Riapre a Roma il bunker di Villa Ada. Le visite nel rifugio antiaereo della famiglia reale
Realizzato tra il 1942 e il 1943 nella villa che circondava la residenza della famiglia reale, oggi parco pubblico tra i più frequentati di Roma, il bunker apre al pubblico dopo cinque anni di interventi di recupero e riqualificazione. Tutta la storia
Il più famoso bunker di Villa Torlonia – costruito nel 1942 sotto la residenza di Benito Mussolini, che mai lo utilizzò perché destituito prima che fosse completato, e riaperto al pubblico nel 2024 – dista poco più di due chilometri dal cuore del parco di Villa Ada. Dove ora torna accessibile un rifugio antiaereo meno conosciuto, lo storico bunker di Villa Ada Savoia, chiuso negli ultimi cinque anni per lavori di riqualificazione e messa in sicurezza.
La storia del bunker di Villa Ada Savoia
All’epoca della sua costruzione, Villa Ada apparteneva alla famiglia reale dei Savoia, acquistata nel 1904 da re Vittorio Emanuele III per farne la propria residenza ufficiale. E durante la Seconda Guerra Mondiale il bunker fu realizzato come luogo di ricovero per i membri della casa reale nell’eventualità di bombardamenti, a circa 350 metri in linea d’aria dalla Palazzina Reale. Scavato all’interno della collina tufacea cosiddetta delle Cavalle Madri, in una zona caratterizzata da una ricca vegetazione, il bunker fu dotato anche di un ingresso carrabile, proprio a causa della distanza dalla residenza reale, che non fu collegata con alcun passaggio sotterraneo al rifugio. La struttura si sviluppa totalmente in sotterraneo per più di 200 metri quadrati, ha una forma circolare ed è composta da sette ambienti: due stanze principali, due bagni, un’anticamera e due ambienti di servizio.

Dalla costruzione all’abbandono del bunker
I lavori si protrassero tra il 1942 e il 1943, e alla fine della guerra, con l’esilio di Umberto II, il bunker fu abbandonato, fino alla riapertura nel 2016, grazie al restauro condotto a proprie spese dall’associazione Roma Sotterranea, che allora ricevette il sito in concessione gratuita dal Comune di Roma, attuale proprietario dell’ex rifugio antiaereo. Ma nel 2021, scaduta la convenzione stipulata tra l’associazione e la Sovrintendenza capitolina ai beni culturali, il bunker chiuse nuovamente i battenti, interrompendo le visite.
I lavori di ristrutturazione del bunker di Villa Ada Savoia
Ora, dopo ulteriori lavori di riqualificazione condotti dal Dipartimento Tutela Ambientale, si rinnova il patto di collaborazione tra il Comune e le associazioni Roma Sotterranea e ASD Giochi di Strada, per una gestione condivisa della struttura. Nell’ambito del progetto di recupero e riqualificazione vegetazionale del Parco di Villa Ada,finanziato con 2,4 milioni di fondi PNRR, sono stati eseguiti, infatti, gli interventi di ingegneria naturalistica necessari per consentire l’accesso in sicurezza all’interno del bunker, con la stabilizzazione dei pendii sotto i quali è situata la struttura, soggetti a forte erosione. I lavori si sono concentrati, inoltre, sul ripristino sia del percorso che conduce al bunker, sia di quello che conduce alla parte sommitale della collina delle Cavalle Madri. E nelle aree circostanti sono state messe a dimora circa 900 piante forestali di specie arbustive, per favorire la stabilizzazione dei terreni e la biodiversità.

Le visite guidate al bunker di Villa Ada Savoia
Riprendono, dunque, le visite guidate (prenotazioni online sul sito di Roma Sotterranea: 13 euro per il tour della durata di 1 h e 15) e l’organizzazione di eventi e attività artistiche, con l’obiettivo di creare un polo culturale e turistico d’interesse per i fruitori della villa. Non mancheranno anche attività sportive, tra cui percorsi trekking, organizzate negli spazi esterni, a cura dell’associazione ASD Giochi di Strada. All’interno del bunker, i visitatori ritroveranno i materiali originali recuperati e gli ambienti allestiti: al termine del percorso, un breve documentario di Fabio Toncelli illustrerà tramite foto e filmati originali la storia della famiglia reale negli anni della guerra. Prossimo step sarà la riapertura della Torre sul Colle Roccolo, attualmente oggetto di lavori di messa in sicurezza, anch’essa assegnata alla gestione delle due associazioni nell’ambito dell’accordo stipulato.
Livia Montagnoli
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