti e collettivi di diverse generazioni e opere che spaziano dagli Anni Settanta a oggi, la mostra rivendica lo spazio espositivo come piattaforma civica, afferma il ruolo degli artisti nella società e pone l’arte come strumento per comprendere la storia, tutelare la memoria e i diritti umani, promuovere l’impegno attivista contro il terrore di Stato e accrescere la consapevolezza civica di fronte alla violenza.
Venezia // fino al 22 novembre 2026
Darkness Visible: The Long Shadow Of Dictatorship
SPAZIO PUNCH – Giudecca, 800/o
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Tommaso Calabro – Ritratti ieri e oggi
Tommaso Calabro chiude le sue gallerie di Venezia e Milano con un progetto congiunto: See You, Venice e See You, Milan. Affrontando il tema del ritratto, uno dei generi più longevi e complessi della storia dell’arte, See You mette in relazione diverse prospettive storiche, mostrando come il ritratto continui a rinnovarsi pur rimanendo profondamente legato alla sua funzione originaria: rendere visibile la presenza dell’altro e tramandarne l’identità nel tempo. Concepite come momento conclusivo nel percorso della galleria, le due mostre raccolgono anni di ricerca, incontri ed esperienze condivise e sono al tempo stesso una riflessione e un invito a tornare, a osservare da vicino e a trascorrere ancora del tempo insieme.
Venezia // fino al 18 luglio
See You, Venice
TOMMASO CALABRO – Campo San Polo, 2177
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Terzospazio – Uno spazio per il riposo
Nel caotico clima della Biennale, Terzospazio diventa una stanza in cui prendere una boccata d’aria, per rallentare, uscire dal flusso del networking e sostare nell’esperienza dell’arte. Attraverso un programma di un mese fatto di conversazioni, workshop e attivazioni, si riflette sulla contro-istituzionalità, sulla creazione di spazio per i lavoratori e su una cultura del lavoro in cui il riposo non è una ricompensa, ma una base.
Venezia // fino al 15 giugno 2026
Organised Rest in Times of Uprising
TERZOSPAZIO – Santa Croce, 1996
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Fondazione Bevilacqua La Masa – Giovani artisti
Come ogni anno dal 1898, quando fu fondata, la Fondazione Bevilacqua La Masa dedica una mostra alla scoperta e alla promozione delle nuove leve dell’arte. Così, i 37 artisti selezionati sono tutti under 30 che vivono nel Triveneto. Pittura, scultura, installazione, video, performance e pratiche processuali affiancando una sezione dedicata al concorso per l’immagine grafica della mostra.
Venezia // fino al 28 giugno 2026
108° Collettiva Giovani Artisti
FONDAZIONE BEVILACQUA LA MASA – Complesso dei SS. Cosma e Damiano, Giudecca
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Palazzo Nervi Scattolin – Kandis Williams, Meriem Bennani & Orian Barki, Tai Shani
In occasione della Biennale, la facciata di Palazzo Nervi Scattolin si trasforma in un gigantesco schermo, ospitando le proiezioni di If All Time Is Eternally Present, progetto che riunisce opere video, sia inedite che non, di Kandis Williams, Meriem Bennani & Orian Barki e Tai Shani, proiettate direttamente sull’edificio. Si rinuncia, così, a uno spazio espositivo tradizionale per inserirsi nel contesto urbano, creando un dialogo tra immagini in movimento, architettura e spazio pubblico. Curata da Chiara Carrera e Marta Barina, inaugura Building Dialogue, un nuovo ciclo promosso dalla Fondazione Pier Luigi Nervi con l’obiettivo di esplorare il rapporto tra pratiche artistiche contemporanee e ambiente costruito. Il progetto riflette sull’eredità concettuale e progettuale di Pier Luigi Nervi, tra i più influenti ingegneri e architetti del Novecento, celebre per aver saputo coniugare arte e scienza delle costruzioni attraverso strutture in cui ogni elemento architettonico risponde alle forze che lo generano.
Venezia // fino al 7 giugno 2026
IF ALL TIME IS ETERNALLY PRESENT
PALAZZO NERVI SCATTOLIN – Campo Manin
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Ex Chiesa della Misericordia – Etnia House of Arts
Ha inaugurato il 5 maggio in occasione del via della Biennale ed è promosso da Etnia Eyewear Culture: è il progetto ridà vita all’ex Chiesa dell’Abbazia della Misericordia, riaperta dopo un complesso intervento di restauro e trasformata in un luogo di arte, incontro e sperimentazione. Etnia House of Arts non si limita a riattivare uno spazio storico, ma ne ridefinisce la funzione e l’edificio diventa, così, un ambiente vivo in cui l’arte viene prodotta, condivisa e resa visibile nel suo processo di realizzazione. La programmazione si svilupperà con mostre, interventi site-specific, performance e incontri, realizzati sia autonomamente sia in collaborazione con artisti e istituzioni della scena culturale contemporanea. Le prime artiste in residenza sono Conxi Sane e Greta Pilana, chiamate a mettere in relazione la loro ricerca con l’architettura e lo spazio di Venezia.
Venezia // residenza di Conxi Sane e Greta Pilana fino al 17 maggio 2026
ETNIA HOUSE OF ARTS
Ex Chiesa della Misericordia – Cannareggio, 3599
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Negozio Olivetti – Leandro Erlich
Nell’iconico negozio progettato da Carlo Scarpa, il progetto espositivo riunisce una ventina di opere di Erlich, tra cui diverse sculture inedite. Attraverso organismi ibridi in cui forme vegetali, minerali, architettoniche e antropomorfe si intrecciano, l’artista costruisce un linguaggio visivo che mette in discussione le categorie stabili della percezione. Muovendosi tra il familiare e l’inquietante, queste opere suggeriscono che la forma artistica non è semplicemente rappresentativa, ma generativa: una forza capace di rimodellare il modo in cui la realtà viene immaginata e abitata. La mostra Hybrids invita, così, i visitatori a riconsiderare il proprio rapporto con lo spazio, la materia e la percezione.
Venezia // fino al 22 novembre 2026
Leandro Erlich. Hybrids
NEGOZIO OLIVETTI – Piazza San Marco, 101
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CIRCUIT – Federica Di Pietrantonio
Quella di Federico Di Pietrantonio è la mostra con cui CIRCUIT ha iniziato la sua attività di spazio dedicato alla new media art e alle pratiche digitali. Con Sunburn si ha una panoramica sul lavoro dell’artista che si muove tra opere pittoriche, installazioni, passando per il video. Dagli hikikomori ai goldfarmer, la pratica di Di Pietrantonio attraversa le sottoculture del mondo digitale per osservare connessione e isolamento nell’era digitale.
Mestre // fino al 30 maggio 2026
Sunburn. Federica Di Pietrantonio
CIRCUIT – Calle del Gambero, 16
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