Le mostre e il riallestimento della collezione. Il Castello di Rivoli è tutto nuovo

Al Castello di Rivoli le nuove opere di Sung Tieu, Haris Epaminonda e Christelle Oyiri raccolte nella mostra “Inserzioni” - fino al 28 febbraio - dialogano con la Collezione di Arte Povera, da poco riallestita

Il corridoio è stretto, la luce scarsa. Sulle pareti, i mosaici mostrano graffiti e scritte che da vicino si scompongono in tessere. Sung Tieu (Hai Duong, 1987) ha fatto ricostruire in scala 1:1 un passaggio della palazzina di Berlino Est dove ha vissuto dopo che la sua famiglia arrivò in Germania, nel 1992. L’edificio, in Gehrenseestraße, è oggi abbandonato e parzialmente distrutto. Alla fine del corridoio si entra in una sala illuminata di giallo. Sul pavimento c’è un mucchio di detriti portati dal sito berlinese. Li si incontra dopo aver appena percorso la copia di uno spazio domestico: la distanza tra le due cose, il corridoio ancora percorribile e la casa che si disfa, regge da sola l’installazione.

Sung Tieu, veduta dell’allestimento, Inserzioni, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino, 2026. Courtesy Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino. Ph: Sebastiano Pellion di Persano
Sung Tieu, veduta dell’allestimento, Inserzioni, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino, 2026. Courtesy Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino. Ph: Sebastiano Pellion di Persano

Sung Tieu e il soffitto del Castello di Rivoli

Tieu espone quest’anno anche nel Padiglione della Germania alla Biennale di Venezia, con Henrike Naumann. A Rivoli torna ai Plattenbauten dell’ex Germania Est, dove vivevano anche lavoratori a contratto vietnamiti. Il mosaico riproduce le immagini delle pareti berlinesi, comprese scritte politiche di segno diverso. Nel corridoio si passa dentro quella memoria prima di arrivare alle macerie. Il catalogo aggiunge un dettaglio decisivo. I detriti sono collocati nel punto in cui, negli Anni Settanta, crollò una parte del soffitto del Castello. Le proteste seguite a quel cedimento contribuirono al recupero dell’edificio e alla sua trasformazione in museo. Una rovina è stata restaurata; l’altra ha continuato a deteriorarsi. Per qualche minuto occupano lo stesso posto.

La stanza di Epaminonda al Castello di Rivoli

Haris Epaminonda (Nicosia, 1980) interviene nella Sala di Bacco e Arianna. Grandi superfici color sabbia scendono dall’alto e si arrotolano sul pavimento. Pannelli azzurri e bianchi tagliano la vista degli stucchi. Fra le aperture compaiono un mappamondo, teste di cavallo, piccole forme; un tessuto decorato è posato accanto a una colonna. Nel piano bianco si apre anche un vano: bisogna avvicinarsi per vedere che cosa si trova sotto. Alcuni oggetti vengono da Casa Mollino. Il legame fra Juvarra e Mollino, separati da circa due secoli ma attivi entrambi a Torino, è il punto di partenza dichiarato dell’opera. Nella sala, però, conta soprattutto il movimento di chi guarda. Un pannello nasconde ciò che si vedeva un istante prima; un oggetto appare soltanto girando attorno all’installazione. Epaminonda non lascia mai che l’allestimento e la decorazione storica si separino del tutto.

L’incendio nel film di Christelle Oyiri

Christelle Oyiri (Nogent-sur-Marne, 1992) porta a Rivoli Hauntology of an OG, un film che attraversa Memphis fra monumenti, rap e memoria della città. Nelle immagini compare il Clayborn Temple in fiamme. La scena non fu preparata: Oyiri ha raccontato che, nell’ultimo giorno di riprese, uscì presto con la troupe per cercare altre inquadrature e si trovò davanti alla chiesa che bruciava. Clayborn Temple era stato un centro dello sciopero dei netturbini del 1968, la lotta che riportò Martin Luther King Jr a Memphis. Il suo ultimo discorso fu pronunciato al Mason Temple, un’altra chiesa. Questa distinzione conta, perché il film mostra l’incendio di un luogo che aveva sostenuto la protesta nella vita quotidiana. Oyiri lo registra mentre accade; la voce del rapper e poeta Darius Phatmak Clayton lo riporta dentro il racconto della città.

Alighiero Boetti e il nome Arte Povera

Il percorso del Castello di Rivoli comprende anche il riallestimento della sua Collezione di Arte povera. Alighiero Boetti, Piero Gilardi e Michelangelo Pistoletto sono al primo piano; al secondo si incontrano, fra gli altri, Giovanni Anselmo, Jannis Kounellis, Mario Merz, Giuseppe Penone e Gilberto Zorio. Durante la presentazione Marcella Beccaria ha ricordato un particolare delle opere di Boetti. Furono acquisite dal Castello negli Anni Ottanta, quando l’artista cercava di allontanarsi dal marchio “Arte Povera”, che allora poteva suonare già vecchio. Beccaria ha osservato che nella documentazione delle esposizioni di quel periodo non compare quel nome. Oggi è invece il titolo sotto il quale il museo riunisce e rende leggibile una parte fondamentale della propria Collezione. Lo stesso lavoro può attraversare più racconti, senza che la sua storia coincida interamente con uno solo. Nel programma figura inoltre il Premio Piero Siena: il Castello presenta Stefano Bernardi e Samira Mosca e acquisisce un’opera del primo, la cui ricerca comprende il suono ricavato dalle vibrazioni delle api. Esco dalla sala di Boetti con in mente il corridoio di Tieu. Il museo conserva opere e riordina le parole con cui le presenta. Ha anche potuto riparare il proprio soffitto. Il corridoio berlinese, per tornare percorribile, ha dovuto essere ricostruito qui dentro.

Antonino La Vela

Rivoli // fino al 28 febbraio 2027
INSERZIONI: Haris Epaminonda, Christelle Oyiri, Sung Tieu
ARTE POVERA | Capolavori dalla Collezione
CASTELLO DI RIVOLI – Piazza Mafalda di Savoia
Scopri di più

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Antonino La Vela

Antonino La Vela

Antonino La Vela (Marsala, 1971) è artista, scrittore e ricercatore indipendente. Vive e lavora a Torino. La sua ricerca attraversa arte contemporanea, politica, ecologia, genere, identità e tecnologie, con particolare attenzione ai rapporti tra visibilità, potere e responsabilità. Scrive di…

Scopri di più