Ancora uno spettacolare furto d’arte: in Spagna i ladri trafugano una preziosa collezione di oreficeria preistorica

Il Tesoro de Villena, conservato nel museo dell’omonima cittadina valenciana, è considerato tra le più importanti collezioni di oreficeria dell’Età del Bronzo in Europa. Il colpo messo a segno all’alba del 27 agosto ha fruttato gran parte della collezione. Si pensa a una banda specializzata in furti d’oro nei musei, con clamorosi precedenti all’attivo

Nell’estate del famigerato colpo di Messina, che ha portato al furto di alcune opere di Antonello conservate al MuMe (ancora si cercano i mandanti: tutte le piste sembrano possibili), anche la Spagna ha di che tribolare sulla questione sicurezza nei musei.

La sicurezza nei musei nell’estate dei furti d’arte

Se è vero che il lieto fine può verificarsi – lo dimostra il caso della Fondazione Magnani Rocca, nel Parmense – la facilità con la quale sempre più di frequente si verificano furti di opere d’arte ai danni di strutture museali pubbliche e private impone una riflessione sull’efficacia degli strumenti di contrasto e sull’obsolescenza dei sistemi che dovrebbero proteggere le più importanti collezioni d’arte del mondo (leggasi Louvre). Proprio in queste ore, anche il Mak di Vienna è stato preso di mira: intorno alle 14 del 27 agosto, davanti a numerosi visitatori, due uomini hanno rotto una teca di vetro per trafugare un gioiello esposto al Museo di Arti applicate austriaco, dov’è in corso una mostra che riunisce pezzi della collezione del Mak e circa 350 creazioni di alta gioielleria della maison francese Van Cleef & Arpels.

La Spagna e i furti d’arte al museo

Mentre lo scorso 25 aprile, il Museo Arqueológico Provincial di Badajoz in Spagna è stato teatro di un gravissimo furto in cui sono state sottratte 144 monete d’oro (delle 149 complessive) appartenenti al Tesoro di Villanueva de la Serena, coniate tra il 1772 e il 1822, per un valore stimato di mezzo milione di euro. Nel museo non erano presenti telecamere di videosorveglianza interne e i sensori d’allarme della teca non sono scattati, impedendo all’unico vigilante presente di accorgersi del colpo in tempo reale. Ma un furto di monete antiche si è verificato anche più di recente ai danni del Museo Provinciale de Albacete, nella notte tra il 27 e il 28 luglio 2026. In questo caso le telecamere hanno ripreso l’irruzione notturna di quattro malviventi incappucciati, entrati sfondando una finestra: la banda ha distrutto le teche espositive della sala di archeologia e sottratto il bottino in appena 90 secondi, prima di fuggire a bordo di due auto (una delle quali data alle fiamme per disperdere le tracce). Le monete trafugate di Albacete, oltre 200 pezzi, facevano parte di due nuclei storici: il Tesoro della Calle del Horno e la Collezione di Villamalea.

La banda spagnola dei furti d’oro nei musei

Ed è probabile che anche dietro al caso del terzo colpo messo a segno, quest’ultimo all’alba del 27 agosto presso il Museo de Villena (35mila abitanti, nella provincia di Alicante), si nasconda la medesima banda, specializzata secondo gli inquirenti che conducono le indagini in furti d’oro nei musei. Obiettivo: fondere le monete e gli oggetti rubati per poi rivendere l’oro sul mercato nero, al riparo dunque dalla possibilità che la provenienza dei pezzi tradisca i responsabili (qui il punto sulle indagini del quotidiano El Mundo).

Il Tesoro di Villena: un’importante collezione di oreficeria dell’Età del Bronzo

Al Museo de Villena, in solo quattro minuti, i ladri sono riusciti a impossessarsi di gran parte del Tesoro di Villena, una delle più importanti collezioni di oreficeria preistorica d’Europa. Di nuovo, i ladri sono entrati sfondando una finestra, hanno rotto le teche e si sono dileguati con grande velocità a bordo di un auto. L’allarme è prontamente scattato, ma la polizia è arrivata troppo tardi sul posto. I 66 reperti trafugati risalgono al 1250 a.C. circa e fanno parte del “Tesoro” scoperto nel 1963 dall’archeologo José Maria Soler Garcia, rinvenuto in un recipiente interrato nel letto di un corso d’acqua prosciugato nei pressi di Villena. Il Tesoro comprende bracciali, coppe, bottiglie e altri manufatti dell’Età del Bronzo, in gran parte in oro ma anche in argento, ambra e ferro. Tra gli oggetti risparmiati: tre recipienti d’argento, un bracciale e alcuni elementi ornamentali del cosiddetto bastone del re, uno scettro cerimoniale dell’Età del Bronzo. Una delle quattro corone della Vergine è stata invece persa dai ladri mentre fuggivano, recuperata e messa in salvo. Anche stavolta le autorità escludono falle nei sistemi di sicurezza, facendo riferimento piuttosto all’abilità di professionisti del furto d’arte. Ma anche in Spagna, come successo in Italia dopo il furto di Messina, il dibattito pubblico si accende intorno alla scarsità delle risorse pubbliche investite in tema di sicurezza museale.

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