Milano Design Week 2026: guida alle cose da vedere nel distretto di Brera
Installazioni ad alto impatto scenico, collettive che riuniscono designer e artigiani, eventi negli oltre duecento showroom del quartiere: la ricetta del distretto non cambia, ma arriva un nuovo strumento tecnologico per snellire le procedure di registrazione. Ecco tutti i dettagli
Con i suoi 217 showroom permanenti, tra cui 9 nuove aperture, i suoi cortili nascosti alla vista ma carica di fascino e gli oltre 300 appuntamenti in calendario, il Brera Design District è sempre una destinazione imprescindibile durante il Fuorisalone. Il tema scelto per questa edizione, la 17esima, è Essere Progetto: un invito a guardare al design con una lente grandangolare capace di abbracciare non soltanto il risultato finale ma anche il processo culturale che lo accompagna e la costruzione di relazioni tra persone, luoghi e comunità. L’immagine del distretto è affidata all’illustratrice milanese Chiara Ghigliazza, che sceglie come punto di osservazione privilegiato il tram, la più milanese delle icone. La novità più rilevante, però, riguarda più che i singoli contenuti le modalità di fruizione degli eventi con il lancio del Fuorisalone Passport, una nuova piattaforma digitale sviluppata da Studiolabo per centralizzare, e semplificare, la registrazione dei visitatori. “Non vogliamo chiamarlo saltacoda, ma si tratterà senz’altro di un salvatempo”, ha spiegato Paolo Casati. Con il proprio QR Code personale scaricato dal sito o ottenuto tramite app, infatti, sarà possibile accedere direttamente a una serie di location evitando di compilare altri moduli di registrazione.
L’universo colorato di Yinka Ilori per Veuve Clicquot

L’artista e designer britannico-nigeriano ha un immaginario fatto di tinte forti e pattern vitaminici, frutto della contaminazione tra le due culture all’interno delle quali si è formato. Alla Mediateca Santa Teresa presenta un’installazione immersiva – Chasing the Sun – che celebra la gioia di vivere e l’ottimismo reinterpretando alcuni stilemi tipici della maison Veuve Clicquot, a partire dal giallo sole usato fin dal 1877 per le etichette delle bottiglie di champagne, e una collezione di accessori in edizione limitata.
Via della Moscova, 28
Alla scoperta dell’artigianato uzbeko a Palazzo Citterio

La regione del Mar d’Aral, con le sue tecniche artigianali antichissime e le sue sfide ecologiche, sono al centro della mostra When Apricots Blossom organizzata dalla Uzbekistan Art and Culture Development Foundation che segna la prima partecipazione del paese asiatico alla Design Week milanese. Il progetto curato dall’architetto Kulapat Yantrasast nella cornice di Palazzo Citterio coinvolge designer internazionali di grande richiamo, da Bethan Laura Wood a Marcin Rusak passando per Nifemi Marcus-Bello, Studio CoPain e i Raw-Edges.
Via Brera, 12
Focus sull’artigianato alla Casa degli Artisti

Doppia Firma, la mostra incentrata sulla collaborazione tra designer contemporanei e artigiani della Fondazione Colorni dei Mestieri d’Arte arriva per la prima volta a Brera, alla Casa degli Artisti. A farle compagnia, in un nuovo polo ad alto tasso di maestria artigianale battezzato Arts&Crafts&Design, la Michelangelo Foundation for Creativity and Craftmanship con Homo Faber Fellowship: Today’s Masters meet tomorrow’s talents, che espone i frutti della collaborazione tra 22 maestri e altrettanti talenti emergenti nell’ambito del programma annuale di formazione organizzato dalla Fondazione, Serapian e Creative Academy.
Via Tommaso da Cazzaniga, angolo corso Garibaldi 89/A
La “chimica della felicità” di Sara Ricciardi alla Pinacoteca di Brera

Le installazioni ad alto impatto scenico sono una delle tradizioni del distretto, e come al solito saranno presenti in abbondanza. Segnaliamo, in particolare, il lavoro sulla serotonina della designer Sara Ricciardi per American Express (Serotonin: the chemistry of happiness): il concetto scientifico dell’ormone della felicità verrà tradotto in un paesaggio di forme gonfiabili che si espanderanno e si contrarranno ritmicamente per capire come le risposte fisiche ed emotive del nostro corpo si modifichino in relazione all’esposizione a particolari stimoli. Il tutto in una location meravigliosa come il Loggiato della Pinacoteca di Brera.
Via Brera, 28
L’intelligenza artigianale brasiliana in mostra in un cortile della vecchia Milano

