“Villa Borghese è perfetta e non si tocca”. Siamo andati a vedere se è proprio così perfetta
Con la solita ideologia e il consueto estremismo, associazioni e comitati stanno cercando di ostacolare il concorso di idee lanciato per l'ampliamento della Galleria Borghese a Roma. Raccontano un parco storico "intoccabile" e "perfetto", ma è proprio così?
Non si ferma lo sciame di polemiche attorno al concorso di idee che una ditta privata ha regalato alla Galleria Borghese di Roma con l’obiettivo di ottenere un progetto di eventuale ampliamento degli spazi espositivi e dei servizi del museo.
Ancor prima di vedere il progetto vincitore, alcune associazioni e comitati si sono scagliate contro l’iniziativa urlando allo scandalo con indignazione e toni isterici. Non c’è ancora una specifica idea di come procedere con l’ampliamento, non c’è ancora un progettista, non si sa se ci saranno mai le risorse per procedere, ma loro si mobilitano lo stesso lancia in resta. Per il solo fatto che ci sia un’idea, non importa quale.
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Le foto di Villa Borghese
Ma visto che le parole chiave in questi giorni sono state “scempio”, “abuso”, “degrado”, “mercificazione” e visto che realtà associative come Italia Nostra continuano a organizzare incontri urlando “giù le mani da Villa Borghese”, siamo andati scattare qualche foto nell’area circostante la Galleria Borghese per vedere come oggi è tenuta la villa e l’area verde. Sono scatti che può fare qualsiasi cittadino e rappresentano una esperienza di visita media.
Per quanto il Comune faccia il possibile per mantenere un minimo di decoro, il parco versa in molte sue parti in condizioni tutt’altro che dignitose. C’è il rottame del Globe Theater, laghetti in abbandono, graffiti, sporcizia, edifici diroccati, il Galoppatoio in condizioni miserabili, impianti incongrui e fuori norma.

Il parco “che non si tocca” in realtà toccato eccome dal degrado
Sia chiaro: il degrado è una cosa e i progetti di sviluppo sono un’altra. E non è neppure detto che il nuovo eventuale progetto di ampliamento risolva i problemi di ammaloramento del parco, sarebbe ingenuo sostenerlo. Tuttavia resta sorprendente notare che nonostante il grande bisogno di cura e le tante criticità quotidiane, le associazioni che millantano di difendere lo storico parco romano dormano sonni profondi quando si tratta di combattere il degrado vero e invece si mobilitino in maniera surreale contro un concorso d’idee minacciando ricorsi e persino improbabili battaglie legali per bloccare il bando. Facendo passare la retorica di un’area “perfetta” e “intoccabile” che in realtà altro non è che un pezzo di città in grande difficoltà che necessità di attenzioni, aggiustamenti, modifiche, evoluzioni. Come tutta la città del resto.
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