Intervista al fumettista francese Hugo Didier che disegna il Festival di Cannes 79

Il fumettista e illustratore francese racconta il suo legame con il cinema, il fascino che lo lega al Festival di Cannes e il progetto realizzato per l’account Instagram ufficiale della manifestazione

Per l’edizione 79 del Festival di Cannes (dal 12 al 23 maggio), il fumettista e illustratore francese Hugo Didier (Parigi, 1993) è stato incaricato di reinterpretare e raccontare il festival attraverso i suoi disegni, in cui i più attenti si saranno imbattuti seguendo l’account Instagram ufficiale della manifestazione. Tra cinefilia, illustrazione e amore per il disegno tradizionale, Hugo Didier racconta come il cinema influenzi il suo immaginario visivo e quale ruolo possa avere oggi il fumetto nella cultura contemporanea.

Intervista al fumettista Hugo Didier

Cosa rappresenta per te il Festival di Cannes?

Per me il Festival di Cannes è il festival del cinema per eccellenza. Era un appuntamento annuale che non perdevo mai, soprattutto in televisione. Ero anche affascinato dalle immagini che circolavano sui social media: le celebrità presenti, il sole della Costa Azzurra, le palme… Tutto sembrava quasi idilliaco. Ma oltre al glamour, sono soprattutto i film presentati lì ad avermi sempre interessato profondamente. Ogni anno avevo un solo desiderio: poterli vedere di persona.

In che modo il cinema del festival influenza il tuo lavoro come fumettista?

Come illustratore, i film presentati lì sono una fonte visiva incredibile. La fotografia, i colori, le inquadrature e certi piani sono una straordinaria fonte di ispirazione per il mio lavoro. Infatti, una volta terminata questa edizione del Festival di Cannes, cercherò di reinterpretare attraverso dei disegni i poster dei film che mi hanno colpito di più. Queste opere saranno disponibili sull’account del Festival di Cannes e sul mio account Instagram @hugodidier1993.

Preferisci il disegno tradizionale o le tecniche digitali?

Le tecniche tradizionali! Amo la sensazione di lavorare sulla carta. Uso pennini e a volte una penna tecnica Rotring. Per i colori lavoro su un foglio separato usando lavature d’inchiostro o acquerello, poi unisco digitalmente il disegno e il colore al computer.

Come nasce una tua pagina: parte dall’idea, dalla sceneggiatura o dal disegno?

Molto spesso nasce da disegni che faccio su un foglio di carta qualsiasi. Non penso troppo: disegno personaggi o forme. È una sorta di fase di riscaldamento e, la maggior parte delle volte, da lì emerge un’idea.

Che ruolo attribuisci al fumetto nella cultura francese contemporanea?

Penso che il fumetto sia un mezzo che permette di esplorare una vasta gamma di temi grazie allo sguardo unico che il disegno offre. Questo si riflette nelle pubblicazioni attuali in Francia, dove vediamo sempre più fumetti-reportage e opere autobiografiche. Il fumetto ha una dimensione ludica che rende più facile trasmettere idee e messaggi talvolta complessi. Inoltre, conserva l’immagine di un mezzo accessibile, capace di raggiungere un pubblico molto ampio.

Quali temi ti interessa esplorare oggi attraverso il fumetto?

Oggi vorrei concentrarmi maggiormente sull’illustrazione, collaborando tra l’altro con la stampa, i brand e gli eventi. Questo mi permetterebbe di esplorare nuovi universi visivi e confrontarmi con vincoli differenti, che credo siano spesso una vera fonte di creatività.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino

Margherita Bordino

Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in…

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