Il Teatro Olimpico di Vicenza si ferma un anno: via al grande cantiere di restauro
L'annuncio della chiusura del Teatro Olimpico è arrivato dal sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, insieme agli assessori alla Cultura e al Turismo Ilaria Fantin e ai Lavori pubblici Cristiano Spiller
Dopo oltre quattro secoli di spettacoli, concerti e visite, il più antico teatro stabile coperto dell’età moderna si appresta a chiudere le proprie porte per un importante intervento di restauro e messa in sicurezza. Il cantiere, dal valore complessivo di circa 2 milioni di euro, prenderà avvio al termine del 2027 e proseguirà per circa 300 giorni, interessando il complesso con opere di carattere antisismico, interventi conservativi e l’adeguamento dei sistemi di sicurezza. Per tutta la durata dei lavori il teatro non ospiterà eventi e sarà inoltre interdetto alle visite turistiche.
Il Teatro Olimpico di Vicenza si ferma per un anno
L’annuncio è arrivato dal sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, insieme agli assessori alla Cultura e al Turismo Ilaria Fantin e ai Lavori pubblici Cristiano Spiller, direttamente dal palcoscenico di quello che è uno dei luoghi simbolo della città e dell’architettura rinascimentale italiana. L’attività culturale e le visite proseguiranno dunque regolarmente fino alla fine del 2027.
Il Teatro Olimpico di Vicenza si ferma per un anno: l’investimento tra il Ministero e il Comune
La parte principale del progetto, finanziata dal Ministero della Cultura attraverso risorse destinate alla Regione Veneto, ammonta a 1 milione e 745mila euro. Gli interventi riguarderanno in particolare la struttura dell’edificio, con il consolidamento delle murature in corrispondenza delle finestre del primo e del secondo piano. A questo si aggiungerà un ulteriore investimento di circa 250mila euro sostenuto direttamente dal Comune di Vicenza, destinato alla realizzazione di un nuovo sistema di videosorveglianza e di un impianto antincendio, con telecamere digitali dotate anche di visione a infrarossi per il controllo notturno.
La storia del Teatro Olimpico di Vicenza
A concepire il Teatro Olimpico fu Andrea Palladio, che nel 1580 ricevette dall’Accademia Olimpica l’incarico di trasformare in spazio teatrale un complesso medievale ormai dismesso, già utilizzato in passato come prigione e polveriera. L’architetto, tra i fondatori dell’Accademia nata nel 1555 con finalità culturali e scientifiche, aveva già realizzato per il sodalizio diversi apparati scenici temporanei. L’Olimpico rappresentava però qualcosa di diverso. Il progetto fu l’ultima grande opera di Palladio. I lavori iniziarono proprio nel 1580, ma pochi mesi dopo, nell’agosto dello stesso anno, l’architetto morì. La costruzione venne quindi portata avanti dal figlio Silla sulla base dei suoi disegni e delle sue indicazioni, fino al completamento della cavea, della loggia e del proscenio. Mancava tuttavia la parte più spettacolare: la scenografia prospettica destinata a trasformare il palcoscenico in un’illusione architettonica capace di evocare la città antica.
Il Teatro Olimpico di Vicenza: da Palladio e Scamozzi
A raccogliere questa eredità fu Vincenzo Scamozzi, chiamato a completare l’opera del maestro. Fu lui a progettare le celebri scene lignee che ancora oggi costituiscono uno dei tesori più straordinari del teatro. Dietro la porta regia e le aperture laterali si apre così una prospettiva che simula le strade di Tebe, concepita per amplificare attraverso il disegno prospettico la profondità dello spazio. L’inaugurazione avvenne il 3 marzo 1585, con l’Edipo re di Sofocle. La rappresentazione, accompagnata dalle musiche di Andrea Gabrieli e inserita in un complesso apparato visivo e teatrale, segnò l’ingresso ufficiale dell’Olimpico nella storia. Da allora, quello che avrebbe dovuto essere un teatro ispirato all’antichità è diventato a sua volta un monumento storico.
Teatro Olimpico
Piazza Matteotti, 11, Vicenza
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