Tutte le anticipazioni sul programma di mostre alla Grande Brera di Milano per il 2026/2027. L’intervista al direttore Crespi

Le celebrazioni per il 250esimo anniversario dell'Accademia si intrecciano al decennale dalla morte del semiologo Umberto Eco. E c'è persino Marina Abramović

È un ambizioso volo che dall’Ottocento arriva fino ai giorni nostri il programma per la seconda metà del 2026 e la prima del 2027 di Pinacoteca di Brera, Accademia di Belle Arti, Biblioteca Braidense e Palazzo Citterio, che insieme danno corpo all’ecosistema culturale della Grande Brera. Un anno di mostre e progetti speciali che celebrano anche i 250 anni dalla fondazione dell’Accademia, i 10 anni dalla morte di Umberto Eco e il centenario degli Amici di Brera: il programma plurimo, ricorda il direttore generale della Pinacoteca e della Biblioteca Angelo Crespi, rispecchia l’identità sfaccettata della Grande Brera e il pubblico sempre più ampio che intende coinvolgere in uno spazio di discussione e produzione culturale.

Tra l’anno scorso, quest’anno e il prossimo si comincerà a capire l’idea di museo cui vogliamo dare vita: quella di un museo vivente. Ne sono molto contento“, spiega Crespi ad Artribune. “Abbiamo dei dati di affluenza molto positivi, anche rispetto al record dell’anno scorso: siamo vivendo quell’ambiente positivo che attraversa tutta Milano“, aggiunge, promettendo sorprese per la fine dell’anno e il prossimo Salone del Mobile.

Tutte le anticipazioni sul programma di mostre alla Grande Brera di Milano per il 2026/2027. L'intervista al direttore Crespi
Francesco Hayez, Il bacio, 1859, cm 112 × 88, olio su tela

Cosa vedremo alla Pinacoteca di Brera

Protagonista della programmazione della Pinacoteca è Francesco Hayez (Venezia, 1791 – Milano, 1882), artista che più di ogni altro incarna lo spirito della Brera ottocentesca. I capolavori dall’Accademia e dalla Pinacoteca saranno riuniti per la prima volta in un percorso inedito, che sarà aperto al pubblico a partire da novembre e che “durerà almeno un paio d’anni: sarà l’inizio del nuovo allestimento della Pinacoteca, che cambierà anche in ottica di accessibilità“, ci dice il direttore generale.

Il centenario dell’Associazione Amici di Brera sarà poi l’occasione per ricordare come, attorno alla Pinacoteca, si siano raccolte nell’ultimo secolo alcune delle personalità più attive della Milano culturale e d’impresa: un impegno che emerge dalla mostra nelle Sale Napoleoniche con acquisti e doni degli amici (dipinti, sculture e codici miniati) confluiti a Brera. “Si tratta dell‘associazione più antica d’Italia a supporto di un museo“, ricorda Crespi. “La città di Milano era ed è ancora molto vicina a Brera, e riflette il gusto del collezionismo italiano, dal primo Caravaggio a oggi”.

Tutte le anticipazioni sul programma di mostre alla Grande Brera di Milano per il 2026/2027. L'intervista al direttore Crespi
Carlo Maria Mariani, La mano ubbidisce all’intelletto, 1983, Olio su tela, 200 × 175 cm, Collezione privata

Mariani e Schifano a Palazzo Citterio

Sono due grandi personalità del Novecento le protagoniste della programmazione di Palazzo Citterio. Dal 9 ottobre apre la mostra dedicata a Carlo Maria Mariani (Roma, 1931 – New York, 2021), pittore sperimentatore che ha attraversato iperrealismo, astrattismo e neoclassicismo concettuale: saranno esposte opere dagli Anni Quaranta al 2019. “La sua è una delle espressioni più riuscite, tra anacronismo e citazionismo. In lui rivediamo un ritorno alla pittura, classica ma concettuale, che è oggetto di forte interesse per Brera in questi anni“, ci spiega Crespi. “Siamo stati in giro per l’Italia e in America – anche per raccogliere opere mai esposte in Italia -, abbiamo parlato con la moglie e ci siamo immaginati di fare questa grande mostra che celebra un periodo significativao ma ancora pococonosciuto del Dopoguerra, spesso guardato con sufficienza dai contemporaneisti“.

