Ecco com’è la più importante fiera d’arte contemporanea del Portogallo. Reportage e interviste da ArcoLisbona 2026

A Lisbona parte la nona edizione della fiera portoghese che, in una sua "dimensione umana", restituisce il panorama locale e nazionale, ma anche un po' internazionale. La direttrice ci racconta cosa la rende speciale

Giunge alla sua nona edizione ARCOlisboa, la principale fiera internazionale d’arte contemporanea del Portogallo. Sede della fiera, aperta dal 29 al 31 maggio (e gratis per due giorni per gli under25), è ancora una volta la Cordoaria Nacional, ex fabbrica di corde navali sul fiume Tejo nonché edificio più lungo del Paese: qui sono ospitate gallerie e progetti selezionati dal Comitato Organizzatore, composto da João Azinheiro, Sabrina Amrani e Matteo Consonni (della galleria italiana Consonni Radziszewski), insieme ai contenuti sviluppati dai team curatoriali.

ARCOlisboa secondo la sua direttrice Maribel López

Questo è un progetto che nasce dalle gallerie“, spiega ad Artribune Maribel López, direttrice di ARCO a Madrid e a Lisbona. “Quando abbiamo dato vita ad ARCOLisboa, nel 2016, era un momento di crisi sia per la Spagna sia per il Portogallo: le gallerie sono andate da Carlos Urroz, allora direttore di ARCO, a chiedergli di aprire a Lisbona. E così è stato fatto, a cominciare dalle prime 45 partecipanti”. Da allora nuove gallerie hanno aperto in città, continuando a coltivare uno stretto rapporto con la fiera, mantenendo quella componente relazionale che per la direttrice resta una priorità. Che si manifesta anche nello sforzo di tenere i costi bassi, per chi espone e per chi compra: gli spazi espositivi scendono fino a 2500 euro, le opere più economiche sono sul centinaio. Quella della fiera portoghese è, per López, “una dimensione molto umana. È questa la bellezza di ARCOlisboa, è ciò che la rende diversa dalle altre fiere nel mondo”.

Ecco com’è la più importante fiera d’arte contemporanea del Portogallo. Reportage e interviste da ArcoLisbona 2026
ARCOlisboa 2026

L’edizione 2026 di ARCOlisboa

La fiera, aperta in un anteprima al comparto professionale il pomeriggio del 28 maggio, riunisce 83 gallerie da 17 Paesi: il grosso sono portoghesi e spagnole, ma ci sono anche molti contributi dall’America Latina e dall’Europa. Due le italiane, Monitor e Consonni Radziszewski, entrambe con sede anche nella capitale portoghese: aperte una accanto all’altra, ospitano rispettivamente una doppia esposizione di Helena Lapas + Pedro Zhang e una personale di Tomasz Kowalski.

Cuore di ARCOlisboa è il Programma Generale, con opere che spaziano dall’avanguardia storica ai classici contemporanei per tutta la lunghezza del corpo principale della Cordoaria. A questo si aggiungono la sezione dei Solo Projects, che offre uno sguardo approfondito sul lavoro di artisti internazionali selezionati; la sezione Opening Lisboa, curata da Sofía Lanusse e Diogo Pinto, con progetti incentrati su nuovi linguaggi e ricerca artistica; e la nuova sezione del curatore rumeno Cosmin Costinaș, Archipelago of Art Histories, un gioiellino che unisce sei artisti (presentati da altrettante gallerie, su invito) che recuperano pratiche artistiche antiche e le portano nella contemporaneità. Tratto comunque alle sezioni è “la prerogativa, per tutti i partecipanti, di concentrarsi sui propri artisti come farebbero in galleria, con la stessa cura e attenzione esclusiva“, spiega López.

Programmi speciali e collaterali ad ARCOlisboa 2026

Torna quindi la serie di conversazioni Millennium Art Talks dell’omonima fondazione dedicate a collezionismo, mecenatismo e consulenza artistica, la sezione editoriale e, per la prima volta, il Programma Internazionale per Collezionisti, che oltre all’accesso prioritario in fiera prevede visite a istituzioni e collezioni private. Il rapporto con i collezionisti è molto importante per la fiera: “Ne abbiamo invitati un centinaio, insieme a una cinquantina di curatori: è fondamentale lavorare gomito a gomito con loro per garantire la sostenibilità del progetto, e portare beneficio direttamente alle gallerie e agli artisti”, spiega López.

Sette i premi previsti, interni o facenti capo a fondazioni private, molti dei quali di acquisizione opere: c’è il premio Fundação Millennium bcp per il Miglior Stand; il premio Opening Lisboa per il Miglior Stand nella relativa sezione; il premio di acquisizione della collezione spagnola Studiolo – Candela A. Soldevilla; il premio di acquisizione del MACAM – Museu de Arte Contemporânea per integrare un’opera nella propria collezione permanente; il premio di acquisizione della collezione americana FLAD; il premio di acquisizione della collezione Kells, sempre spagnola; e il quarto premio di acquisizione della Fundação Vieira de Almeida.

Le mostre interne ad ARCOlisboa 2026

Sempre nella Cordoaria aprono anche una grande mostra antologica di Jorge Martins e, per celebrare il decimo anniversario del MAAT – Museum of Art, Architecture and Technology (che in questi giorni tiene la collettiva TURN AROUND e le personali di Anna Maria Maiolino e di Margarida Correia), THREE, un progetto ambizioso che unisce (attraverso le loro tre curatrici) la collezione del MAAT, quella del Museo dell’Energia e quella, molto tecnica, della Fondazione EDP. Che, come suggerisce il nome, è legata al Gruppo EDP, la cui sede in città è dentro la celebre struttura progettata dall’archistar cileno e Premio Pritzker 2016 Alejandro Aravena.

Giulia Giaume

ARCOLisboa
Dal 29 al 31 maggio 2026
Cordoaria Nacional

Av. da India 1300-598, Lisbona

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Giulia Giaume

Giulia Giaume

Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo…

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