Una grande partita a scacchi simultanea per ricordare Duchamp: l’evento al MoMA di New York

La gran maestra di scacchi Susan Polgar, la cui storia ispirò la serie Netflix "La regina degli scacchi", giocherà contemporaneamente contro 50 artisti, critici e ammiratori dell'artista concettuale nel giorno del suo compleanno, il 28 luglio

I pezzi degli scacchi sono l’alfabeto a blocchi che dà forma ai pensieri, e questi pensieri, pur creando un disegno visivo sulla scacchiera, esprimono la loro bellezza in modo astratto, come una poesia“. Per Marcel Duchamp (Blainville-Crevon, 1887 – Neuilly-sur-Seine, 1968), celebre artista e cofondatore del movimento Dada, gli scacchi erano arte, un’arte a cui dedicò molta parte della propria vita e tutta la fine della propria carriera, annunciando di voler abbandonare l’arte a favore della scacchiera. In omaggio a questa passione, un’ossessione familiare che influenzò anche la sua vita romantica, il 28 luglio il Museum of Modern Art ospiterà una grande partita di scacchi in suo onore.

Scacchi, Duchamp, MoMA
Installation view of Marcel Duchamp on view at The Museum of Modern Art, New York, from April 12 through August 22, 2026. Photo by Jonathan Dorado © The Museum of Modern Art, New York

Al MoMA di New York una speciale partita a scacchi per Marcel Duchamp

In contemporanea con la grande mostra monografica Marcel Duchamp aperta (fino al 22 agosto) al sesto piano, il MoMA ospiterà per un giorno, in occasione di quello che sarebbe stato il 139° compleanno di Duchamp, una partita speciale. Nell’atrio centrale la celebre gran maestra di scacchi Susan Polgar, ungherese naturalizzata americana, sfiderà 50 artisti, storici e altri esponenti del mondo dell’arte in una “simultanea”, una partita in cui giocherà su 50 scacchiere diverse contemporaneamente. I visitatori (previo biglietto d’ingresso) sono invitati ad assistere.

Scacchi, Duchamp, MoMA
Multiple Portrait of Marcel Duchamp. Broadway Photo Shop, New York, 1917. Gelatin silver print, 3 7/16 × 5 1/2 in. (8.7 × 14 cm). Private Collection, France. © 2026 Artists Rights Society (ARS), New York/ADAGP, Paris/Estate of Marcel Duchamp

Duchamp, una vita dietro la scacchiera

Il rapporto tra l’artista concettuale e gli scacchi è affrontato anche nel percorso espositivo del MoMA, che nella propria collezione ha una ricca collezione di scacchiere d’autore tra cui quella geometrica di Man Ray (1926 circa) e il White Chess Set di Yoko Ono (1966) con soli pezzi bianchi. La mostra si apre proprio con il dipinto giovanile La partita a scacchi (1910), che raffigura i due fratelli maggiori, a loro volta artisti, immersi in una partita.

Questo interesse ossessivo fu una delle costanti della vita di Duchamp: contribuì (stando al memoir dello stesso Man Ray) alla rottura del primo matrimonio con Lydie Sarazin-Levassor e facilitò il secondo con Alexina Sattler, con cui si trasferì nel Greenwich Village proprio davanti al Marshall Chess Club. Giocò con artisti coevi come Man Ray e il compositore John Cage, quest’ultimo in una partita pubblica-performance in cui ogni mossa attivava un suono e un’immagine proiettata sul pubblico. “Sono giunto alla conclusione che, sebbene non tutti gli artisti siano giocatori di scacchi, tutti i giocatori di scacchi sono artisti”, disse Duchamp nel 1952 in un discorso alla Federazione Scacchistica dello Stato di New York.

Scacchi, Duchamp, MoMA
Man Ray e Duchamp mentre giocano a scacchi

Una storica partita di scacchi al MoMA

La partita, ideata dall’ex mercante d’arte ed esperto dell’artista concettuale Francis Naumann, rende quindi omaggio al duraturo interesse per gli scacchi di Duchamp – che progettò persino il suo set da gioco – ma anche una simile partita organizzata durante la storica retrospettiva di Duchamp al MoMA nel 1974.

In occasione dell’evento del 28 luglio, previsto dalle 12 alle 17, la scultrice Carol Bove ha arredato la hall del museo con cinque scacchiere artistiche, i cui cavalli e alfieri sono reinterpretati come blocchi d’acciaio: i visitatori sono invitati a usarle per sfidarsi a propria volta. Cuore dell’evento resta però il grande match con protagonista Susan Polgar, prodigio degli scacchi e autrice dell’autobiografia Regina Ribelle, in cui racconta la conquista (come prima donna) del titolo di gran maestro nel 1991. Una storia di successo rimasta negli annali, che ha ispirato la fortunata serie Netflix del 2020 La regina degli scacchi.

Giulia Giaume

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Partita di scacchi simultanea con Susan Polgar
Martedì 28 luglio, dalle 12 alle 17
MoMA, primo piano, atrio del giardino Agnes Gund
Ingresso gratuito con il biglietto del museo

11 West 53rd Street, New York

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Giulia Giaume

Giulia Giaume

Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo…

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