Seguirà poi un doppio appuntamento con Mario Schifano (Homs, 1934, Roma, 1998), nome di punta della Pop Art italiana e artista di assoluta influenza sulla scena nostrana del secolo scorso: la mostra si sviluppa in due momenti diversi, uno al secondo piano di Palazzo Citterio e l’altro nella Sala Stirling, l’ambiente ipogeo accessibile dal cortile interno, con una selezione di opere che punta da un lato a ripercorrere il suo percorso artistico e dall’altro a ricreare lo spirito eclettico degli Anni Sessanta in Italia culminato negli happening, come quello dello stesso Schifano al Piper di Roma: “Volevamo proprio fare il Piper! Che però appartiene all’immaginario di Roma. Sarà una vera e propria ricostruzione lungo il solco della musica e del cinema, una bella scommessa”, ci dice Crespi.

Tutte le anticipazioni sul programma di mostre alla Grande Brera di Milano per il 2026/2027. L'intervista al direttore Crespi
Adolfo Wildt (1868-1931),Volto di donna (Vergine), 1925, marmo, cm 28 x 25 x 10, inv. 7434, acquisto

Ci sarà anche un omaggio ai celebri docenti dell’Accademia – con nomi come Wildt, Carrà, Funi, Marini, Novelli, Fabro, Maraniello e Varisco -, la cui impronta è ancora oggi molto presente nella scena italiana, e una mostra dedicata al pittore americano-irlandese Sean Scully (Dublino, 1945) curata da Luca Massimo Barbero nella Sala Stirling. “Lo spazio chiedeva un intervento particolare, e volevamo allargarci all’estero”, ci racconta Crespi. Scully è probabilmente il più importante astrattista vivente, un “pitttore pittore” nel solco di Richter e Baselitz che ha grande base teorica, insegna all’Università, ha lavorato con Raffaello e Piero della Francesca ed è molto legato all’arte italiana e anche alla Pinacoteca“.

Tutte le anticipazioni sul programma di mostre alla Grande Brera di Milano per il 2026/2027. L'intervista al direttore Crespi
Sean Scully, Desert Red, 2025, Oil and spray paint on aluminum, 85 x 150 in. (215.9 x 381 cm), © Sean Scully. Photo: courtesy the artist

Abramović e Coltro sul ledwall di Palazzo Citterio

All’esterno di Palazzo Citterio il ledwall continuerà a ospitare progetti in tandem con il Museo Nazionale dell’Arte Digitale: la prima ospite per il 2026 sarà, da novembre, l’artistar Marina Abramović (Belgrado, 1946), madrina dell’arte performativa, con la serie di performance digitali Element realizzate con la TAEX Gallery – un omaggio per i suoi 80 anni, come già le mostre a Venezia e, presto, a Roma. Per il 2027, da febbraio, ci sarà Davide Maria Coltro (Verona, 1967) con l’inedito The Intelligence of Wonder, che porterà i nuovi sviluppi della sua ricerca sul Quadro Mediale: “Da ormai trent’anni è uno dei teorizzatori del digitale in Italia: qui scende nelle profondità dell’elemento primordiale, il bit, e lo propone in chiave astratta e sublime, con scenari che cambiano continuamente”, ricorda Crespi.

Tutte le anticipazioni sul programma di mostre alla Grande Brera di Milano per il 2026/2027. L'intervista al direttore Crespi
Athanasius Kircher, Athanasii Kircheri e Soc. Jesu Mundus subterraneus, in 12 libros digestus; quo divinum subterrestris mundi opificium, mira ergasteriorum naturæ in eo distributio…, Amstelodami, apud Joannem Janssonium & Elizeum Weyerstraten, 1664-1665. Apertura dell’opera: frontespizio e ritratto autore calcografico

Eco e Manzoni alla Biblioteca Braidense

A dieci anni dalla morte del grande semiologo e scrittore Umberto Eco, la Braidense esporrà (a partire dal 2 ottobre) le immagini del romanzo L’isola del giorno prima, tratte anche dal patrimonio librario dello stesso Eco (il cui studiolo è stato replicato all’interno della Biblioteca) per valorizzare il pensiero del grande intellettuale italiano. “Abbiamo lavorato con la Fondazione Umberto Eco per fare una mostra che non fosse solo bibliografica, ma anche didattica e quasi performativa: racconterà in modo divertente il gioco che sta alla base di questo romanzo pazzesco, che è di geografia e filosofia insieme”, ci racconta Crespi. “La Sala Teresiana diventerà una sorta di nave: sarà una mostra sorprendente”.

Spazio anche all’arte, con una mostra di pittura figurativa dell’artista sardo Michele Ciacciofera (Nuoro, 1969), e agli studi manzoniani, con un progetto per celebrare i 200 anni dalla pubblicazione della Ventisettana, il leggendario manoscritto del 1827 dei Promessi Sposi precedente al “risciaquo in Arno” della Quarantana, con una mostra diffusa tra la Braidense e Casa Manzoni (dove troverete persino le “edizioni pirata”).

Giulia Giaume

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Giulia Giaume

Giulia Giaume

Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo…

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