A Londra si può scoprire un Luigi Ghirri inedito in una mostra fatta di fotografie e parole. Recensione 

Tra scatti mai visti e saggi teorici, il fotografo italiano è protagonista di una seconda mostra nella sede londinese della Thomas Dane Gallery. Frammenti, cartoline e riflessi costruiscono un mondo inesauribile osservato dagli occhi di Ghirri

La parola “Felicità”, ritagliata da un giornale, è stata lasciata per strada, caduta forse da una tasca. Questa è l’immagine di copertina della mostra alla Thomas Dane Gallery di Londra, che ospita un viaggio nell’universo fotografico – ancora inedito – di Luigi Ghirri (Scandiano, 1943 – Roncocesi, 1992). Curata da Alessio Bolzoni e Luca Guadagnino, la mostra Felicità raccoglie scatti mai pubblicati e meno conosciuti, frammenti di atlanti, cartoline, manifesti, specchi che si riflettono in altri specchi: strumenti con cui il fotografo italiano ha trasformato momenti ordinari in istantanee ancora inattese. 

Luigi Ghirri, Modena, 1971, The Estate of Luigi Ghirri. Courtesy Thomas Dane Gallery, Matthew Marks Gallery, New York and Los Angeles, and Mai 36 Galerie, Zurich and Madrid
Luigi Ghirri, Modena, 1971, The Estate of Luigi Ghirri. Courtesy Thomas Dane Gallery, Matthew Marks Gallery, New York and Los Angeles, and Mai 36 Galerie, Zurich and Madrid

La mostra di Luigi Ghirri a Londra 

Per Ghirri il sistema delle immagini trasformava la realtà in un catalogo e il paesaggio in indice di se stesso. Oggi la sua inquadratura dialoga con la nostra percezione e con l’intera cultura visiva contemporanea, aprendo unariflessione su ciò che l’immagine può ancora essereFelicità apre uno sguardo inedito sul lavoro di Luigi Ghirri, mostrando come la quotidianità si trasformi sempre in scoperta visiva. La mostra si sviluppa nei due spazidella Thomas Dane Gallery su Duke Street, attraversando immagini di interni ed esterni, tra realtà e mondi possibili. 

Luigi Ghirri, Felicità, installation view, Thomas Dane Gallery, Londra, 2026
Luigi Ghirri, Felicità, installation view, Thomas Dane Gallery, Londra, 2026

Tutti i mondi di Luigi Ghirri  

Nella prima galleria emerge il lavoro su superficie e rappresentazione, che è al centro della riflessione dell’artista sulla banalità con cui le immagini circolano. Qui le fotografie, quasi astratte, raccolgono frammenti di giornalie cartoline fuori contesto, specchi che riflettono altri specchi, manifesti strappati che lasciano intravedere strati di immagini, segnali stradali che suggeriscono ciò che sta oltre il quadro. Dettagli tratti dagli atlanti, sfogliaticome mappe di mondi possibili, completano poi la mostra evocando i racconti di Jorge Luis Borges. La seconda galleria esplora interni, esterni, dettagli domestici e paesaggi. Carte da parati e pannelli trasformano le stanzequasi in pagine di un libro, mentre scritte sui muri e sulla carta assomigliano a immagini su uno schermo, bidimensionali e riflettenti. Qui trovano spazio anche dialoghi con altri artisti concettuali, come Félix González-Torrescon due lavori a puzzle – Untitled (1988) e Untitled (Key West) (1992) – e quattro fotografie dallo studio di Giorgio Morandi, che ricordano le connessioni di Ghirri con altri artisti italiani del suo tempo, tutti alle prese con la modernità. L’ultima parte della mostra mette in luce le sue serie più famose, come Paesaggio Italiano degli anni Ottanta, offrendo uno sguardo maturo sul territorio e sul modo di rappresentarlo. 

Luigi Ghirri, Campogalliano, 1985, The Estate of Luigi Ghirri. Courtesy Thomas Dane Gallery, Matthew Marks Gallery, New York and Los Angeles, and Mai 36 Galerie, Zurich and Madrid
Luigi Ghirri, Campogalliano, 1985, The Estate of Luigi Ghirri. Courtesy Thomas Dane Gallery, Matthew Marks Gallery, New York and Los Angeles, and Mai 36 Galerie, Zurich and Madrid

Luigi Ghirri tra fotografia e parola scritta 

Dal percorso espositivo londinese, ne risulta allora un Ghirri inedito, italiano e internazionale, che parla attraverso le immagini e anche attraverso tre saggi con linguaggio filosofico e contemporaneo. A corredo della mostra è stato, infatti, pubblicato il libro Luigi Ghirri. Felicità (MACK, edizione bilingue), che colleziona, in una veste soft blonde e lino rigido, le opere esposte e tre saggi dell’artista. Attento e curioso osservatore della cultura, il fotografo intreccia infatti nei suoi saggi riferimenti a cinema, letteratura, filosofia e musica. Eppure, la presenza più importante rimane quella di Jorge Luis Borges; in questo caso, le sue narrazioni del mondo come biblioteca senza fine o mappa in espansione diventano una chiave per leggere i media come specchio dell’identità moderna. 

Luigi Ghirri, Felicità, installation view, Thomas Dane Gallery, Londra, 2026
Luigi Ghirri, Felicità, installation view, Thomas Dane Gallery, Londra, 2026

L’inesauribilità delle immagini di Luigi Ghirri 

Anche dopo oltre cento mostre e numerosi testi su di lui, scritti anche dall’artista stesso, molte fotografie di Luigi Ghirri restano ancora da scoprire. Per Felicità, i curatori Alessio Bolzoni e Luca Guadagnino le hanno scelte direttamente dall’archivio di Ghirri, conservato nella sua casa dalla famiglia, portando alla luce lavori mai pubblicati prima. La mostra londinese alla Thomas Dane Gallery, seconda dopo Luigi Ghirri: Colazione sullErbadel 2019, raccoglie immagini che contengono tutte le immagini. Ogni immagine, cioè, ci invita a guardare di nuovo, a fermarci su ciò che ci circonda e che diamo per scontato. Fotografo dall’intento artistico tanto moderno da risultare contemporaneo, sotto il suo obiettivo Ghirri trasforma anche i luoghi più familiari, anche quelli segnati dall’industrializzazione, in scene sospese, vicine ai paesaggi americani. Per Ghirri, più del paesaggio, conta quindiil modo in cui lo osserviamo. Le sue fotografie non sono infatti solo vedute: parlano del nostro sguardo e di come costruiamo la realtà che vediamo; di come, osservandola, le diamo un senso. 

Annarita Genova 

Londra // fino al 9 maggio 2026 
Luigi Ghirri. Felicità 
THOMAS DANE GALLERY – Duke Street St James’s, 3; Duke Street St James’s, 11 
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