L’industria creativa del Kazakhstan accelera. Spunta una nuova fondazione che sostiene la scena artistica
La fondatrice di TOVA è l’imprenditrice kazaka Togzhan Wertheimer, legata all’erede della dinastia Wertheimer, proprietaria di Chanel. Nata a Ginevra, e presente anche alla Biennale di Venezia, la fondazione vuole promuovere giovani artisti e curatori di un Paese ancora sottorappresentato
Si chiama TOVA Foundation ed è basata a Ginevra l’ultima istituzione privata dedicata alla promozione dell’arte contemporanea dell’Asia Centrale. Un’operazione finalizzata alla valorizzazione in ambito internazionale della scena artistica del Kazakhstan – che alle Biennale 2026 ha allestito il suo padiglione nelle sale del Museo Storico Navale, con un progetto sul silenzio, tra i più convincenti dell’intera Esposizione d’Arte – attraverso una programmazione incentrata su produzione, formazione e comunicazione. E proprio a Venezia, in occasione della Biennale d’Arte, la Fondazione propone una delle prime attività del suo mandato, con la mostra delle due artiste kazake Saule Suleimenova e Sayan Baigaliyev (Trading Treasures), ospitata alla Casa dei Tre Oci, sull’isola della Giudecca.
La TOVA Foundation per la promozione dell’arte del Kazakhstan
Dietro al progetto c’è Togzhan Wertheimer, imprenditrice e filantropa di origini kazake, legata all’industria della moda anche per questioni familiari (suo marito è David Wertheimer, figlio del Gérard grande collezionista d’arte, che con suo fratello Alain possiede Chanel). Nel Consiglio di Amministrazione di TOVA sarebbero confluite, inoltre, diverse figure di spicco di importanti famiglie europee e dal mercato dell’arte: oltre allo stesso David Wertheimer, anche Tatiana de Pahlen e il consulente d’arte Jean-Olivier Despres, che ha lavorato presso le gallerie Perrotin e Gagosian prima di fondare la propria società di consulenza.
L’idea all’origine della Fondazione è quella di offrire opportunità di lavoro concrete e visibilità ai giovani artisti e curatori dell’Asia Centrale, promuovendo una regione storicamente poco rappresentata, che sta gradualmente diventando un centro di riferimento per l’innovazione, la ricerca artistica e l’industria creativa.
L’identità culturale del Kazakhstan e l’ascesa dell’industria creativa
L’identità culturale del Kazakhstan è il risultato di una storia millenaria, dalla cultura Botai, che per prima addomesticò i cavalli intorno al 3.500 a.C., passando per la Golden Age islamica, i commerci della Via della Seta, fino ad arrivare alle tensioni geopolitiche del Novecento. Dopo 70 anni nell’orbita dell’ex Unione Sovietica, gli Anni Novanta hanno permesso l’apertura internazionale del Paese, e la più recente svolta decoloniale, con la conseguente crescita di servizi e attività commerciali e creative.
Le attività della TOVA Foundation e il curatore Vladislav Sludskiy
Curatore della nascente Fondazione TOVA è Vladislav Sludskiy, in passato al lavoro per Metis Art Education e direttore presso la Ethan Cohen Gallery di New York, dove ha organizzato e co-curato mostre personali e collettive di grandi artisti internazionali. Anche lui originario del Kazakhstan, ha co-fondato e diretto l’ARTBAT FEST, festival internazionale annuale di arte contemporanea dedicato alla regione dell’Asia centrale, dal 2010 al 2023. È inoltre co-fondatore e curatore dell’Eurasian Cultural Alliance (ECA), che dal 2011 promuove iniziative educative in tutta la regione e favorisce lo scambio culturale tra il Kazakistan e la comunità artistica globale. Per TOVA favorirà la circolazione di opere e artisti kazaki, promuovendo mostre e progetti di cooperazione internazionale, scambi formativi e fundraising.
Livia Montagnoli
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