Fare la pennichella in una galleria d’arte? A Palermo si può, nella nuova ‘pisolineria’ 

Nuova azione ironica e concettuale per lo spazio indipendente palermitano. Per qualche settimana la Galleria Rollò diventa un luogo di sogni e di sonni. Dove prendersi una pausa dal trambusto della città

Andare in galleria, non per ammirare o acquistare opere, non per incontrare gente e immergersi nella folla di un opening, ma per concedersi un meritato pisolino. È l’ironica provocazione proposta dal giovane artista Pietro Librizzi (Palermo, 1993; vive a Petralia Soprana). Un atto di rivendicazione e insieme di protesta, opponendosi in leggerezza allo stress della vita contemporanea, all’ininterrotto caos metropolitano, al diktat dell’iper produttività lavorativa e all’assottigliarsi di adeguati spazi di svago, di pausa, spesso anche a discapito del sacrosanto riposo notturno o pomeridiano.

La provocazione della Galleria Rollò

E a proposito di ironia e di stranezze ludicamente dissidenti, il luogo più idoneo per una simile proposta non poteva che essere Rollò, spazio indipendente nato nel 2025 nel cuore del mercato storico di Ballarò, con la direzione artistica di Marcella Sciortino: già il nome – e il relativo logo-scarabocchio – sono una specie di manifesto, con quel richiamo all’iconico pezzo di rosticceria palermitano, il soffice “rollò con wurstel”. Citazione non colta, contraria a ogni logica da slow food salutista, che trascina l’elitario mondo dell’arte su un piano di croccante realtà popolare.
Così nasce la “Pisolineria Librizzi”, iniziativa artistica che risponde – racconta l’autore – a “un’esigenza semplice ma spesso trascurata”, offrendo un pensiero concreto e simbolico a chi “per lavoro o necessità, si trova lontano da casa e sente il bisogno di concedersi un momento di riposo”.

Il format della Pisolineria Librizzi

Per qualche settimana Rollò offrirà dunque l’insolito servizio a un pubblico bisognoso di relax, trasformandosi in temporaneo dispositivo paradossale, replicabile in teoria in ogni quartiere delle città. Un’azione che ambisce a diventare format, modello contagioso adatto a spazi artistici, ma non solo. E come accade nelle normali attività commerciali, non mancano le opzioni da proporre al cliente, una carta servizi che include il prodotto base, ovvero il pisolino semplice, fino a formule più ampie come il kit per il sonno (tappi per le orecchie e mascherine) o come il risveglio personalizzato e l’opzione caffè. Si fa il verso dunque ai pacchetti utilizzati per vendere prodotti, ma in assenza di una strategia di mercato: l’unico scopo è quello di stimolare, attraverso un’azione-intuizione creativa, una riflessione intorno al nostro rapporto con il tempo e con gli spazi di intimità, con i concetti di lentezza e di sosta.  

Fare la pennichella in una galleria d'arte? A Palermo si può, nella nuova 'pisolineria' 
Pietro Librizzi, The Great Ailanthus Festival, 2024, olio su lino, 170×200 cm

La pittura onirica di Pietro Librizzi

Parentesi diversa, questa, rispetto alla produzione consueta di Librizzi, principalmente dedito al disegno e alla pittura. Ma quella briosa leggerezza, quel rapporto con il mondo notturno, quell’attitudine al non-sense che dischiude profondità non immediatamente visibili, sono in fondo gli stessi che troviamo nella sua produzione tradizionale: tra spirito naïf e delicatezza onirica i lavori dell’artista sembrano giungere dalla dimensione del sogno, là dove il fiabesco, l’assurdo e l’infantile si incontrano per dar vita a storie lontane dal quotidiano. Favole in pittura attraverso cui compiere viaggi immaginari lungo paesaggi evanescenti, oppure brulicanti di piccole creature senza identità, oggetti misteriosi, sistemi di segni indecifrati e frammenti di natura convertiti in apparizioni fantastiche.
La “Pisolineria Librizzi”, allora, è forse anche un invito sottile a coltivare spazi di sospensione e di meditazione, come quelli che si disegnano tra il sonno e la veglia, tra la realtà e l’immaginazione, nutrendo così quei mondi invisibili che nella pratica dell’arte si tramutano in opere e che nel quotidiano di ognuno sono imprescindibile linfa emotiva e occasioni di sano vagabondaggio interiore.

Helga Marsala

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Helga Marsala

Helga Marsala

Helga Marsala è critica d’arte, editorialista culturale e curatrice. Ha insegnato all’Accademia di Belle Arti di Palermo e di Roma (dove è stata anche responsabile dell’ufficio comunicazione). Collaboratrice da vent’anni anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo,…

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