Quando la mitica Peggy Guggenheim era una gallerista a Londra. Mostra da non perdere a Venezia
Fino al 19 ottobre 2026 alla Collezione Guggenheim di Venezia si ripercorre in una mostra la prima esperienza da gallerista della celebre Peggy. Le mostre allestite a Londra, nella sua Guggenheim Jeune, suscitarono clamore, attirarono l’attenzione e si dimostrarono in grado di intercettare le avanguardie, scardinando gli ambienti conservatori inglesi
AIn Italia Peggy Guggenheim (New York, 1898 – Camposampiero, 1979) è conosciuta soprattutto per aver dato vita a uno dei più significativi musei di arte internazionale del Novecento. Tuttavia, prima di acquistare Palazzo Venier dei Leoni a Venezia per farne la sua dimora, Peggy si impegnò in altri progetti: il primo di rilievo fu l’apertura a Londra della galleria Guggenheim Jeune dove, dal gennaio 1938 al giugno 1939, andarono in scena numerose mostre capaci di orientare lo scenario europeo verso le avanguardie. Seguì, dal 1942 al 1947, la gestione della più nota Art of This Century a New York, dopodiché Guggenheim tornò in Europa, stabilendosi a Venezia dal 1948. Il museo che porta il suo nome ha dedicato proprio all’esperienza britannica una rassegna che ne ripercorre le tappe principali, ognuna delle quali meriterebbe di essere raccontata per esteso.
La galleria di Peggy Guggenheim
In generale, rileggendo le vicende sottese ai progetti della Guggenheim Jeune si comprende quanto, alla fine degli anni Trenta, la Gran Bretagna fosse ancora un contesto artisticamente conservatore, mentre altri paesi sottoposti ai regimi nazista e fascista avevano compiuto notevoli passi indietro nella considerazione dell’arte contemporanea astratta, la quale veniva rifiutata dalle istituzioni e sbeffeggiata dai critici. Ricordiamo però che Kandinsky aveva cominciato ad abbandonare la figurazione già nel 1910, quasi vent’anni prima del periodo di cui stiamo parlando.
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La storia di Guggenheim Jeune
A introdurre la rassegna che illustra le maggiori esposizioni della galleria Guggenheim Jeune è una sala che raccoglie alcuni lavori emblematici degli interessi di Peggy, da sempre affascinata dall’Astrattismo e dal Surrealismo: è esposto ad esempio il suo primo acquisto, Testa e conchiglia di Jean Arp, ma anche un dipinto della figlia Pegeen Vail che nel 1938 partecipò a una mostra dedicata alle espressioni artistiche dei bambini; occasione in cui, peraltro, fece capolino la prima opera di un Lucian Freud ancora adolescente. Nella primavera dello stesso anno la gallerista decise di allestire nel Regno Unito – per la prima volta – una monografica su Kandinsky, un evento che contribuì alla conoscenza del pittore Oltremanica e che suscitò un certo interesse, cui però non corrispose un successo commerciale (fattore, peraltro, che caratterizzò quasi tutte le esposizioni della galleria). Le opere di Kandinsky esposte oggi alla Collezione Peggy Guggenheim sono proprio quelle della mostra del 1938 (con l’eccezione di Cosacchi del 1910-11, donata dalla mecenate alla Tate Gallery che inizialmente la rifiutò). Tra gli artisti sostenuti dalla galleria londinese figura anche Marie Vassilief che, oltre a dipingere e a scolpire, realizzava pupazzi e bambole ispirati a personaggi reali; ancora al ritratto si dedicavano sia Cedric Morris (con uno stile espressionista, quasi caricaturale), protagonista di un’ulteriore mostra alla Guggenheim Jeune, e la fotografa Gisèle Freund che presentò i suoi ritratti a colori nel 1939. Uno dei progetti più importanti fu però l’Exhibition of Contemporary Sculpture che vide la partecipazione di artisti quali Jean Arp, Henry Moore, Sophie Taeuber-Arp: per il pubblico londinese fu la prima occasione per entrare in contatto con sculture basate su forme astratte e organiche ma, nonostante l’affluenza record, nessun’opera fu venduta.
La mostra a Venezia su Guggenheim Jeune
Molti furono gli esponenti surrealisti ospitati alla Guggenheim Jeune, come lo statunitense Charles Howard, l’austriaco Wolfang Paalen, il francese Yves Tanguy, la danese Rita Kernn-Larsen. Al movimento Surrealista Peggy dedicò sia mostre di pittura sia una rassegna di collage, anche in questo caso assolutamente inedita in Inghilterra. Una forte componente innovativa ebbe inoltre l’esposizione sulle arti grafiche allestita nel giugno del 1939 (momento in cui l’Europa si trovava sull’orlo del conflitto, che infatti esplose di lì a poco, costringendo Peggy Guggeheim a chiudere la galleria e a rientrare negli Stati Uniti). I ventisette artisti convocati erano di provenienza internazionale, emergenti o già noti, e molta critica stroncò violentemente le loro opere; altri invece cominciarono a comprendere la necessità di infrangere la rigorosa gerarchia tra tecniche artistiche che relegava incisioni, acqueforti e stampe a mero artigianato. La mostra in corso a Venezia rappresenta quindi un’occasione per portare alla luce un tassello ancora poco conosciuto della vicenda di Peggy Guggenheim, evidenziando ancor di più il suo ruolo nella promozione e nel sostegno delle avanguardie del Novecento.
Marta Santacatterina
Venezia // Fino al 18 ottobre 2026
Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista
PEGGY GUGGENHEIM COLLECTION , Dorsoduro, 701
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