Giuli compra tutto! Il Ministero della Cultura vuole prendersi anche Il Teatro delle Vittorie di Roma e Palazzo Labia a Venezia?
Il dicastero guidato da Alessandro Giuli valuterà “percorsi di valorizzazione culturale dei due immobili di particolare rilievo storico e artistico”, entrambi coinvolti nel processo di dismissione del patrimonio immobiliare Rai. Lo Stato li acquisterà per sottrarli a un futuro incerto?
Il 2026 del Ministero della Cultura sembra destinato a proseguire nel segno della campagna acquisti. E che acquisti! Per altri versi pressato dalle polemiche che imperversano sul suo dicastero – uscito molto ridimensionato dallo scontro con Pietrangelo Buttafuoco e la sua Biennale “libera”, negli ultimi giorni il Ministro è stato al centro della querelle politica per la revoca degli incarichi di Emanuele Merlino ed Elena Proietti, figure chiave del suo entourage – Alessandro Giuli svolge il suo ruolo con grande disinvoltura quando si tratta di esercitare la funzione di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale in capo al MiC.
La campagna acquisti del Ministero della Cultura di Alessandro Giuli
Così dopo il chiacchieratissimo acquisto dell’Ecce Homo di Antonello da Messina, rientrato in Italia e destinato all’Aquila, all’inizio di marzo i riflettori si sono spostati sul Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini (futuro papa Urbano VIII) realizzato da Caravaggio a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento, comprato dallo Stato per 30 milioni di euro al termine di una trattativa durata oltre un anno per assicurarlo alle collezioni di Palazzo Barberini. Nel frattempo, il Ministro Giuli, in compagnia dall’allora Sottosegretario Gianmarco Mazzi (ora Ministro del Turismo), si recava a Verona per confermare l’acquisto dello storico Cinema Astra, scrigno di un sito archeologico di grande importanza. Obiettivo: riaprire la sala e trasformarla al contempo in un polo museale di impostazione moderna, grazie a un ulteriore investimento di 7 milioni e mezzo di euro.
Ma al mese di marzo data anche la decisione di acquistare il Teatro Sannazzaro di Napoli, distrutto dall’incendio divampato il 17 febbraio scorso: un’operazione finalizzata a garantire la sopravvivenza di uno spazio culturale prezioso e molto amato della città. Oltre ad assicurare il restauro del teatro ottocentesco, il Ministero si è impegnato anche a mettere a disposizione dei gestori uno spazio alternativo per proseguire le attività teatrali.

Il Ministero della Cultura interessato all’acquisto del Teatro delle Vittorie?
Premesse analoghe, ispirano la manifestazione d’interesse del MiC per il futuro del Teatro delle Vittorie a Roma, parte del patrimonio immobiliare che la Rai ha deciso di dismettere. L’annuncio della vendita della storica sala ha scatenato polemiche accese: entro il 22 maggio 2026, i soggetti interessati all’acquisto dell’immobile dovranno presentare la propria manifestazione di interesse preliminare. Ma ora il Ministero della Cultura anticipa l’intenzione di valutare un percorso di valorizzazione culturale dell’immobile, per il suo particolare rilievo storico e artistico. Il Teatro delle Vittorie, inaugurato nel 1950 e diventato familiare per milioni di italiani a partire dagli Anni Sessanta, ha ospitato per decenni la trasmissione di show tra i più seguiti della televisione pubblica, daCanzonissima a Studio Uno e Fantastico. Sarà il Ministero ad acquistarlo per preservarne l’eredità culturale?
Quale futuro per Palazzo Labia a Venezia?
La domanda si può estendere anche al veneziano Palazzo Labia, edificio costruito nel sestiere di Cannaregio tra Seicento e Settecento, nel novero del patrimonio immobiliare Rai destinato a essere dismesso, analogamente al Teatro delle Vittorie. Il Palazzo “presenta costi di gestione molto elevati”, ha fatto sapere la Rai per respingere le polemiche che hanno accolto anche questa decisione. E il Ministro Giuli attenzionerà anche questo dossier: “Nell’ambito delle attività istituzionali e in occasione della visita alla Biennale di Venezia, il 21 maggio è previsto un sopralluogo del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, presso la sede di Palazzo Labia”, spiega una nota ufficiale del Ministero. Per Palazzo Labia, come per il Teatro delle Vittorie, il MiC si riserva la possibilità di valutare percorsi di valorizzazione culturale che lo sottraggano a un destino incerto.
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