In un momento storico nel quale le intelligenze artificiali sono al centro di quasi tutti i discorsi, paradossalmente anche il “fatto a mano” vive un suo momento di gloria contrapponendo all’estetica impeccabile ma fredda dei prodotti digitali il fascino dell’imperfezione. Ed è proprio per celebrare l’ia – Intelligenza Artigianale del loro paese natale che la piattaforma dedicata alla promozione del design brasiliano Tropicalistic e l’organizzatrice di eventi Neia Paz hanno selezionato una serie di arredi e installazioni sviluppati da designer e artisti carioca accomunati dalla prossimità con la materia e dall’interesse per il recupero di tecniche ancestrali. Li vedremo in Via Maroncelli, nel cortile di un edificio della vecchia Milano che oggi ospita uno showroom di moda.
Via Maroncelli, 10
La città immaginaria di George Sowden e Nathalie Du Pasquier per Kerakoll

Il Teatro della Vita immaginato da George Sowden e Nathalie Du Pasquier trasformerà il Kerakoll Brera Studio, lo spazio del brand in Via Solferino, in un paesaggio urbano astratto fatto di volumi, geometrie e scorci che si rivelano da prospettive sempre nuove. L’installazione prenderà forma grazie alla palette di 1.500 colori di Kerakoll Colors e avrà come riferimento principale l’opera Proposition pour une petite ville creata dai due designer, sempre in tandem, nel lontano 1984. La ricchezza cromatica alla quale Sowden e Du Pasquier ci hanno abituati fin dai tempi di Memphis diventerà così l’elemento dominante nella progettazione, capace di trasfigurare gli ambienti e raccontare storie.
Via Solferino, 16
Una passerella tutta francese in Via Statuto

Il titolo di questa collettiva, Le Design Defilé, allude al mondo delle sfilate e alla haute couture e non è un caso. L’allestimento studiato da Jakob+MacFarlane, gli architetti della Città della Moda e del Design di Parigi, ricorda infatti una passerella lungo la quale i visitatori potranno camminare per scoprire le due anime che formano il collettivo promotore French Living in Motion: da un lato, i pezzi frutto della collaborazione tra designer affermati ed emergenti ed editori di Le French Design, dall’altro, l’eccellenza delle manifatture transalpine riunite nell’Ameublement Français. Un percorso utile per capire che cosa succede sull’altro versante delle Alpi, dove la ricerca di un design sostenibile è prima di tutto una questione di buon senso e di rispetto del tessuto economico e sociale locale.
Via Statuto, 11
Il “confessionale” per talenti in erba

I giovani designer lo sanno bene: riuscire a farsi notare non è cosa facile, soprattutto in un contesto affollato come quello della Design Week di Milano dove il tempo e l’attenzione degli addetti ai lavori sono merci rare e ambitissime. Per loro sarà imprescindibile, quindi, il confessionale allestito sul sagrato della Chiesa di Santa Maria Incoronata dal brand siciliano Orografie, che nei suoi sette anni di vita ha fatto dello scouting uno dei pilastri della propria cultura d’impresa. Tell Me, questo il nome dell’iniziativa, coinvolgerà diversi progettisti “senior” – Gianni Cinti, Francesco Faccin, Tiziano Guardini, Giulio Iacchetti, Francesca Lanzavecchia, Martinelli Venezia, Lorenzo Palmeri, Matteo Ragni, Elena Salmistraro –, tutti pronti a dare consigli a chi sogna di percorrere il loro stesso cammino professionale.
Corso Garibaldi, 116
L’installazione di Sicis tra design, mosaico e gioielleria artigianale

L’azienda ravennate presenta un’installazione immersiva dal titolo ELEMENTS. Jewel and design, beyond form nel suo showroom di Via Fatebenefratelli. Una teca sensoriale, arredi che dialogano tra loro e una colonna sonora creata ad hoc accompagneranno il visitatore in un viaggio attraverso i quattro elementi primordiali – aria, fuoco, terra e acqua – reinterpretati per esaltarne la forza archetipica. Un racconto incentrato sui gioielli di SICIS Jewels, pezzi unici fatti a mano che rendono “indossabile” l’antica tecnica del micromosaico. Il brand sarà anche in fiera con diverse novità di prodotto, tra cui due imbottiti e un tavolo, allestiti in uno stand caratterizzato da una serie di ritratti artistici realizzati in mosaico. La poltrona Amaro si distingue per il suo color ruggine, simile a quello dei liquori alle erbe, e per la sua silhouette ispirata alla curva dei bicchieri che si usano di solito per sorseggiarli. Il divano Mirai, con i suoi volumi che ricordano il movimento di pannelli di tessuto, richiama alla memoria gli abiti tradizionali giapponesi con i loro strati di seta sovrapposti accuratamente secondo regole codificate. Il tavolo Vertex illustra le diverse potenzialità del vetro: ha, infatti, una base in vetro bronze dalla struttura complessa e un piano in Vetrite, un materiale innovativo ideato da SICIS e ottenuto attraverso la fusione del vetro con speciali polimeri e metalli.
Via Fatebenefratelli, 8
Giulia Marani
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