Tutto venduto e il doppio del ricavo rispetto all’anno scorso. A New York fa boom anche l’asta di Phillips

Il catalogo di Phillips di arte moderna e contemporanea è andato sold out in queste aste di primavera 2026, con vari record da aggiornare. Warhol, Monet e Pollock come top lot e ottimi risultati anche per gli artisti contemporanei e ultra-contemporanei come Salman Toor

Dopo l’anticipo di Sotheby’s, che lo scorso 14 maggio aveva venduto tutti i lotti della collezione di Robert Mnuchin per un totale di $166,3 milioni, a cui si aggiungevano i $266,8 milioni del catalogo di arte contemporanea, e dopo le due vendite del 18 maggio da Christie’s che hanno cubato per oltre un miliardo di dollari, anche in casa Phillips a New York i risultati da festeggiare non sono mancati.

Alla Modern & Contemporary Art Evening Sale del 19 maggio 2026 la casa ha raggiunto un sonoro sold out con un totale di $115,2 milioni, un valore entro le stime, ma più che doppio rispetto al risultato di maggio 2025 ($52 milioni). E tra record e maestri buona la risposta anche per gli artisti più contemporanei e ultra-contemporanei.

Lee Bontecou, Untitled, 1985-2001. Courtesy Phillips
Lee Bontecou, Untitled, 1985-2001. Courtesy Phillips

L’asta sold out di arte moderna e contemporanea di Phillips a New York

L’asta Modern & Contemporary Evening Sale di Phillips ha totalizzato dunque $115.216.700, con il 100% dei 41 lotti venduti (dopo due opere ritirate) e il 100% del valore realizzato, in una vendita “guanti bianchi” praticamente perfetta. A conferma di un momento più che favorevole per l’offerta d’arte. “Il mercato è vivo e in ottima salute”, ha commentato, infatti, Robert Manley, Chairman e Worldwide Head, Modern and Contemporary Art di Phillips, che ha giustamente messo l’accento non solo sui top lot della sessione, ma anche su aggiudicazioni di fascia media che restituiscono la fotografia di un collezionismo attento e ottimista: “le opere di Salman Toor, Cecily Brown e Lee Bontecou hanno raggiunto risultati importanti”.

Salman Toor, Two Friends, 2020. Courtesy Phillips
Salman Toor, Two Friends, 2020. Courtesy Phillips

Tutti i record d’asta di Phillips a New York

Il pastello Untitled (1985-2001), un raro lavoro per dimensioni di Bontencu, ha stabilito, infatti, un nuovo record per un lavoro bidimensionale l’artista e da stime di $1,2-1,8 milioni è andato via col suo nuovo proprietario, dopo quasi cinque minuti di rilanci, per $4,2 milioni.
E migliori risultati d’asta si sono registrati anche per Pat Passlof, con Fortune (1960) al suo debutto in asta e passato di mano per $580.500, così come per il pittore danese P. S. Krøyer ($1,3 milioni), dalla collezione dell’ex ambasciatore USA in Danimarca, John L. Loeb Jr. Dalla stessa raccolta, da importanti istituzioni sono state acquisite in asta da Phillips anche due opere di Vilhelm Hammershøi.
L’altro record, invece, è stato quello aggiornato per Joseph Yaeger: il suo There is a light and it always goes out del 2021 è stato venduto a $477.300 da stime di $60.000-80.000. “Questi risultati, insieme alle opere di Andy Warhol, Claude Monet e Helen Frankenthaler, confermano la solidità della domanda per opere di rilievo del XIX, XX e XXI Secolo”, continua Manley.

Andy Warhol, Sixteen Jackies, 1964. Courtesy Phillips
Andy Warhol, Sixteen Jackies, 1964. Courtesy Phillips

Warhol, Monet e Pollock tra i top lot di Phillips, ma brillano anche gli artisti giovani

Salgono sul podio delle tre migliori aggiudicazioni della serata di Phillips, seppure con risultati inferiori alle previsioni – nonché a vendite precedenti – Andy Warhol, con Sixteen Jackies del 1964, passato di mano per $16,2 milioni, entro le stime solo con le commissioni; La Route de Vétheuil, effet de neige di Claude Monet per $9,9 milioni, poco sopra la stima minima; Jackson Pollock con un Untitled del 1948 a quota $9,2 milioni.
Ma ad aprire la serata, e a rivelare, a posteriori, che tutto sarebbe filato liscio, è stato il pittore pakistano naturalizzato statunitense Salman Toor (Lahore, 1983), con il dipinto Two Friends (2020) conquistato da un cliente californiano al telefono per $335.400, da stime di $180.000-250.000. A dimostrazione che il mercato secondario risponde con positiva coerenza ad artisti contemporanei e ultra-contemporanei se dotati di un mercato primario controllato (Toor è al momento rappresentato dalle gallerie Luhring Augustine e Thomas Dane).
Buona la risposta, oltre le stime, anche per Cecily Brown, Untitled (2019), a $670.800; Helen Frankenthaler e il suo dipinto Paloverde (1978), acquistato per $2,19 milioni, a più del doppio della stima massima. E per Dinner della giovane market darling Anna Weyant, che pure ha lasciato indietro la stima massima, passando di mano per $980.400.

Anna Weyant, Dinner, 2019. Courtesy Phillips
Anna Weyant, Dinner, 2019. Courtesy Phillips

Con il loro impatto economico e comunicativo, le aste di New York hanno finito col cannibalizzare anche le tante fiere che si tenevano in città questa settimana dell’arte e con parecchie aggiudicazioni multimilionarie, record su record, il mercato dell’arte sta assorbendo con entusiasmo e prontezza una bella dose di lotti-trofeo. Mentre la stessa sera di Phillips, il 19 maggio 2026, a guidare la vendita di Modern Art da Sotheby’s fino a $303,3 milioni – con una crescita del 63% rispetto alla sessione di maggio 2025 e il più alto totale per la categoria dal 2022 – è stato il secondo miglior risultato in asta per Henri Matisse, con La Chaise lorraine del 1919 passata di mano per $48,4 milioni, resta ora da vedere quale sarà la risposta alla collezione della storica gallerista Marian Goodman e a quella McNeil, in asta da Christie’s questo mercoledì 20 maggio.

Cristina Masturzo

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Cristina Masturzo

Cristina Masturzo

Cristina Masturzo è storica e critica d’arte, esperta di mercato dell’arte contemporanea, art writer e docente. Dal 2017 insegna "Economia e Mercato dell'Arte" e "Comunicazione e Valorizzazione delle Collezioni" al Master Accademico in Contemporary Art Markets di NABA, Nuova Accademia…

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